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Il giorno della sparizione delle donne

1 commento

Lo spunto al titolo lo offre un progetto di una amica – collega.

GIOVANI SGUARDI AL FEMMINILE a Pessano con Bornago (MI). Una serata che nasce attorno al tema del femminile (discusso argomentato osservato) nell’incontrare ragazze e ragazzi nel centro d’aggregazione giovanile “il camaleonte” e nel servizio Educativa Territoriale.
La serata si incentra su tre focus tematici….
1. sulla differenza di genere (differenze tra uomini e donne nel ruolo – ragazza e ragazzo, madre e padre, volontaria e volontario delle associazioni sportive)
2.cosa cambierebbe se scomparissero le donne da….il centro giovani, dallì’oratorio, dall’amministrazioen comunale, dal paese (pessano con bornago)
3. cosa vorrei che gli altri dicessero di me come donna (una ragazza, una volontaria, uan donna di cultura)

A cosa penso se immagino un mondo senza donne?

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Penso, come prima questione, alla scomparsa di tutto il mondo del lavoro che attraverso, e conosco grazie alla mia professione. So per certo che si osserverebbe il crollo, di tanta anzi … di quasi tutta l’educazione, come di gran parte del mondo della scuola, dei servizi del welfare sociale, che sono composti da una maggioranza di donne.
Resterebbero, soli, gli uomini a costruire politiche e pratiche di governance e a pensare “bei pensieri” e complessi modelli organizzativi, del tutto svuotati e sconnessi dalla pratica quotidiana. Sparirebbero le maestre, e le baby setter, le badanti irregolari, le Asa, le cuoche, e le educatrici dei nidi, chi si occupa di disabilita’, le coordinatrici dei servizi, un gran numero di professoresse della scuola “media”.

Funzionerebbe, invece, ancorche’ decimata, l’istruzione superiore e forse buona parte del mondo universitario, stante la decapitazione di tutte le facoltà nell’area della formazione educativa. Aggiungerei anche la scomparsa della cura psicologica.
Mi immagino, con una sorta di ironica rivalsa, il terrore dei manager alle prese con la necessita’ di sostituire le segretarie e il personale per la pulizia dei gabinetti.

Scomparirebbe la cura dei bimbi, dei malati, degli anziani, dei fragili, dei non efficienti.
Non ci sarebbero più nemmeno le mamme.

Ci sarebbero in giro un sacco di grandi capi, manager, leader, direttori, dirigenti, amministratori, referenti, coordinatori, quadri, completamente privati della operatività, della minuziosa opera femminile: ” Scriva, signorina, traduca, stampi, corregga, invii, telefoni”.

Si direbbe addio a tutto ciò che abbiamo conosciuto delle pratiche di cura, di accudimento, allevamento, insegnamento; e al lungo lavoro di tessitura di reti umane e relazionali, lo sappiamo le donne sono ” social” perché da sempre creano nessi e significati.
Istruendo la complementarietà, la complessità possibili, solo se ci sono nessi, ricerca di significati, e costruzione degli stessi; se sono stati insegnati attraverso il corpo e le cura, e l’educazione.

Cosa farà un “pensiero” privo di “corpo”, una teoria senza prassi, una forma senza sfondo? E che ne sarà’ di magnificenti progetti e proclami, rimasti scritti solo nel pensiero?
Come sarà un mondo privato tanto dell’educazione delle donne, che trasmettono ciò che si impara facendo, cosa ne sarà di ognuno se chi fa, impara e insegna e’ scomparso?

Questo fanno le donne e così creano il mondo, talvolta per scelta, ma assai più spesso per cultura, e forse anche un poco per natura…
Essere donne non solo e’ trasmettere la vita, ma anche insegnare a viverla.

Fermiamo un attimo l’immaginazione ….
Perché, a onor del vero, questa scomparsa già la vediamo, ogni volta e ogni giorno in cui costruiamo un mondo in cui sembra che la parte delle donne sia negata e cancellata; quando comprendiamo che ci sono uomini che pensano i “loro” pensieri – vuoti di corpo, di educazione, e di quei nessi che vengono dall’incontro con la differenza – . una differenza che e’ anche quella di genere, e che da significato tanto all’essere uomini, donne, persone.

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Un pensiero su “Il giorno della sparizione delle donne

  1. l’analisi conduce ad un risultato sociale squilibrato non meno di quanto lo sia oggi con una dominanza nettamente maschile che,a bordo della carovana operativa trascina le donne.-Queste sono essenziali? Si quanto è determinante l’operato maschile.Proiettandoci in un futuro molto vicino,.futuro come tempi diversi da quelli attuali,l’operato dell’italiano maschio è degenerato in misura incontrollata con la complicità di quanti avevano il potere delegato dai cittadini Per i meccanismi dell’osservazione,valutazione dei contenuti affaristici e non sociali i delle attività di governo,si è già generata non solo una diffidenza nei confronti di Istituzioni e uomini politici ma anche un’attesa sul ruolo delle donne che non solo creano la vita ma educano ed in questa attività hanno particolare,sensibilità.L’educazione in senso globale della nostra società può partire dalle donne,ovviamente lasciando gli spazi agli altri ruoli.Concretamente la nostra società è dissestata,ha bisogno di ricambio non solo generazionale ,ma anche del ruolo maschile Il ruolo femminile avanzerà anche se con stridore di freni per un’affermazione necessaria in un percorso italiano pieno di insidie

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