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la solita figura di *****.

italiani! (!!!)
in europa, l’unico “ente” collettivo che si preoccupa dell’ambiente e che si propone di controllare le emissioni inquinanti e solo il governo italiano dice di no!
ovviamente ci cazziano.
persino sarkozy cioè un presidente di destra ci dice che non va bene!
(okkey dice, vabbene che l’italia sta un pò inguaiata per via che dipende solo dal petrolio, ma suvvia ragazzi non si può dire di no senza pensarci, senza contrattare almeno un pò. non so fate almeno finta di provarci che una soluzione si trova). (cfr    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue-2/sarkozy-drammatico/sarkozy-drammatico.html).

ma la questione non è nemmeno questa.

non  è (forse) nemmeno il problema di una destra che governa; in una democrazia questo non dovrebbe essere un problema.
ma il problema è l’intelligenza di questa destra.
(sono esistiti uomini di centro e di destra a cui attribuire intelligenze e merito)

dalla gelmini in poi il problema è governare senza intelligenza, senza vedere la complessità che ci attornia, e scegliere sempre una risposta semplificatoria, banalizzante, mediocre se non addirittura misera.
peraltro partendo dall’assunto che chi governa (= i singoli al potere) ha sempre ragione (???).

demo-crazia sarebbe governo del popolo e nel nome del popolo.
cioè di una molteplicità, di una complessità in relazione con un mondo estrerno molteplice variegato e complesso.
che ignorare è da idioti.
ma così è.

grazie per la figura di ***** , appunto.


PS
neanche a farlo apposta trovo questo; certo si parla di pedagogia ma lo sguardo va alla complessità che deve essere trattenuta e trattata:

PEDAGOGIE PER UN MONDO GLOBALE
Un saggio di Silvio Premoli sul rapporto tra globalizzazione, culture ed educazione.
EGA editore, 14 euro

Il mondo è diventato globale ed è ormai evidente che la vita della quasi totalità delle persone che abitano il Pianeta si è trasformata. Da tempo diverse discipline scientifiche – economia, sociologia e antropologia in prima fila – si interrogano sui processi di globalizzazione, mentre la pedagogia sembra attardarsi a margine di questo dibattito, dedicando la propria attenzione soltanto ad alcuni fenomeni connessi, come i nuovi assetti societari multiculturali.
Eppure, il legame dell’educazione con il senso della globalità non è estemporaneo, né recente. Da Comenio a Kant, da Dewey a Piaget, tutti i grandi pensatori hanno visto l’educazione come apertura al mondo.
In queste pagine, Silvio Premoli ricostruisce in modo rigoroso e ricco di spunti critici il complesso legame tra pedagogie e processi di globalizzazione, esplorandone storia e significati. Quasi a suggerire che l’educazione, se non è per il mondo, “non è”.

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