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in negozio

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un’immensa fotografia, che è la clientela di un negozio.

e continua ad essere fonte di infinito stupore.

alcuni sono squarci di umanità tragica e tenera.
quelli che si commuovono dinnanzi alla mini.
quelli che hanno la mission impossible: su quella –e solo su quella – sono concentrati. (ndr il tetto di spesa spesso non supera gli … un euro  … circa)
quelli che lo scambio non è solo merce contro soldi, ma chiacchiere, sorrisi, micro-confidenze, complicità.
quelli per cui quella transizione deve essere nuda e asettica.
quelli che entrano incazzati ed escono più leggeri, perchè hanno parlato con qualcuno.

gli anziani, spesso gli uomini, sono quelli che toccano le corde più sensibili.
sembrano così fragili e umani, dolci, si concedono tanto alla loro paura (almeno così sembra) del tempo e dei malanni incipienti.
hanno smesso di abbaiare e mordere, e assaggiano il dolce e il morbido della vita – nonostante.

e poi tutti gli altri.
per i quali quello che vende è poco più di un bancomat, un distributore di lattine o di caffè.
cercano ciò che è efficiente, veloce, freddo, poco umano e privo di sbavature.
fanno un pò paura.
e allora abbraccio la mini.
monica

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