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qui dovevo metterci un altro post ma

16 commenti


oggi hanno sgomberato il centro sociale cox 18 di milano. 

anzi lo stanno sgomberando in questi momenti.

per i non milanesi forse la notizia non fa alcun effetto ma il centro era ancora una realtà culturale (c’è dal 77 se non erro) inserita in un circuito di cultura antagonista ed alternativa.
non so, per me è un pezzo di milano che se ne va, un pezzo forte, impegnato culturalmente, dotato peraltro di una storica e splendida libreria; è una perdita secca in una città che sta perdendo progressivamente quel carattere di umanità mescolata e  tollerante ed accogliente che aveva.
ma in più l’italia si sta candidando sempre più pesantemente ad essere un paese intollerante ed ignorante: dove si chiudono le librerie, anche quelle non impegnate e sorgono i centri commerciali, e dove – se va di fortuna – ci sono le feltrinelli e se va male quelle della giunti!
(nulla in contrario alla giunti ma in genere sono librerie da “manualistica”)
😦
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16 thoughts on “qui dovevo metterci un altro post ma

  1. Il problema che da noi non arriveranno le milizie dei “volenterosi” a liberarci dai nostri Taliban…..

  2. Il problema che da noi non arriveranno le milizie dei “volenterosi” a liberarci dai nostri Taliban…..

  3. cos’è che ha fatto scatatre lo sgombero? anche questo è interessante..

  4. cos’è che ha fatto scatatre lo sgombero? anche questo è interessante..

  5. fonte indymedia

    Questa mattina alle 7 la polizia interveniva senza mandato per sgomberare il csoa cox 18, bloccando le strade circostanti ed impedendo l’ accesso allo stabile che, fra le altre cose, ospita la libreria calusca e l’ archivio Primo Moroni. Data l’assenza di un mandato gli avvocati sono riusciti a bloccare tutto e ad avviare una negoziazione. Attuamente prevederebbe la “custodia” dei locali da parte del comune ma senza sgombero o sequestro finche’ non si pronuncia un giudice. Conseguentemente al tentativo di sgombero si è tenuto un presidio di resistenti e solidali ed un corteo è arrivato fino a palazzo marino.

  6. fonte indymedia

    Questa mattina alle 7 la polizia interveniva senza mandato per sgomberare il csoa cox 18, bloccando le strade circostanti ed impedendo l’ accesso allo stabile che, fra le altre cose, ospita la libreria calusca e l’ archivio Primo Moroni. Data l’assenza di un mandato gli avvocati sono riusciti a bloccare tutto e ad avviare una negoziazione. Attuamente prevederebbe la “custodia” dei locali da parte del comune ma senza sgombero o sequestro finche’ non si pronuncia un giudice. Conseguentemente al tentativo di sgombero si è tenuto un presidio di resistenti e solidali ed un corteo è arrivato fino a palazzo marino.

  7. fonte indymedia

    printable page
    Inserito da Anonimo il Gio, 22/01/2009 – 21:53 Carcere/repressione italia Notizia
    autore:
    Tommaso Tafi
    Nel mirino della destra la cultura , l’informazione, tutto ciò che non è allineato. In pericolo il grande archivio della libreria Calusca. Corteo di protesta.

    Momenti di tensione in mattinata a Milano, quando le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, hanno dato il via allo sgombero dell’ennesimo centro sociale della città.

    Attorno alle 7 di questa mattina gli agenti si sono presentati al numero 18 di via Conchetta, in zona navigli, dove ha sede il centro sociale Cox 18. Al momento dell’arrivo della polizia i locali erano vuoti, ma il tam tam scatenato dai presenti ha, nel giro di un’ora, fatto convergere numerosi ragazzi di fronte all’ingresso del centro, per protestare contro il nuovo sgombero deciso dal vicesindaco Riccardo De Corato.

    Un grande corteo di protesta si è immediatamente formato e ha invaso la circonvallazione, chiedendo a gran voce che cessi questa campagna di sgombero di centri sociali che non ha recedenti nemmeno nella storia di una città bigotta come Milano.

    A differenza di altri centri sociali e di aggregazione, inoltre, la sede di via Conchetta ospita, dal 1992, anche l’immenso archivio della libreria Calusca, fondata nel 1971 da Primo Moroni, attivista della sinistra extraparlamentare, scrittore, libraio, intellettuale che promosse la costituzione del “collettivo Gramsci” nella zona di Porta Ticinese a Milano.
    Proprio oggi, sulle pagine del Sole 24 Ore on line, Sandrone Dazieri, romanziere, ex collaboratore pubblicista del Manifesto ed ex membro, fino a metà anni ’90, del centro sociale simbolo di Milano, il Leoncavallo, ricorda Primo Moroni come “uno degli intellettuali più raffinati che Milano abbia mai prodotto”.
    La libreria Calusca, di esclusiva proprietà della figlia di Primo Moroni, Maysa, per anni ha promosso la cultura e la contro cultura, l’informazione e la contro informazione, sia in Italia che all’estero.

    Questa mattina, la Giunta Moratti ha deciso, senza attendere nemmeno l’esito del provvedimento giudiziario ancora in corso, di restituire lo spazio al legittimo proprietario: il Comune di Milano.
    Una decisione che si attendeva ormai da tempo, ma che, dopo il recente sgombero del centro sociale degli artisti di corso Garibaldi, rende se possibile ancora più evidente l’intenzione di chi guida la città di Milano di stroncare ogni attività, per così dire, non allineata. Dazieri si domanda: “davvero nella città di Milano non c’erano spazi da assegnare in comodato d’uso, o qualcosa del genere, perché l’attività di Conchetta continuasse? Davvero il Comune di Milano necessitava di quelle poche centinaia di metri quadri autogestiti da decine di anni?”. L’area, con buone probabilità verrà rasa al suolo, come è consuetudine da queste parti, e verrà riassegnata al miglior sofferente.

    Nel frattempo si aspetta la prossima mossa del vicesindaco De Corato, che ha già individuato il prossimo obiettivo.
    A breve, infatti, toccherà alla Pergola, che da anni resiste alle minacce e ai
    provvedimenti di sgombero. Agli esponenti della cultura alternativa non resterà che rifugiarsi nel santuario del Leoncavallo, ammesso che il nuovo Assessore comunale alla Cultura Massimo Finazzer Flory sia sintonizzato, su questo argomento, sulle stesse lunghezze d’onda di Vittorio Sgarbi, che si è sempre speso contro lo sgombero del Leoncavallo.

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  8. fonte indymedia

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    Inserito da Anonimo il Gio, 22/01/2009 – 21:53 Carcere/repressione italia Notizia
    autore:
    Tommaso Tafi
    Nel mirino della destra la cultura , l’informazione, tutto ciò che non è allineato. In pericolo il grande archivio della libreria Calusca. Corteo di protesta.

    Momenti di tensione in mattinata a Milano, quando le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, hanno dato il via allo sgombero dell’ennesimo centro sociale della città.

    Attorno alle 7 di questa mattina gli agenti si sono presentati al numero 18 di via Conchetta, in zona navigli, dove ha sede il centro sociale Cox 18. Al momento dell’arrivo della polizia i locali erano vuoti, ma il tam tam scatenato dai presenti ha, nel giro di un’ora, fatto convergere numerosi ragazzi di fronte all’ingresso del centro, per protestare contro il nuovo sgombero deciso dal vicesindaco Riccardo De Corato.

    Un grande corteo di protesta si è immediatamente formato e ha invaso la circonvallazione, chiedendo a gran voce che cessi questa campagna di sgombero di centri sociali che non ha recedenti nemmeno nella storia di una città bigotta come Milano.

    A differenza di altri centri sociali e di aggregazione, inoltre, la sede di via Conchetta ospita, dal 1992, anche l’immenso archivio della libreria Calusca, fondata nel 1971 da Primo Moroni, attivista della sinistra extraparlamentare, scrittore, libraio, intellettuale che promosse la costituzione del “collettivo Gramsci” nella zona di Porta Ticinese a Milano.
    Proprio oggi, sulle pagine del Sole 24 Ore on line, Sandrone Dazieri, romanziere, ex collaboratore pubblicista del Manifesto ed ex membro, fino a metà anni ’90, del centro sociale simbolo di Milano, il Leoncavallo, ricorda Primo Moroni come “uno degli intellettuali più raffinati che Milano abbia mai prodotto”.
    La libreria Calusca, di esclusiva proprietà della figlia di Primo Moroni, Maysa, per anni ha promosso la cultura e la contro cultura, l’informazione e la contro informazione, sia in Italia che all’estero.

    Questa mattina, la Giunta Moratti ha deciso, senza attendere nemmeno l’esito del provvedimento giudiziario ancora in corso, di restituire lo spazio al legittimo proprietario: il Comune di Milano.
    Una decisione che si attendeva ormai da tempo, ma che, dopo il recente sgombero del centro sociale degli artisti di corso Garibaldi, rende se possibile ancora più evidente l’intenzione di chi guida la città di Milano di stroncare ogni attività, per così dire, non allineata. Dazieri si domanda: “davvero nella città di Milano non c’erano spazi da assegnare in comodato d’uso, o qualcosa del genere, perché l’attività di Conchetta continuasse? Davvero il Comune di Milano necessitava di quelle poche centinaia di metri quadri autogestiti da decine di anni?”. L’area, con buone probabilità verrà rasa al suolo, come è consuetudine da queste parti, e verrà riassegnata al miglior sofferente.

    Nel frattempo si aspetta la prossima mossa del vicesindaco De Corato, che ha già individuato il prossimo obiettivo.
    A breve, infatti, toccherà alla Pergola, che da anni resiste alle minacce e ai
    provvedimenti di sgombero. Agli esponenti della cultura alternativa non resterà che rifugiarsi nel santuario del Leoncavallo, ammesso che il nuovo Assessore comunale alla Cultura Massimo Finazzer Flory sia sintonizzato, su questo argomento, sulle stesse lunghezze d’onda di Vittorio Sgarbi, che si è sempre speso contro lo sgombero del Leoncavallo.

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  9. in ogni caso non ho trovato il perchè, immagini che il motivo sia quello da aprte della giunta moratti, e quindi del comune di riappropriarsi dello spazio occupato.
    il cox è nelle zona navigli di milano, una delle zone che si è andata trasformando da quartiere di milano. con botteghe, affitti più o meno accettabili, in una zona che va dal turistico (locali sui navigli) al glamour abitativo.

    posso capire che il comune, dato il suo orientamento politico, voglia riappropriarsi di un locale occupato e rivenderlo per guadagnarci cifre considerevoli, ma quello che colpisce è l’assenza di un giudizio critico. i centro sociali sono brutti e cattivi, anche se come per cox 18 e calusca hanno costituito un luogo della cultura.
    una città è fatta di culture e non solo di una cultura omologata.
    milano era così ….. una volta
    😦

  10. in ogni caso non ho trovato il perchè, immagini che il motivo sia quello da aprte della giunta moratti, e quindi del comune di riappropriarsi dello spazio occupato.
    il cox è nelle zona navigli di milano, una delle zone che si è andata trasformando da quartiere di milano. con botteghe, affitti più o meno accettabili, in una zona che va dal turistico (locali sui navigli) al glamour abitativo.

    posso capire che il comune, dato il suo orientamento politico, voglia riappropriarsi di un locale occupato e rivenderlo per guadagnarci cifre considerevoli, ma quello che colpisce è l’assenza di un giudizio critico. i centro sociali sono brutti e cattivi, anche se come per cox 18 e calusca hanno costituito un luogo della cultura.
    una città è fatta di culture e non solo di una cultura omologata.
    milano era così ….. una volta
    😦

  11. la cultura fa paura a certa gente…

  12. la cultura fa paura a certa gente…

  13. @ ganja
    paura?? no terrore vero e proprio. non sia mai che qualcuno pensi devvero… sai cosa faranno al posto del cox (notizia di una amica che abita a poche decine di metri da conchetta)??
    box. nemmeno case, quasi meglio fossero stati attici e superattici…
    no!
    box >>>>>>>>per auto.
    @piattini temo che i box siano ragione sufficiente!!
    @masso
    oramai parliamo male dei regimi degli ayatollal e dei taliebani, e di cuba ma non vediamo la trave anzi la sequoia che sta negli occhi degli italiani…

  14. @ ganja
    paura?? no terrore vero e proprio. non sia mai che qualcuno pensi devvero… sai cosa faranno al posto del cox (notizia di una amica che abita a poche decine di metri da conchetta)??
    box. nemmeno case, quasi meglio fossero stati attici e superattici…
    no!
    box >>>>>>>>per auto.
    @piattini temo che i box siano ragione sufficiente!!
    @masso
    oramai parliamo male dei regimi degli ayatollal e dei taliebani, e di cuba ma non vediamo la trave anzi la sequoia che sta negli occhi degli italiani…

  15. dicono che vogliono salvare la libreria e gli archivi di primo moroni … ma in giunta a milano mica sono tutti d’accordo!
    c’ altro da dire???

  16. dicono che vogliono salvare la libreria e gli archivi di primo moroni … ma in giunta a milano mica sono tutti d’accordo!
    c’ altro da dire???

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