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a proposito di terremoti: ad un anno dallo sichuan

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Nella primavera del 2008 la Cina è stata colpita da uno dei terremoti più disastrosi della storia: magnitudine 7.9 della scala Richter, oltre 69.000 vittime, 5 milioni di persone rimaste senza casa, 21 milioni di edifici danneggiati, città completamente distrutte, intere regioni isolate per molti giorni, danni economici per 86 miliardi di dollari. L’epicentro del sisma si trova vicino a Chengdu [1], capitale del Sichuan, la terza provincia più popolata della Cina.

una tragedia nazionale, come il “nostro” terremoto, è un modo per ricordare che su questa terra ballerina, non è così difficile pensare che non siamo poi  così diversi, nella fatica, nei lutti, nella necessità di sapersi mostrare solidali, e di aver bisogno della mano di qualcuno.

(così abbiamo sistemato la solita esternazione del cazzo di berlusconi, con il suo orgoglio italiano).
e mi vien da dire che, talvolta, esistono, sono esistite, esisteranno tragedie o drammi o catastrofi più grandi, o intollerabili delle nostre.
ed è proprio per questo che, forse,  abbiamo bisogno di essere capaci di considerare gli altri viaggiatori dello stesso viaggio e non nemici davanti ad un confine politico…
mah….

così, tanto per dire non sarebbe meglio, riconoscere gli altri anche in assenza di tragedie …

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