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Laddove si va confermar che il privato è pubblico ed è politico, e i confini ce li siamo giocati al risico….

6 commenti

Cari i miei piccoli lettori,
ah no visto l’argomento parlerò ai grandi lettori (o lettori grandi) …
sarò breve, cioè sarò lunga, siete voi che mi avete frainteso, voi della sinistra e dei giornali….
e mi direte, “ehi ponti maccheppalle con sta faccenda del papi”.
Non è vero, non sono palle, e nemmeno specchietti per le allodole, abilmente piazzati per non farci pensare alla crisi, anzi alle crisi che travagliano il piccolo paese e il grande mondo.
Sono macigni sulla nostra stradicciola verso casa, verso gli affari nostri….
Andiamo a principare …
il privato arrapamento del nostro primo ministro (ma non dimentichiamoci del primigenio celodurismo della Lega Nord, e di miss Maglietta padana bagnata) ci hanno condotto ad avere un numero di ministre francamente figaccione.
Molte, si dice che siano state … prelevate direttamente dall’habitat televisivo, e qui parte una equazione anomala, l’imprenditore Silvio si fa una tv figacciona e dalla stessa preleva, direttamemte, le future candidate del governo. E poi visto che è anche un presidente del consiglio dei ministri le assegna, che so io, diciamo alle Pari Opportunità.
Oppure si procura una On. Carlucci, e la fa legiferare – lei del tutto inconsapevole  – sulla pedofilia, con una legge studiata originariamente, e da terzi,  per tutela i diritti di autore.
Discutibile la competenza dimostrata….
Ma anche a sinistra, qualche simpatica avanguardia che vuole che un personaggio dello spettacolo, non necessariamente noto per la militanza politica sia corteggiato/a a tale scopo.
Insomma il personaggio pubblico, fa audience, cioè fa voti.
L’equazione è arrapamento=ragazzotte figaccione=spettacolo=politica=governo=arrapamento
Dovremo imparare a chiamarla spettarcolica, spettacolica, ancora meglio … spettarchia – il governo dello spettacolo.
Insomma non solo gli harem veri o virtuali sono bacino di candidature, ma anche il pubblico
(e cioè il televisivo/cinematografico/spettacolo) è politicamente appetibile. Questione di look, immagine, glamour, di saper bucar il video.
In fondo basta un look e una piccola laurea, come se questo fosse sinonimo di competenza politica, amministrativa.
Ma non solo, visto che la laurea è ciò che conta, si mette un avvocato a fare il Ministro dell’Istruzione, non un pedagogista, un docente di qualche corso di formazione, o uno che capisca qualcosa di scuola e di progettazione.
Non che a uomini si vada meglio, stanti gli esiti, ma il criterio di giudizio parrebbe non basarsi sull’estetica (Bondi? Brunetta? Tremonti? la Russa?), ma più oggettivamente sull’esperienza politica. Condivisibile o meno la base ideologica, di politici si tratta.
Ma in fondo ciò che ci resta è l’idea che è la fuffa, che vale, il valore dominante di scelta per le donne politiche è l’immagine, l’apparenza, la presenza video.
(Ci avevano provato i sofisti, alcuni annetti fa a farla sporca, poi era passato un certo Socrate a ridefinire qualche contenuto…).
Insomma è pure roba vecchia, e stantia.
Ma nessuno sembra prendersela davvero, ciò che vediamo è ciò che conta.
Non il processo, non il contenuto, non il trucco, se c’è.
Peccato che in questo gran macello di figacciume, di papi o non papi, di politica spettacolo e di spettacoli politici, si decida come i nostri figli non studieranno, che le nostre pari opportunità passeranno dalla tv e non da altro, e via discorrendo.
Come peraltro molte donne non se ne accorgano, non siano turbate o perplesse, per me è un mistero totalmente insondabile.

Ecco mie care e miei cari.
Ho concluso.
Ma anche no.
Che si può fare?
Magari pensare di riappropriarsi del televisivo, riempendolo di contenuti, non pallosi, non elitari, ma fruibili; non discriminare il piccolo schermo ma trasformarlo in un luogo diverso. Perchè se soprattutto dallo spettacolo avremo le nuove generazioni di politici, facciamo almeno che siano “veline” intelligenti, che sappiano attraversare il contenuto iconico dell’immagine e guardare il mondo per quello che è,  … non sempre truccato …
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6 thoughts on “Laddove si va confermar che il privato è pubblico ed è politico, e i confini ce li siamo giocati al risico….

  1. Ho molta disistima della tv, ci vorrebbe un progetto civile fortissimo per riempirla di qualche contenuto. Che la società italiana oggi non ha e non desidera avere.
    Credo proprio che ci sia un errore di prospettiva anche (e soprattutto) da parte nostra. Errore ma anche ormai rassegnazione: quello di credere che i politici del futuro debbano essere veline (e perché non velinI?!?!) e venire dalla tv. Io a questa logica non vorrei cedere, vorrei credere che piuttosto i politici arrivino dalla società che li esprime, dai territori, dalle questioni materiali delle persone.
    Facciamo autocritica: siamo molto più assuefatti a una certa barbarie mediatica di quanto siamo in grado di renderci conto. Ma una seria autocritica!!!
    ciao

  2. Ho molta disistima della tv, ci vorrebbe un progetto civile fortissimo per riempirla di qualche contenuto. Che la società italiana oggi non ha e non desidera avere.
    Credo proprio che ci sia un errore di prospettiva anche (e soprattutto) da parte nostra. Errore ma anche ormai rassegnazione: quello di credere che i politici del futuro debbano essere veline (e perché non velinI?!?!) e venire dalla tv. Io a questa logica non vorrei cedere, vorrei credere che piuttosto i politici arrivino dalla società che li esprime, dai territori, dalle questioni materiali delle persone.
    Facciamo autocritica: siamo molto più assuefatti a una certa barbarie mediatica di quanto siamo in grado di renderci conto. Ma una seria autocritica!!!
    ciao

  3. Vedi, Monica, io non dico che tutto ciò che tu denunci non sia importante, tutt’altro!! Ciò che cerco di dire è che ci sono due livelli: uno è quello del velinume politico e l’altro è quello delle tante sconcezze che questo governo sta portando avanti e che anche tu elenchi. Allora a me non interessa se sia una velina o un politico di rango a promuovere drastici ed malfatti tagli al sistema scolastico pubblico, senza progetto e senza direzione che non sia il suo annientamento. Mi interessa che sta accadendo.

    E vorrei vedere un’opposizione che se ne freghi del priapismo dell’imperatore e che non perda tempo e copertura mediatica a menare il torrone sul velinismo ma piuttosto che rimanga sul punto.

    E la scuola è giusto un esempio, ovvio. O vogliamo parlare del respingimento?

    Papi va con le minorenni? E’ un’essere spregevole ma avevamo bisogno di Noemi per saperlo??

    Sul fronte poi del velinismo esso medesimo e di quanto questo implichi in termini di svilimento del ruolo della donna … questi sono F-A-S-C-I-S-T-I e dei più retrivi pure. Cosa ci dobbiamo aspettare?

    E invece, signori miei, stiamo qua a guardare il dito che punta alla luna ed a spendere fiumi di parole sull’elezione di miss tette belle alle pari opportunità. Sì è una schifezza ma se ci mettevano La Russa era meglio??

    (scusa se la sto facendo fuori dal vasetto ma io sono così incazzata che mi sa che i toni non li riesco a gestire granchè)

    /graz

  4. Vedi, Monica, io non dico che tutto ciò che tu denunci non sia importante, tutt’altro!! Ciò che cerco di dire è che ci sono due livelli: uno è quello del velinume politico e l’altro è quello delle tante sconcezze che questo governo sta portando avanti e che anche tu elenchi. Allora a me non interessa se sia una velina o un politico di rango a promuovere drastici ed malfatti tagli al sistema scolastico pubblico, senza progetto e senza direzione che non sia il suo annientamento. Mi interessa che sta accadendo.

    E vorrei vedere un’opposizione che se ne freghi del priapismo dell’imperatore e che non perda tempo e copertura mediatica a menare il torrone sul velinismo ma piuttosto che rimanga sul punto.

    E la scuola è giusto un esempio, ovvio. O vogliamo parlare del respingimento?

    Papi va con le minorenni? E’ un’essere spregevole ma avevamo bisogno di Noemi per saperlo??

    Sul fronte poi del velinismo esso medesimo e di quanto questo implichi in termini di svilimento del ruolo della donna … questi sono F-A-S-C-I-S-T-I e dei più retrivi pure. Cosa ci dobbiamo aspettare?

    E invece, signori miei, stiamo qua a guardare il dito che punta alla luna ed a spendere fiumi di parole sull’elezione di miss tette belle alle pari opportunità. Sì è una schifezza ma se ci mettevano La Russa era meglio??

    (scusa se la sto facendo fuori dal vasetto ma io sono così incazzata che mi sa che i toni non li riesco a gestire granchè)

    /graz

  5. Chiaramente l’argomento non si esaurisce così.
    Ma la provocazione, che tale è, del riempire di contentenuti le future/i futuri candidati velini….. trae il senso dal fatto che oramai siamo una società visiva, dominata dalla sguardo, che resta affascinato dal primo impatto (evidentemente visivo); che ha perso il senso della narrazione del contenuto, che radio e cinema invece mantengono, in modo assai diverso.
    La tv non sa, non può, non vuole, e nemmeno è consapevole sino in fondo delle antinomie che produce, dell’ingorgo visivo, dell’ottundimento prodotto, anche in loro stessi che la producono.
    Sinceramente non credo proprio che il silvio sia consapevole sino in fondo del danno che produce, nessuno lo è mai cosi tanto (cambiando discorso brevemente, vi sollecito a cercare – se non l’avete visto – la puntata di ieri sera di report su rai 3, che ben illustra i risultati della totale miopia del profitto, per guadagnare oggi 100 domani pagherò 1.000.00).

    Certo Desian, che siamo assuefatti, lo sguardo si lascia imbrigliare facilmente. Ma non c’è rassegnazione in me. Io vorrei una televisione piena di contenuti, che ci appartiene davvero, perchè inevitabilemente credo che non sia più scardinabile la cultura visiva che ci circonda, persino internet si tiene sul vedere, guardare, leggere ….
    Credo che il primo passaggio sia non combatterla ” a prescindere” ma tentare di reimpossessarsene …

    Come? mah una possibilità potrebbe essere data dal web 2.0, dalla crescita della cultura prodotta a scambiata dal basso, che potrebbe finire per fare una grossa concorrenza alla tv, poi costretta a cambiare o a soccombere.
    Ah già perchè la tv è sempre monidirezionale …. mai interattiva —-

    graz, alla sinistra e a noi sta esattemente di svelare che il velinismo e il celodurismo è vetero fascismo, è svilimento della donna, è ottondimento delle coscienze, in questo è pubblica testimonianza di una cultura che vorrebbe reimporsi (e in parte ci riesce).
    la matrice è comune. secondo me tutto va “sputtanato” mostrando le nudità del re e dei cortigiani, compreso il nostro vicino di casa, che accetta passivamente certi teoremi
    ….

  6. Chiaramente l’argomento non si esaurisce così.
    Ma la provocazione, che tale è, del riempire di contentenuti le future/i futuri candidati velini….. trae il senso dal fatto che oramai siamo una società visiva, dominata dalla sguardo, che resta affascinato dal primo impatto (evidentemente visivo); che ha perso il senso della narrazione del contenuto, che radio e cinema invece mantengono, in modo assai diverso.
    La tv non sa, non può, non vuole, e nemmeno è consapevole sino in fondo delle antinomie che produce, dell’ingorgo visivo, dell’ottundimento prodotto, anche in loro stessi che la producono.
    Sinceramente non credo proprio che il silvio sia consapevole sino in fondo del danno che produce, nessuno lo è mai cosi tanto (cambiando discorso brevemente, vi sollecito a cercare – se non l’avete visto – la puntata di ieri sera di report su rai 3, che ben illustra i risultati della totale miopia del profitto, per guadagnare oggi 100 domani pagherò 1.000.00).

    Certo Desian, che siamo assuefatti, lo sguardo si lascia imbrigliare facilmente. Ma non c’è rassegnazione in me. Io vorrei una televisione piena di contenuti, che ci appartiene davvero, perchè inevitabilemente credo che non sia più scardinabile la cultura visiva che ci circonda, persino internet si tiene sul vedere, guardare, leggere ….
    Credo che il primo passaggio sia non combatterla ” a prescindere” ma tentare di reimpossessarsene …

    Come? mah una possibilità potrebbe essere data dal web 2.0, dalla crescita della cultura prodotta a scambiata dal basso, che potrebbe finire per fare una grossa concorrenza alla tv, poi costretta a cambiare o a soccombere.
    Ah già perchè la tv è sempre monidirezionale …. mai interattiva —-

    graz, alla sinistra e a noi sta esattemente di svelare che il velinismo e il celodurismo è vetero fascismo, è svilimento della donna, è ottondimento delle coscienze, in questo è pubblica testimonianza di una cultura che vorrebbe reimporsi (e in parte ci riesce).
    la matrice è comune. secondo me tutto va “sputtanato” mostrando le nudità del re e dei cortigiani, compreso il nostro vicino di casa, che accetta passivamente certi teoremi
    ….

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