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rispondo qui al commento di anna

2 commenti

anna commenta così il mio post sui morti “da lavoro“, dicendo:
“poi ci sono delle singole morti che colpiscono duro. che sembrano tante ed invece è uno. che però se le guardi allargando un po’ il fisheye coinvolge anche altre due, tre, situazioni di morte.
ieri un bambino di 9 anni si è impiccato.
non è un morto per la strada, non è un morto sul lavoro: è un morto (piccolo) da assenza di intervento sociale.
su quel comune ci lavoriamo come cooperativa con il servizio di adm a cui lui non è arrivato. una collega mi dice che per il paese si dice, ora, che era un bambino un po’ sofferente. ma nessuno se n’è mai fatto carico.
e lui, ieri, a 9 anni, si è impiccato.
sono decisamente incredula ed allibita”
” MILANO – Si è tolto la vita a nove anni per una nota sul diario. O almeno questa sembra al momento l’ipotesi più probabile per la morte di un bambino a Truccazzano d’Adda, nel Milanese
[…]

Secondo il parere del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’infanzia, ”gli adulti non hanno saputo interpretare dei segnali di disagio represso. Moltissimi bambini vengono sonoramente redarguiti a scuola davanti ai compagni e poi ripresi anche a casa dai genitori, ma la reazione non è così estrema”. Marziale mette in guardia anche da facili colpevolismi: “A nessuno è consentito puntare l’indice contro insegnanti o genitori. Piuttosto è necessario che la collettività sociale, nella sua interezza, prenda atto dell’incapacità diffusa di prestare ascolto ai bisogni dei bambini”.


Ma oramai è sempre più collettivo il giochino dell’attribuire colpe all’altro, per non cercare la propria responsabilità, se siamo genitori la colpa sta nella scuola, per la scuola sono le famiglie, se lavoriamo nei servizi sociali la colpa sarà di qualche altro servizio che non ha presidiato abbastanza.

Eppure guardando bene singolarmente ai vari protagonisti, sembra che,  un pò tutti, almeno
un pezzettino del loro “dovere” lo facciano  …
mi chiedo perciò quale sia il confine di mancata responsabilità che consente ad un bimbo di 9 (dico) nove anni di suicidarsi.
e’ una morte che (ci) annichilisce, che svuota tutto il senso della vita, nella sua inspiegabilità, non è una malattia incurabile, non è un cataclisma, non è un errore umano, un omicidio, una scuola che crolla.
un suicidio di un bimbo di nove anni ci toglie ogni spiegazione e lascia una responsabilità mancata, a tutti …

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2 thoughts on “rispondo qui al commento di anna

  1. E' una morte terribile. Toglie il respiro e annebbia il cervello. Pensare alle responsabilità che si potrebbero avere come persone è spaventoso, ma come genitori è agghiacciante.

  2. E' una morte terribile. Toglie il respiro e annebbia il cervello. Pensare alle responsabilità che si potrebbero avere come persone è spaventoso, ma come genitori è agghiacciante.

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