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la scuola, la grande, dell’imparare e dell’attraversare

2 commenti

Giovedì pomeriggio: I riunione delle scuola media, si parte con il disagio del non conoscere nessuno, genitori, spazio, tempistiche (2 ore e mezza), organizzazione del pomeriggio suddiviso in riunione sull’offerta formativa della scuola media, votazione dei rappresentanti di classe (si,  mi sono candidata) lunghe file in piedi per parlare 1o minuti e solo con 4 prof… gli altri nemmeno li ho visti.

Vabbè … c’era da fare e da capire cosa succedeva, ma ho rivisto nel ricordo mio padre a fare ciò che facevo io, lui nella mia scuola media, con il “mio” bidello Dario, nei corridoi tipici delle scuole, con l’attesa e il giudizio, e io oggi qui, lontana da allora, nel ruolo che fu suo, ma tanto simile a lui.

E’ stato bello re-immaginare il suo essere lì e le somiglianze con me oggi, quelle fisiche e quelle progettuali e propositive. Sento di aver preso il suo testimone, pronta a riattraversare la scuola, con/per la grande, con i professori e i genitori, cercando di uscirne cambiati.

La grande … è brava e lo hanno già visto i prof. E questo mi libera ulteriormente dall’esser lì per presidiare solo il suo percorso formativo, se sarò una rappresentante dei genitori;  non lo avrei fatto comunque in quel ruolo.

In ogni caso la scuola è per me un luogo di attraversamento il cui fine è imparare/insegnare, indipendentemente dalle capacità individuali: ci sarà chei si porta via 100, chi 1000, e chi 1. Non importa, l’importante è capire che quello è il luogo in cui si impara ad imparare, in cui si è valutati, e in cui occorre mostrare chiaramente cosa si è imparato. Si impara ad essere ascoltati in base alla propria capacità di fare e di fare, è un contenitore pensato per quello, poi si cresce e si va…. più capaci e competenti ognuno per ciò che sapeva e ch ha potuto fare….

Così ho pensato alla strutturazione del laboratorio per disabili che condurrò quest’anno, il IV, che vedrà la partecipazione di 2/3 persone non disabili. E’ buffo ma al di là delle competenze specifiche individuali, i disabili quest’anno sono quelli “abili”, quelli che sanno, che conoscono cosa fare, come farlo, e quelli che non sanno sono i nuovi arrivi, quelli che si chiamano usualmente “abili”, saranno loro ad essere in difficoltà, a non sapere, a sentirsi goffi ed impaccaiti, del “mio” gruppo so -per certo – che viaggeranno come fulmini, anche se alcuni non sanno parlare o si muovono con poca scioltezza….

 

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2 thoughts on “la scuola, la grande, dell’imparare e dell’attraversare

  1. Ero curiosa di sapere come stessero andando le cose a scuola per la tua giovane studentessa e immagino, visto che non hai più scritto, che la realtà della classe sia meno negativa di quanto potesse far ipotizzare quel tuo post d’inizio anno.
    Mi auguro che, oltre ad essere brava, si trovi bene con i nuovi compagni ed i nuovi insegnanti.
    E mi piace il tuo concetto di “scuola”, come luogo di attraversamento, in cui ciascuno impari a valorizzare le proprie capacità e impari, al di là dei contenuti, il “saper fare”…
    Auguri per il tuo prossimo laboratorio!

  2. Ho trovato degli insegnanti tranquilli e disponibili, quella di matematica addirittura lungimirante rispetto ad obiettivi educativi, la grande si sta facendo nuovi amici e va a scuola con un entusiasmo davvero nuovo, è una gioia vederla tornare come se fosse stata in gita ….
    insomma per ora davvero tutto bene … 😉
    grazie

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