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nuove parole d’ordine: il coaching

11 commenti

lavorando in ambito educativo questo termine per me stimola tantissime resistenze.

ho bisogno di tempo per capire quali siano.

soprattutto ho bisogno di capire quale mutamento culturale sottende il fenomeno…

http://annazavaritt.blog.ilsole24ore.com/la_revolution_en_rose/2009/11/momcoach.html

saranno benvenute idee, sensazioni, narrazioni, ipotesi etc etc

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11 thoughts on “nuove parole d’ordine: il coaching

  1. Capisco le tue resistenze. Sono le stesse mie di fronte a un termine che può richiamare tecniche un po’ “americanizzate” (passami il termine). Tuttavia credo che sia in campo educatico, terapeutico etc… abbiamo il dovere di non sederci sulle nostre formazioni, e io a volte sento il rischio di una lentezza non sana, di un non stare al passo con i tempi, non nel senso di non stare dietro alle mode,per carità, ma nel senso di non cogliere dei mutamenti della società verso i quali noi abbiamo il dovere invece di prestare attenzione più che…per esempio un commercialista.
    E dunque io sono molto curiosa nei confronti del coaching, osservo, e il principio di aiutare le madri non può che rendermi solidale e partecipe. Credo poi che come in tutti i campi le persone facciano la differenza. Io conosco Flavia e conosco la sua passione e la sua serietà, e questo è per me importantissimo. Ti faccio un altro esempio. Le resistenze che tante persone hanno nei confronti di internet… Mi domando quante volte rischiamo in altri campi di porre in atto le medesime resistenze. Eppure noi sappiamo quanto internet sia un mezzo pazzesco.
    Cielo! questo lungo commento per dirti che capisco cosa intendi, ma che dobbiamo fare i conti con quanto il nuovo, il diverso ci incute. Ma tieni conto che io sono favorevole a qualunque tecnica, terapia, progetto nuovo e antico che abbiano come filo conduttore un autentico desiderio di relazione/aiuto all’altro… ( e a sé).

  2. hai mille volte ragione.
    arrivo da una sabato di riflessione pedagogica tra consulenti pedagogici, in cui ho toccato con mano la resistenze fortissime proprio ad internet. spero di avre modo di fare una ridflessione seria e poi postarla sul blog.
    ma tornando on topic … è proprio questo che avevo voglia di capire
    le mie resistenze e a cosa; anche io vedo il bel lavoro di flavia ma mi lascia perplessa la persistenza del mondo del marketing.
    forse ho bisogno di capire, ascoltare storie e veder quali aree presidia il coaching nel complesso gioco dell’imparare/insegnare

  3. Sul marketing ho letto i vari post ma non li ho approfonditi abbastanza da dare un parere. Che darò comunque assumendomi il rischio della superficialità. Di nuovo penso che siamo di fronte al nuovo. E’ un nuovo che a me piace se ha come obiettivo la correttezza informativa, la ricerca di prodotti validi, funzionali, etc.. E da tempo ho un dubbio: la parola marketing porta con sé un’ombra di negativo sul quale credo valga la pena di riflettere chiedendosi se non è semplicemente uno dei tanti stereotipi che ci funesta. Ma oltre a questo il mio dubbio riguarda il fatto che abbinare maternità e marketing vuol forse dire andare a toccare l’aspetto dell’onnipotenza oblativa, gratuita, della maternità. Cioè, siamo sicure che non ci dia fastidio perché da qualche parte dentro di noi resiste una voce che dice che madre uguale gratuito? E’ un po’ che mi frulla in testa questa cosa, e io un po’ il sospetto ce l’ho che il “fastidio” per la parola marketing nasca in parte anche da questo aspetto. A volte penso: e allora? se una persona invece di scrivere un blog per puro piacere di farlo decide di scriverlo, lo fa in modo onesto, e attraverso questo ci guadagna, che male c’è? Mi pare una cosa creativa e buona.
    E ti dirò, io non ne posso più di formazioni con intellettuali fumosi che si parlano addosso(infatti ho detto basta)e sono rimasti chiusi nelle loro elite e associazioni. Ridevo immaginandomi il tuo sabato con i consulenti… io sento cose su internet, dette da persone che dovrebbero entrare in sintonia con i ragazzi, che…ti giuro che il marketing, il coaching, mi sembrano possibilità da esplorare, da osservare, ma piene di vita e futuro.
    (adesso però scrivo a Flavia, e le chiedo una percentuale….)
    Grazie di questo post, era un po’ che avevo sta cosa da dire che mi girava.

  4. Anche io ho grosse resistenze, un po’ non capisco proprio cosa vuol dire, coaching, e un po’ il gravitare degli aspetti di mercato, senza capire cosa li dirige, mi respinge…

  5. lo sguardo curioso non mi manca…
    e i tentativi di vedere certe trasversalità
    http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=113
    eppure qualcosa non mi convince…
    però è il nuovo che porta che va osservato, l’approccio all’uso delle nuove tecnologie, a nuovi modi di trattare cose usuali, mentre sui contenuti per quel poco che ho visto su un sito, beh non sono convinta … sembra un modo di procedere e risolvere molto veloce, rapido e capace di circoscrivere il campo di azione … mi chiedo per cosa vada bene, lavoro, carriera, vita (c’è il life coaching) …
    c’è il coaching per gli acquisti, la moda, la casa, le scelte di lavoro la vita … la crescita dei figli… (??)
    sarà che mi piace di più l’idea di una koan zen che uno skills, o una complessificazione ad una semplificazione..

    però davvero spero di trovare un barlume …

  6. So che lo sguardo curioso non ti manca, e in effetti credo non sia casuale che ho commentato qui, sul tema. Apprezzo sempre molto i tuoi post e ci riaggiorniamo in attesa di trovare barlumi vari. Io leggerò con un più attenzione sul marketing in modo tale da farmi un’idea più precisa. Come ti dicevo per ora sono ferma allo stadio “impressioni”. A presto, ciao!!

  7. grazie.. un pò di tutto…

  8. ciao! da dove comincio?
    intanto da un grazie, per l’apertura e per la fiducia! fiducia tanto maggiore quanto è la sincerità con cui si esprimono i propri dubbi.
    serve una distinzione: 1. il coaching è una forma di supporto e guida, valida tanto per le persone che per i professionisti, che vorrei far conoscere in particolare alle mamme, con l’aiuto di figure professionali di coach. Il perchè lo voglio fare, è la ragione stessa di esistere di una iniziativa come VereMamme… che voi conoscete bene e supportate: le donne sono troppo spesso sbalestrate, confuse, non abbastanza sicure di sè quando si confrontano con pressioni e modelli. Il coach (l’ho vissuto sulla mia pelle) esplora il tuo mondo con tante domande, coglie subito le ombre che ti passano negli occhi quando qualcosa ti blocca, e ti aiuta a dare forma ai tuoi obiettivi veri e a sbloccarti per raggiungerli. può essere life coach o executive coach, ma la tecnica è la stessa. lasciamo perdere le riviste che usano la parola coach per lo shopping o per la toelette del cane… quelle sono cavolate.
    2. Il marketing è la mia competenza professionale che vorrei espandere alle nuove frontiere del web, su cui ho fatto dei progettini sperimentali e che ora ho spostato da VereMamme al neo-nato The Talking Village, insieme a Giuliana mammaincorriera, proprio per evitare confusioni. chi vorrà seguirmi, capirà di cosa si tratta.
    una cosa accomuna questi progetti: l’empowerment delle persone. su veremamme come donne e mamme, su Talking Village come consumatori che dialogano alla pari con le aziende.
    secondo voi il progetto momcoach su veremamme può essere visto come “contaminato” da The Talking Village? aiutatemi a capire.
    ci ho provato, così in breve :), ma altre osservazioni sono benvenute così capisco bene i blocch…eh, quali sono le resistenze!!

    • ti replico con un post un pò più lucido…chissa che tu non aiuti a capire le mie resistenze e dubbi e viceversa….

      🙂

      in effetti io in vere mamme comincio a perdermi in una offerta così vasta e ho l’impressione che progetti innovativi (desian uno per tutti) o il cafè si stiano perdendo un pò ….

    • @flavia: ad una come me sembra che la contaminazione ci sia.
      Le mie resistenze le avevo espresse ancora prima dei diari del mulino, e lì sono rimaste 😉

  9. argh… proprio per confermare la confusione, il commento precedente compare come Flavia TTV mentre avrei voluto essere quella del Mom Coach, cioè VereMamme 🙂

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