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Furie o Erinni [etc …] (Il bersaglio) Violenza sulle donne 5:5

6 commenti

Eccolo qui, il bersaglio, il cuore del problema a cui volevo arrivare.

Penso che faccia parte del mio percorso individuale,

e poi di donna in quanto tale.

1. recuperare la consapevolezza di sè, del proprio corpo, del proprio movimento, dello schema corporeo, della propria comunicazione non verbale  …

2. recuperare la propria dimensione di autotutela e autodifesa, non solo in quanto donna ma in quanto necessità “speciespecifica”, il mondo non è ovvio, nè facile, nè perfetto, nessuna legge (intelligente o peggio idiota) mi tutelerà mai sino in fondo.

3. conoscere i limiti e le distanze necessarie tra se e l’altro

4. trovare nuovi riferimenti culturali, narrativi, storici che permettano di vedere in sè stesse donne IN difesa e non donne indifese (ecco che le parche, le furie le figure mitologiche citate nel primo dei 5 post riprendono la loro collocazione … nell’essere spesso implacabili ed ineluttabili, ed entrano nell’immaginario come riferimenti anche positivi)

5. la prima difesa nasce da sè

6. quando guido in città so che sono in posizione di difesa, vigile, attenta, allertata e tranquilla, quando arrampicavo dovevo stare nello stesso stato di animo, vigile, accorta, pronta, ogni appiglio per andare avanti, ogni appiglio per salire, in relazione con ogni millimetro del mio corpo, lucida e precisa nei gesti.

7. consapevolezza, dignità, disincanto, osservazione del mondo … (non è che un modo di essere vive, forse??)

8. questo non toglie nulla al rischio della violenza e non mi toglie il ricordo di quell’unica volta lontana che un uomo ha messo le mani sul mio corpo (per poco, con più umiliazione che male, e la mia sensazione di non aver avuto una reazione che di fragilità). So che non devo vergognarmi, so che sono io per prima che non posso più permettere che succeda, so che occorre stare in – difesa.

9. “la forza non ha schieramento costante, l’acqua non ha forma costante”  Sun Tzu

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6 thoughts on “Furie o Erinni [etc …] (Il bersaglio) Violenza sulle donne 5:5

  1. Sono qui davanti al tuo blog da una vita, ma mi hanno interrotto cento volte. Comunque sono riuscita a leggere un sacco.
    Innanzitutto devo farti i complimenti per la grafica, l’eleganza con cui scegli le immagini e l’armonia dei lay-out (no, non sono impazzita e immagino che a te stiano più a cuore i contenuti ma anche la forma è importante, no?)
    Poi è molto importante questo concetto dell’essere vigile, in difesa come scrivi tu. Non possiamo certo rilassarci quando siamo fuori, forse MIlano è peggio di altri luoghi ma non è sempre detto. Oramai a noi viene naturale essere così attente mentre vedo mia figlia che non è per nulla street-wise, la nostra generazione già attorno ai dieci anni lo era molto di più e quindi a volte mi chiedo come renderla più attenta, all’erta senza essere troppo negativa e spaventarla.
    L’ultima frase (n9) è bellissima!

  2. l’arte della guerra è un gran bel libro, sopratutto fa pensare al d là dell’ovvietà del titolo … mi piace rivederlo in diversi contesti …

    grazie per il complimento alla grafica, che è sicuramente frutto di una ricerca formale … oltre che nei contenuti (p.s. sono diventata folle alla ricerca di un tempate che mi soddisfi) la forma del blog è già comunicazione e le immagini pure ….

    sulla figlia grande anche io ho lo stesso dubbio …. mi sembra così svanita e legata ai modelli tradizionali di donne svenevoli ….
    mah….

  3. e diventare una gorgone come medusa ? e tramutare in pietra con lo sguardo ?

  4. e perchè no … almeno metaforicamente, e piuttosto che “prenderle” ….
    :-))

  5. Finalmente sono riuscita a trovare il tempo e la concentrazione che la tua bellissima stringa meritavano!

    Brava! mi piace l’attenzione e la cura che hai dedicato a questo tema. Te le invidio, io che invece tendo ad essere sempre così tranchant.

    Più in generale però mi chiedo se davvero le donne si percepiscano poi così indifese. Me lo chiedo rispetto alle ragazzine che conosco che ahimè non sono molte ma non mi sembrano poi così remissive, mai. Nonostante modelli che possono far alzare più di un sopracciglio.

    Me lo chiedo rispetto a molte giovani donne che esprimono un’aggressività verbale a volte sconcertante.

    Mi chiedo però se non siamo diventati forse una strana specie umana tutta cervello e poco fisico. Mi chiedo domani che dovessi subire violenza riuscirei a reagire a livello fisico? Mi sa di no.

    E allora cos’è? Solo paura ed essere indifese oppure incapacità ad usare questo corpo troppo spesso esposto ma mai davvero usato? Usato come si usa con pugni, calci, muscoli, morsi e quant’altro fa difesa?

    /graz

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