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divorzi miliardari

15 commenti

Cosa insegnerà il divorzio miliardario della Signora Veronica Lario?

3,500,000 o 300,000 la cifra in se è praticamente irrilevante. Sono comunque tanti soldi.

Uno mira a portarsi via il massimo, l’altro a mollare il minimo.

Meno irrilevante è il senso del divorzio, quando la dignità di una donna viene “ricompensata” in soldi, da parte del marito diciamo un pò “farfallone”?

La opzione di scelta è vendicarsi portandosi via il più possibile, oppure dichiarare che da una persona squallida non vale la pena di portarsi via se non il minimo sindacabile.

Ognuno poi si farà i suoi conti con questo.

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15 thoughts on “divorzi miliardari

  1. Alla persona squallida che sa misurare solo in soldi, è un dovere morale portar via il più possibile, a costo di darlo in beneficenza alle opere pie delle orsoline. Perché solo quel linguaggio lì capisce.

    Dixi.

  2. ok … però vediamolo scritto sull’atto del divorzio che io xyzxkw ti porto via tutti i soldi che posso, e come robin hood, tolgo a te per dare ai poveri, che io quei soldi li prendo solo così …
    ….

  3. Ritengo squallida la vicenda in sé: ché il divorzio a quei livelli è una questione di affari, business. Ritengo squallido che noi normali si sbirci da tale serratura, è un po’ come leggere “Chi” o “Gioia” o quei giornalacci lì, vergognandosi di comprarlo in edicola, di fronte a tutti.
    La casalinga che guarda le foto della principessa di chissadove sperando che un giorno o semplicemente sognando una vita diversa. Allora sposiamoci un calciatore…
    Mah.

  4. dal basso della mia esperienza, mi sono trovata in una situazione analoga (ovviamente non per le cifre coinvolte…): punisco il marito farfallone toccandogli il portafoglio (che è una delle cose a cui tiene di più) o faccio la superiore, che tanto da uno come lui non vale la pena di avere nulla? in sede di separazione ho scelto la seconda, ma non so se sarà una scelta che manterrò, alla fine. perché dovrei rinunciare a quello per cui ho sacrificato anch’io? se l’ex ha fatto carriera e ora è ordinario e avrà una liquidazione e una pensione onorevoli, è perché io sono rimasta precaria fino a qualche anno fa, liquidata di anno in anno, ignorando i problemi connessi alla mia pensione, tanto ci sarebbe stato lui…
    prosaicamente (ma non si mangia pane e disdegno), perché dovrei avere meno di quello che mi aspettavo, solo perché lui ha deciso di pascolare altrove?

  5. @lucia
    io non ho avuto un ex farfallone, ma un ex si.
    e ho scelto la seconda, non che la prima mi avrebbe consentito chissa quale vantaggio faraonico ma qualche benefit si, almeno credo.

    ma avevo bisogno di ricominciare da me, ad una mia casa, piccolissima e in affitto, il mio lavoro che per fortuna c’era, crescere la bimba e sentire che ero capace e non un appendice.
    ho scelto solo il mantenimento della bimba.
    con il senno di poi è stata una buona scelta, lui paga con regolarità, è un buon padre affettuoso e presente, i rapporti sono ottimi.
    ma soprattutto io sono in pace con me stessa …. ma è una mia scelta individuale. chissà se fossi stata la casalinga dedicata al mio uomo, magari avrei fatto altro.
    magari avrei preteso di avere qualcosa per ani di non reddito da casalinga.

    ma la questione non cambia … qual’è il senso del matrimonio, dell’essere donna, della dignità …
    nel mio caso, ma sono fortunata perchè avevo un lavoro stabile, ho optato (=ho potuto scegliere) per sentirmi una donna capace e libera, benchè un pò più povera … ho pensato che per mia figlia sarebbe stato un buon esempio ..

    ma ammetto anche la mia fortuna … la sitauzaione forse non era così tirata….

  6. Dei signori in questione francamente non ne voglio sapere.

    Del discorso più in generale … è una bella questione. Molto dignitosa ed elegante la scelta di snobbare la persona squallida ma a vestirsi solo di dignità si rischia di prendere parecchiio freddo. Per contro la vendetta (o la ricerca della, o l’attesa della) fa viver male.

    Propendo per la chiusa del commento di Lucia.

    /graz

  7. Monica,

    i casi sono tutti diversi e di conseguenza le scelte. Io mi sono separata per causa mia, sono io che sono andata a pascermi altrove. Non stiamo a vedere i perchè e percome che ovviamente ci sono ma non sono il tema di questo post.

    Anche io non ho voluto niente per me e francamente non mi sembrava neppure ce ne fossero le premesse. Lui aveva il suo stipendio, io il mio, il terreno comune erano i bambini e su quello dovevamo collaborare. Poi alla fine non ho voluto nemmeno niente per loro che lui aveva già troppi guai da risolversi per gli affari suoi (sensi di colpa, io??? naaaaa!!).

    Ma nel caso ad esempio non credo che sia tanto una questione di dignità della donna ferita dal marito farfallone e da ripagare in moneta sonante ma piuttosto del marito farfallone che non solo mi offende nella mia dignità ma mi lascia pure in una condizione economica svantaggiosa rispetto a quello che poteva essere.

    E torno alla chiusa del commento di Lucia …

    /graz

  8. rischiavo di farla troppo lunga, quindi ho continuato da me…
    bacio

  9. mi chiedo come mai non avevo prestato più attenzione a questo blog, prima. sei fantastica. mi piace un sacco come scrivi, cosa scrivi e come ti poni nei confronti del mondo e della vita

    brava!
    panz

  10. Non so, temo che nella vita reale non sia così facile riconoscere la strada giusta. Avrei detto che è più dignitoso girare le spalle, ma sai che mica ne sono convinta?

    Quanto a quelli là dei miliardi, a me viene in mente solo che si stanno spartendo i soldi nostri.

  11. @ io differenezierei la questione:
    aspetti personali,
    aspetto politico,
    questione di genere,

    sul personale ognuno trova il suo assetto e la sua misura in base a ciò che c’è e c’è stato … e lì non mi permetto di metter becco.
    a me hanno criticato la scelta di non “spennare” l”ex. ma so di aver fato la scelta migliore per me, per la bimba e alla fine per tutti ..

    aspetto politico, è chiaro che il caso lario/berluscone l’attenzione sulla questione economica e sulla spartizione di un patrimonio non da poco. insomma è molto più di un normale divorzio …

    aspetto di genere (sapete la fissa che ho sulla questione di genere … per cui chiedo venia …)
    mi chiedo solo se per esempio non sia meglio arrivare ad una americanizzazione dei matrimoni, una maggiore contrattatualizzazione, sullo stipendio alla casalinga, ad una migliore sudduvisione dei redditi se un coniuge sacrifica la propria vita professionale a favore dei figli o del coniuge. Mi sembra che da questo punto di vista il matrimonio sia mutato profondamente, soprattutto da quando le donne lavorano.
    per quello mi chiedo, anche consapevole di estremizzare i termini, se non occorra cambiare la regole dello scambio economico che sta in un matrimonio prima della sua fine.
    per le donne, è opinabile le o so, non è bello il ruolo di quella che agisce vendetta, di colei che toglie tutto all’ex … di quella che si fa forte (in alcuni casi, ovviamente) della debolezza.

    è difficile argomentare questo senza toccare sensibilità individuali e scelte difficili …

    ma la domanda resta la stessa e cioè se come donne non si debba dare più valore a noi stesse, nelle potenzialità, nella volontà di riuscita, di emancipazione da certi modelli matrimoniali rivendicando una maggiore dignità anche economica prima e non all’atto del divorzio.
    alla ricerca della tanto citata parità …

  12. in questo caso si paga pure per il silenzio …

  13. proviamo a non pensare che i due siano Veronica Lario e Silvio Berlusconi, e proviamo a immaginare che siano una coppia normale, in cui lui si è fatto una posizione brillante anche perché lei ha rinunciato al lavoro (che aveva) per fare solo la moglie, la madre e la donna di rappresentanza. dietro a questa “divisione dei ruoli” credo che ci sia una scelta precisa, un progetto comune. ora, come nella realizzazione del progetto i due si sono divisi onori ed oneri, così dovrebbero fare nel fallimento. la moglie ha contribuito al successo del marito ed è giusto che ne abbia i benefici. tutto qui.

  14. @antonio … non so come dire … questa lettura mi sa di vero ….!!!

    @lanoisette … come ho già scritto nel blog di lucia, il caso singolo personale va trattatato in modo delicato e personale.

    ma le mie domande restano: allora se in una coppia è lei a mollare, (lei la casalinga etc etc etc ) non dovrebbe essere obbligata a continuare a fornire la parte del progetto che ha tolto oppure risarcire il coniuge per il progetto incompiuto. Che ne so preparando all’ex almeno il brodino quando ha la febbre o stirandogli le camicie?
    è ovvio che sono provocazioni, ma che invitano a pensare altro e in altro modo.
    io non do per scontato che al marito spetti sempre mantenere la moglie dopo un divorzio, se lei lavora, se contribuiscono insieme alla cura dei figli, non voglio dare per scontato che la moglie sia sempre la parte fragile.
    (più per la stima che attribuisco alle capacità delle donne che per altro).

    e mi dispiaccio per quelle donne che si immolano alla vendetta rivendicativa verso l’ex, qualcuna ce n’è e la conosco, producendo danni davvero impagabili a se stessa, ai figli e all’ex in nome di un progetto fallito. e mi chiedo se queste donne non starebbero meglio rinunciando alla vendetta e cercando quella autostima e dignità di cui vado dicendo.

    è un discorso tanto bislacco pensare alla parità anche in questi termini (MA senza MAI smettere di tutelare le situazioni più fragili)?
    ma attribuendo alla donne maggiore competenza, magari anche prima, come dicevo, contrattualizzando prima del divorzio la scelta di non fare carriera ma fare la casalinga, dando a quel ruolo un potere economici più solido? (come dicevo sopra con un modello più “americano”).

    Qualcosa del genere io faccio la casalinga ok, ma tu mi garantisci xyz, perchè quello è la mia parte di lavoro e se ci separiamo sappi che ….

    tornando ai due lario/berlusconi … però … mi sa che è un altro paio di maniche!!!

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