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ostetrica

4 commenti


un postarello breve come la considerazione che l’accompagna, ma è contiguo al post sull’allattamento.

l’ostetricia nasce da un sapere femminile naturale che si professionalizza, e chi ha avuto una buona ostetrica durante il parto sa bene che grado di competenza ci sia in quel lavoro.

non sono molti i saperi femminili che sono diventati professione.

a latere sta una domandina: non capisco come alcune donne aspirino ad avere il proprio ginecologo durante il proprio parto (se naturale).

info

http://bibliostoria.wordpress.com/2009/03/13/storia-dellostetricia-e-della-nascita/

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4 thoughts on “ostetrica

  1. E’ semplice: c’è un affidarsi al maschile ed uno al femminile, dipende dalle scelte e dalla storia di ognuna. C’è chi trova tranquillizzante affidarsi a chi ha seguito l’intera gravidanza e chi no. C’è chi prende forza dall’avere accato un uomo, pur sapendo che partorire è “una storia da donne”.

  2. @ondaluna è plausibile, in effetti.ma la tua risposta contine due possibili visioni, quella di colei che cerca un uomo a cui affidarsi/fidarsi (figura maschile) e quella di chi cerca di affidarsi a chi l’ha seguita durante il parto (ruolo professionale durante la gravidanza e/o anche prima).

    cosa cercano invece quelle che si affidano all’ostetrica?

  3. Pensavo a chi durante la gravidanza sceglie di farsi seguire da un uomo. Nell’ospedale dove ho partorito ci sono anche ostetrici uomini. Ho sempre cercato il sostegno e la complicità femminile riguardo a tutto quello che gravitava intorno alla ginecologia, ma quando sono rimasta incinta, insolitamente, ho voluto fortemente affidarmi a un uomo. Forse perché di quell’uomo mi fidavo, o perché, rispetto a quel particolare vissuto di bisogno da parte mia, forza e sesso maschile sono risultati per me la migliore formula.
    Non la considero uan regola generale: io per prima, forse anche già adesso, potrei dire vero esattamente il contrario. L’ostetrica è donna, generalmente, e capovolgendo tutto quello che ho scritto si può trovare in lei il sostegno di chi SA, sa come sapere cognitivo, sa come depositaria di una ancestrale conoscenza del corpo, quello femminile. In quest’ultima cosa ci credo molto: ci sono cose che non hanno nome e che passano attraverso il corpo e le viscere. E questo le donne lo sanno.
    C’è una frase che dice: “le donne aprono porte dove non ce ne sono”. E’ vero per chi partorisce, è vero per chi ti aiuta a partorire.

    • credo tu mi abbia permesso di trovare il senso profondo di questo post.
      al di la di ogni scelta contingente, individuale, occasionale …
      del primo parto ricordo la forza fisica del mio ex che mi teneva le braccia, del secondo più faticoso la voce dell’osterica che mi insegnava a partorire, una voce suggestiva, che ricordava al mio corpo ciò che il corpo sapeva fare per natura.
      per me è stata una parte molto potente del parto, con quella voce così ipnotica da riuscire a fare in modo che il dolore delle contrazioni diventasse spinte per far nascere la piccina.

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