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Ancora sul Mom coach … con invito

Stavolta l’invito è a seguire il dialogo sul blog pedagogico, insomma abbiamo invitato le Mom Coach ad illustrarci il progetto …

Il mondo del coaching incontra la Pedagogia interazionale.

Ma siccome parleremo di un sacco di temi che interessano un pò di gente  (genitori, mamme, babbi, professori, educatori, curiosi di ragionare su come gira ‘sto strano mondo…)

Ecco ….magari io vi invito lì!!

Ecco di cosa parleremo…. QUI!

Il tema di questo mese vede un ritorno potente alla riflessione pedagogica e nasce osservando gli incontri bizzarri ma possibili, tra l’educazione in senso lato e l’educazione della tv, della rete, del mondo aziendale, del coaching, dei servizi …

Cos’è il mom coaching che viene pubblicizzato in rete? Perchè per preparare una madre ci vuole una coach?
Così ci siamo
informati guardando il materiale che Flavia e Ioia del progetto Mom Coach hanno reso disponibile in rete, abbiamo parlato con loro sul loro blog, abbiamo espresso alcuni dubbi nel blog di una redattrice di questo salotto , abbiamo chiesto ad una consulente pedagogica, nostra collega, cosa ne pensasse di tutto ciò e qui pubblichiamo un suo articolo, proprio in questa sezione invitiamo tutti a discuterne, per capire cosa cova sotto la cenere, auspicando la partecipazione di molti altri che si occupano di educazione nelle sue molteplici forme….

Dire “Non mi riguarda”, non è più possibile. Almeno per noi che dell’educazione facciamo il nostro mestiere, auspicando che questo sopravviva a noi e si evolva senza snaturarsi. Anche i Servizi educativi tradizionali sono in vendita infatti. Non si tratta di una provocazione: i voucher consentono agli utenti di un Servizio di decidere se comperare il servizio da un ente accreditato o da un altro. L’educazione viene venduta e comperata come un prodotto qualsiasi. Come un paio di scarpe che segue la moda o come un prosciutto che, se troppo grasso, lascio sul banco. E’ un po’ come dire “Mamma, non ti voglio più. Cambio famiglia. Al centro commerciale ne ho trovata una che mi piace tanto!”.

E in tutto ciò, la Signora Televisione. S.o.s. Tata – X factor – Amici – Ballando sotto le stelle. La gamma di programmi in cui l’oggetto è l’educazione e la formazione si moltiplica quasi ogni mese, ce lo siamo già chiesto tempo fa.
L’educazione, nei suoi processi formativi, è un
oggetto voyeristico tutto guardare; un oggetto di intrattenimento.
Ma non solo. Il pubblico, che guarda e viene intrattenuto,  ha l’onore di giudicare, con il televoto, cosa è meglio, chi sarà il vincitore. Un onore regalato, fidelizzato, senza l’onere di “sapere cosa” si sta giudicando e come, fregandosene dello sguardo competente dei Maestri, che comunque accettano a suon di quattrini di esprimere giudizi di valore poco interessanti.

Daltronde, la Scuola è sempre più “povera” e in preda a virtuosismi per sopravvivere alla Riforma Gelmini e a quelle  precedenti. Una scuola che deve soddisfare, con l’offerta formativa, i desideri e le aspettative delle famiglie. Non in quanto famiglie, legittimate ad avere il proprio punto di vista, ma in quanto giudici dell’arte dell’insegnare a scuola. Esattamente come per le scuole dei programmi televisivi. Peccato che, fuori dalla TV, le scuole non abbiano nemmeno i soldi per pagarsi la carta igienica e i gessetti…

per st volta chiudo i commenti e vi aspetto di là.

ma non abbiatevene a male!

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