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L come luoghi

2 commenti

Abbiamo accompagnato una persona, ci siamo accomiatati. Una morte stonata e faticosa.

Una cerimonia semplice e sentita. Non religiosa.

Una cremazione.

Una donna, unica voce narrante, ha scandito il tempo leggendo un brano dell’ecllesiaste e uno della Bagavaghita. Un ragazzo suonava il violino.

Una vetrata, un giardino e un grosso albero di ulivo.

Un luogo pensato per i vivi che accompagnano qualcuno che se ne è andato. Per accogliere e lasciar andare.

Mi è piaciuta quella voce di donna, che leggeva parole belle, ho pensato che una donna ti riceve alla nascita, è un bene che ti accompagni anche alla morte.

Nessuna litania stantia pretesca. Il prete c’era stato alla camera mortuaria, ma ad una non credente, offre solo parole lontane. Ho provato ad attaccarmi a quel padrenostro, asfittico, persino più svuotato di senso – per lui che per me -, niente da fare.

L’ecclesiaste si, è poesia pura,  anche la Bagavaghita.

Mi è piaciuta la vetrata ad arco, i colori e le luci. Mi faceva sentire raccolta e serena, nonostante il momento. E lì c’era l’intero affetto di un grande pezzo della mia famiglia allargata e ricostituitasi in nuovi vincoli e amori, un pò di amici cari, qualche bimbo, molte persone giovani. Lì c’era la forza dell’umano, dell’affetto, del sostegno e della solidarietà, della vicinanza che non si basa sui vincoli scritti. Ma sulle leggi delle affinità elettive. Eppure non c’era solitudine, ma condivisione. A me è sembrato che anche il luogo fosse importane per questo momento.

Ciò che è difficile accettare di quella assenza, viene restituito in parte dalla presenza che ci siamo concessi di condividere. Il lutto di altri, che lì erano,  sarà certo più faticoso del mio, e alcuni pesi restano solo loro. Ma il legame si è esposto e mostrato, consentendoci qualcosa.

1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Questo post non vuole niente, non dice nulla, vuole solo star qui.

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2 thoughts on “L come luoghi

  1. Quello dell’Ecclesiaste è un brano bellissimo.

  2. Ispirata da questo post e dalle cerimonie funebri (3 in 3 giorni) mi sono ricordata di scrivere quello che vorrei e quello che non voglio. E mi conforta quello che racconti perché mi sono sempre chiesta come va a finire in Italia il volersi far cremare e il non volere una cerimonia religiosa.

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