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un corpo in-forme, un corpo in forma

8 commenti

Oramai la palestra è la mia scuola settimanale di riflessioni sul corpo.

Prima di leggere accendete the who – baba o’riley, al limite non leggete e pensate a CSI! 🙂

La lunga fila di tapis roulant sta davanti alla vetrate, perciò lo scenario in cui cammino, sono le colline dell’oltrepò pavese.

Io cammino con la testa piena di musica, e cammino tanto, e di fretta. Sudo.

Ma il mondo attorno a me non si muove. La musica mi muove i pensieri.

Eppure sto ferma, con la macchinetta che mi dice i km, le calorie bruciate, la pendenza, la velocità media.

Mi muovo e sto ferma. Mi chiedo cosa se ne faccia il mio corpo atavico, di questo muoversi immobile.

Questo surrogato del viaggio, del conoscere ogni millimetro del mondo che mi circonda, senza spostarmi dalla mia finestra, mi piace e mi lascia perplessa.

In palestra mi maschero, e annullo ogni fattezza, ogni forma.

Una maglietta oversize rubata dall’armadio del”uomo di casa”, un paio di pantaloni stile militare o simili di tre taglie più grandi.

Abiti puliti, abiti lavati mai stirati.

Un codino striminzito per evitare anche il fastidio dei capelli.

Nessuna concessione al look.

Ma mi sento bene. Sta bene il mio corpo che non è esposto agli sguardi severissimi, miei o altrui. (ok, i miei sono peggio!!)

Non deve di-mostrare. va bene quel senso di in-forme.

Ritorno informa, senza che la forma sia ciò che si deve vedere.

Al limite sentire. Se stesso in azione.

Le signore attorno a me continuano a discutere se ha senso ridursi il seno.

Una incoraggia l’altra dubbiosa: “In fondo quando ti operano non senti nulla, perchè dormi.”

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8 thoughts on “un corpo in-forme, un corpo in forma

  1. In queste righe hai saputo dire moltissimo senza dire troppo.
    Così come nella tua corsa, tante riflessioni scaturiscono ad ogni tua suggestiva descrizione.
    E’ molto bello questo post.
    Vorrei essere informa come ero poco più di un anno fa, quando mi piaceva sentire me stessa in azione. Ora non ho più quella leggerezza, solo un corpo che lotta contro fatica, dolore e il tentativo di riprendersi dalla gravidanza.
    Ma tutto questo col tuo bel post non c’entra. Ché se io fossi proprio ora su quel tapis roulant, mi godrei quel sentire/sentirmi che scaturisce da un corpo che sanamente si muove.

    • Se ti può consolare la mia è una lunga riconquista, riprendersi da questa maternità, saranno i 46 anni, saranno i differenti impegni (e una altra figlia cmq da accudire), insomma ci con molte ragioni di un recupero lento e che sta durando quasi due anni.
      Con la prima figlia, che ora ha 12 anni, mi ricordo una ripresa più veloce e armoniosa ma di certo mi sono sentita di nuovo padrona di me e delle mie emozioni alla fine del suo primo anno di vita, certo stregata dall’amore per la piccola, ma fisicamente non più in preda ad ormoni ed emozioni mutevoli …

      Insomma quello che dici c’entra, e riguarda il tempo del corpo che mi riprendo, che mi sto riprendendo dopo la gravidanza, non appena le forze e l’energia hanno ripreso i consueti circuiti, quelli che conosci e su cui sai di poter fare affidamento …. cioè esattamente 19 mesi dalla nascita della minina.

      p.s sono contenta di aver trasmesso un pò di corpo, con le parole …. :-))

  2. Quasi quasi vado a correre anch’io.
    Niente tapi-roulant per me, niente palestra.
    Una strada di campagna.
    Ma la musica nelle orecchie, quella sì.

  3. Io non devo repuperare una forma “persa” per una gravidanza, il mio andare in piscina era, ora non vado più, dettato dalla volontà di non decadere. Alla soglia mooolto prossima dei 40 volevo darmi un “tono”. Ma non ce l’ho fatta, piscina alle 20.10 e tornate a casa alle 22.00 mi hanno imbruttito. Mihanno tolto la libertà, così ho vissuto la piscina. Non gestivo più il mio tempo per fare c’ho che mi piace veramente. Esagerata? si forse ma ora ch eho deciso di smettere sto molto meglio e mi sento molto tonica. 😉

  4. @alessandra
    è vero, anche io ci ho provato dopo qualche mese dalla nascita della piccola, ma mi stancavo di più che altro.
    in quel momento mi tonificava di più non stancarmi ancora :-)))
    adesso che la bimba mi impone un fisico da bestia 😉 per portamela in giro, l’obiettivo è la potenza muscolare per tener su, giù, su. giù, su, giù etc etc etc quegli adorabili 13 kg!!!!

  5. Leggo sempre con ammirazione dei coraggiosi e coraggiose che “vanno in palestra” e non sono ironica per niente (lo specifico, non trovo la faccina anti-ironia)!
    Anch’io superati da un soffio i quaranta (scrivo così perchè mi fanno meno effetto, mi sembrano più leggeri…), una gravidanza, un matrimonio, un lavoro impegnativo….vabbè, mi fermo…ma non sono mai andata in palestra. In piscina sì (e comunque è un po’ differente, almeno ai miei occhi, ha tutt’un’altra ritualità), ma era prima dei miei diciott’anni…
    ed ora, che la cucciola ha sei anni, ho ripreso a frequentare un corso di Yoga che, corsi e ricorsi storici, avevo iniziato a praticare a sedici anni insieme a mia madre.
    Una di quelle cose che mi rimangono impresse del rapporto con lei. Una delle poche che condividevo a quell’età.
    E, proprio attraverso lo Yoga sto riscoprendo (o scoprendo) parti di me, sorellanze, connessioni…forme in-formi che prendono forma, senza fretta…con un ritmo che mi piace…è vero, Monica, la musica c’entra davvero!

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