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Fare “casa” nello spazio e nel tempo: la “casa nuova”

5 commenti

La casa dove stiamo andando ad abitare e’ di “famiglia”, la casa dei nonni del mio compagno.
Ai tempo mio suocero e suo suocero (il nonno di cui sopra) hanno messo mano ai lavori di ristrutturazione di casa, ora tocca a noi.
Ripassiamo dove sono già stati loro, cambiamo forme e colori.

Per la cronaca: era prevista solo la sistemazione di una parete e poi dovevamo solo verniciare.
Sarebbe bastata una mano di bianco e vai …. Vai di trasloco e in un mese dovevamo entrare nella casa nuova!!!

Ahhaaahahahahahha !

Vai??

Abbiamo abbattuto muri, altri li abbiamo sverniciati, grattati millimetro a millimetro da pitture plastiche, stabiliti, e infine trattati con vernici con effetti straotrdinari (per camuffare impefettissime imperfezioni).
Ogni muro e’ stata una sorpresa.. Lo toccavi e si staccavano fette di strati di vernici.

Mille colori, 50 anni di vita.

Ogni pezzo di casa e’ stato strappato al passato e riconquistato per una nuova storia.
Ogni dettaglio, muro, spigolo etc e’ stato curato, ripulito, stuccato, abraso, ritoccato, verniciato …

Con grande cura.
Casa nostra.

Ma e’ una casa che ha avuto una storia e una vita precedente e importante per M. (il mio compagno), lavorare e’ stato un lento chiudere un capitolo per aprirne una nuovo.
Abbiamo fatto i conti con la dolce-amara fatica di mia suocera nello svuotare la casa dei suoi genitori.

E’ successo qualcosa che non era accaduta con la casa attuale, in cui abbiamo semplicemente assommato due case, due vite, mescolando (in alcune stanze) diversi mobili senza che avessero un senso unitario.
Almeno per le mie fisse di arredamento.
Questa casa nuova, e’ la casa di tutti e due, ogni fatica fisica e ogni lite ha concesso di decidere cosa ci piaceva davvero, cosa era nostro, cosa ci rappresentava.
E’ una casa fatta con amore, cura, dedizione.
Le imperfezioni si sono trasformate, ad arte, in possibilità.
Abbiamo adattato vecchie cose a noi stessi a come “siamo noi” ci sono colori africani, sabbie, pigmenti luminosi, finestre e porte bianchissime e luminose … Che ci tuffano in un giardino pieno di alberi da frutto, di luce e di verde.

Le mie merende mentre lavoro?
Pomodorini a grappolo, pesche, uva americana, e fichi tutti colti sulle piante, e al momento!

Molto di questo lo dobbiamo al lavoro di cura dell’orto e del giardino fatto prima dai nonni di M., poi proseguito dai miei suoceri.
E’ una casa che narra di 4 generazioni, se aggiungo al novero anche la figlia grande e la minina.

Mancherebbe solo una cucina nuova, che avrei desiderato (io, l’allergica alla casalinghita’, già io!!!!) ma mi sono adattata alla riprogettazione della vecchia, grazie alla mia sapiente conoscenza del catalogo ikea e di una certa innata – seppur vaga- capacita’ di assemblare le idee!

E la ciliegina sulla torta e’ il wifi, così potrei persino lavorare in giardino tra fichi e uva, mentre la minina sgambetta veloce …
Almeno si spera …

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5 thoughts on “Fare “casa” nello spazio e nel tempo: la “casa nuova”

  1. Che gioiosa invidia per questo dolcissimo progetto di vita.
    Una casa, tutta la sua storia, tutta la vostra condivisione e l’averci lavorato insieme.
    Mi viene una stretta al cuore, di felicità, per voi.

  2. Innanzitutto ti invidio moltissimo l’albero di fichi e tutto il giardino, poi ti chiedo scusa per essere sparita per tutta l’estate, e ancora ti faccio i complimenti per i lavori che avete fatto nella casa e per la grazia che hai impiegato nel raccontarlo!

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