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s-cultura libresca (blog mob3)

6 commenti

La mia formazione letteraria è bizzara, e precoce.

Non appena ho scoperto che leggere mi piaceva ho cominciato a saccheggiare la libreria familiare in modo indiscriminato.

Gli unici libri che proprio non sono riuscita a mandar giù, a terminare, perchè troppo faticosi e paurosi sono stati l’Esorcista e Qualcuno volò sul nido del cuculo (questo poi l’ho riletto e finito).

Quella lì era una libreria tutto sommato normale, da persone che amavano leggere ma che non si addentravano nei meandri della Cultura Alta. Ma di certo so che a casa mia e dei miei nonni paterni si è sempre letto.

Così mia mamma mi ha aperto le strade della psicologia e della psicosomatica, in chiave divulgativa (niente Freud o Jung, al massimo qualche volume di Fromm),  cioè l’indispensabile per navigare tra emozioni e sentimenti. E poi ha aggiunto le delizie delle scrittura del romanzo “familiare” di Brunella Gasperini.

Mio padre invece oltre ad avere aperto il mondo della fantascienza (lotte epiche per leggere per primi l’ultima uscita di un Urania) e del Giallo Mondadori, mi ha fatto scoprire la guerra attraverso i romanzi di un autore piuttosto discusso (Sven Hassel). Ma qualunque sia la verità storica dell’autore mi sono rimaste due cose, lo strano gusto del proibito per aver letto libri poco adatti ad una ragazzina molto giovane e la sensazione che la guerra, così narrata, fosse una gran brutta cosa. Guerra narrata come priva di ogni fascino, eppure dannatamente pregna di umanità, nel bene e nel male. Una guerra dove non ci si divide in: “noi i buoni e voi i cattivi”, ma il brutto è equanimemente diviso, e la guerra è comunque brutta.

Per gli Urania e I Gialli, ricordo il piacere di andare, con mio padre, nei chioschetti  di libri usati ( ricordo in Piazza Piemonte  a Milano) dove scambiare intere annate di questi libri, e tornare a casa con quel ghiotto bottino, odoroso di carta vecchia, economica, porosa e ingiallita.

E poi ci sono stati i libri di fotografia e le riviste, anch’essi letti con avidità, più che letti guardati ….. mi ricordo il rapimento della carta patinata e delle immagini, certa poesia del bianco e nero, o la profondità saturata del colore.

Anche i libri da piccola, da bimba, quelli più adatti alla mia età e alla formazione sono stati una bella miscellanea, dalla gamma intera dei libri di avventura: Emilio Salgari, Jules Verne, Robert Luis Stevenson, Daniel Defoe, associati ai libri “per signorine” di inizio secolo che mi passava mia nonna,  presi dalla sua libreria antica e ricolma di vecchi volumi polverosi. Libri con le copertine spesse la carta fragile e che sapevano di antico (Piccola Lady Jane, Piccolo Lord), piene di storie strazianti ma “assai edificative” …..

Ancora oggi ho la sensazione che le ore perse sui libri, da sola o in compagnia dei mieoìi, siano state piene e deliziose.

E chissà perchè penso che la donna che sono diventata abbia ricevuto molto da quelle letture …. o me la voglio raccontare così …

(e voi??? come ve la passate in tema??)

Ovviamente link e suggerimenti saranno assai benvenuti

trascloco 2010

In modo del tutto estemporaneo aggiungo che:

Anche se parlo di libri tutto sommato semplici, questo post fa parte della serie blogmob.

I libri, in un paio di occasioni, mi hanno salvato il pensiero e dato forma e nome a sensazioni che non sapevo nominare e quindi vedere.

Oggi, a volte, i blog mi offrono quella simile emozione …

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6 thoughts on “s-cultura libresca (blog mob3)

  1. Per reazione, credo, a una famiglia nella quale troppa lettura veniva considerata “perdita di tempo”, ho sviluppato una vera dipendenza, con annesse crisi di astinenza quando proprio era impossibile la dose quotidiana (leggi:figli piccoli). A volte mi spiace perché non ricordo libri letti nel passato, anche se in realtà so che le parole fanno parte di me. Nel senso che il mio cervello non le ricorda ma il mio corpo sì. Leggo di tutto ma le mie letture preferite arrivano da Elizabeth von Arnim, Carla Cerati(poco conosciuta secondo me in proporzione al valore), Irène Némirovsky, Roth (non tutto), Lucía Etxebarría, Gioconda Belli, Grazia Livi,Simenon, Sandor Marai,Nuala O’Faolain. E uno tra i libri più amati è Leggere lolita a Teheran e…La Pazza di casa di Rosa Montero.
    No, mi sa che devo smettere… intanto ti auguro buon anno e… buona lettura!

    • @Marilde … è un piacere “rileggerti”! 🙂
      prenderò nota… ma aggiungi aggiungi pure …

      anche io non ricordo molti libri, eppure (e mi piace tantissimo la tua definizione) so che ” Nel senso che il mio cervello non le ricorda ma il mio corpo sì.”
      buon anno e buone letture anche a te ….

  2. Anche io ho sempre letto tantissimo, e di tutto, soprattutto nell’adolescenza. in età adulta sono diventata molto piu’ difficile, forse perchè la scarsità del tempo disponibile mi fa leggere solo cose “per cui valga la pena” (tipo il libro di Marilde;)). Proprio in questi giorni ho risistemato i libri di casa e ho selezionato alcune cose da lasciare alla portata del Grande, in modo che anche lui possa liberamente saccheggiare (è un lettore accanito, ed è bellissimo condividere questa passione con lui)

    • @laura… ho un ricordo, me e mio padre, a tavola,
      seduti vicini, sbocconcellando qualcosa per pranzo prima di tornare al lavoro lui e allo studio, io …
      ognuno con un libro in mano. e ogni tanto un sorriso…
      buone letture condivise con il tuo bimbo …

  3. Io sto diventando più esisìgente ultimamente, ho problemi di tempo e sono rimasta delusissima da un sacco di libri che andavano di moda ma ho trovato insulsi…Si scrive troppo, troppe porcherie in giro 🙂
    Così il periodo gialli&fantascienza (anch’io ci ho passato l’adolescenza) è archiviato. Ma che bei ricordi…

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