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6 thoughts on “Questioni spinose e irrisolte, di inizio d’anno

  1. Concordo interamente sull’anestesia, a me veniva da pensare: ma se non ho mai partorito, che ne so? Magari è sopportabilissimo. e lo è stato, la seconda volta meglio della prima grazie a tutta la pratica di respirazione fatta dopo figlio nr. 1, altro che yoga da parto.

    Poi far nascere un bambino ficcandogli da subito i sedativi nel sangue, come dire, magari fra 20 anni scoprono che gli fa un iradiddio di danni. È stata comunque studiata a suo tempo una correlazione tra inizio uso sedativi in America anni ’50 circa e l cultura della droga loveandpeace negli anni 70 e 80, ovvero i figli. Come chiamarla, sensibilità ad abusi di vario tipo, come dire, volgarmente, che avrai un figlio strafattone che per tutta la vita cercherà il brivido chimico che gli hai offerto gentilmente mentre nasceva?

    (quest’ultima cosa la ricollego alle tue riflessioni sull’LSD che mi pare ci stia, poi io ho bisogno di conferme un pochino più solide, ma non essendo ricercatore medico dipendo da chi le finanzia queste ricerche, e sta pur certa che a una casa farmaceutica, se fosse vero, non conviene finanziarli a fini di divulgazione).

    Poi invece capisco e mi sto zitta quando becco gente che ha talmente il terrore dei dolori del parto (grazie medicalizzazione dello stesso), che si capacita a riprodursi solo a patto che….

    Mi dispiace per loro perché le vedo vittime di un’informazione sbagliata, ma anche qui è un mio parere personale e ognuno ha diritto di credere a quello in cui vuol credere. Uscire dagli schemi comporta un rischio personale e mica vuol dire che tutti hano voglia? Solo i cactus come noi.

    • nella paura del parto, in parte legittimata storicamente, e quindi che ha giustificato una medicalizzazione che ha salvato (milioni di donne da morte certa) c’è anche la deriva moderna della magia medica. che ha permeato la nostra cultura.
      Il medico mago che non sbaglia mai .. oggi che le denunce fioccano allo sbaglio medico, tra legittimi dubbi sulla “malasanità” e l’aspettativa miracolistica.
      non ne esce nessuno, tantomento prima di partorire. mi piace questa lettura del terrore del parto come un terrore in parte indotto, e pertanto meritevole almeno di qualche riflessione.
      poi ognuno per la sua vita deve poter scegliere la sua misura …
      di essere cactus, o meno 🙂

      sulle ricerche mediche e sulle case farmaceutiche ci sarebbero da aprire voragini di riflessioni, magari prima o poi ce la si fa.
      nella serata citata c’è stato qualcuno che butta lì questa cosa, negli usa faceva meno paura una pistola per ogni americano, che non la ricerca sulle droghe (cioè su questa droga).
      è una riflessione illuminante e inspiegabile, al tempo stesso.
      ma le armi, è vero, vanno come il pane, anche in italia paesello che per costituzione ripudierebbe la guerra.
      purchè si lasci vender armi.
      a me, di mio, non intriga lo sballo.
      ma la vendita di armi quasi mi da più fastidio … tanto per dire …

  2. condivido, condivido, condivido. Mi piace come riesci a estrinsecare tanti pensieri; io troppo spesso ci rinuncio.
    Approfitto delle tue riflessioni e sottolineo:
    a.”Tutti sanno che ci sono questioni che implicano tante sfaccettature che ne escono con le idee chiare solo gli integralisti, per tutti gli altri non resta che una serie di dubbi, eventualmente risolvibili soltanto quando uno finisce in mezzo alla questione, quando si viene tirati in mezzo alle decisioni personali che toccano l’etica.”
    b.”… non capisco la paura del dolore nel parto”, nessuno mi crede, ma io non riesco a mettere sullo stesso piano il dolore del parto, che ha una sua ragione fisiologica e comunque un frutto del tutto incommensurabile, con il dolore lancinante e ingiustificato di una cefalea non bloccata sul nascere.
    c.anche io sono molto scettica sull’idea che “una scuola migliore, negli anni della crescita/formazione emotiva, sociale, culturale, affettiva, sessuale …, sia la panacea per “dare ad un figlio gli strumenti per il futuro”. Mi sa troppo di delega…

    • eccola lì.
      la faccenda delega, hai detto una cosa che mi ha illuminata.
      il pensiero che una scuola elitaria porti ad una vita facile … delegando la speranza, la fatica, l’impegno genitoriale e filiale …
      grazie
      :-))

  3. BBC3 (per la serie quando sei contentone di pagare il canone se la TV di stato vale la pena) comincia ieri una serie su come le droghe funzionano, proprio partendo dal cannabis. Non ho fatto in tempo ieri ma mi aggiornero’ ondemand. La serie promette uno sguardo obiettivo, con opinioni da entrambe le parti, e citando ricerca di base e recente, come spesso accade su BBC. Se potete beccarla dall’estero, sta qui: http://www.bbc.co.uk/programmes/b00xcfjl

    • il problema (acc ….) è capire l’inglese..
      però va bene…. o anche no.

      🙂
      sul tema droghe sembra che ci sia davvero solo un mondo diviso di drogati e di bacchettoni, anche in tema di ricerca …
      mentre invece sono un sacco gli “stati alterati” di coscienza, robette da nulla legati alla meditazione, alla neurochimica, che vanno messe in asse per capire la strana macchina cervello, e come sia strettamnete connessa all’altra stranezza corpo …
      complicazioni, insommma

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