PONTITIBETANI

Zone Temporaneamente Autonome

Sederi pesanti e cervelli piatti

 

… lavoravo ieri ad un progetto, con alcuni colleghi, pensato per ridare forma e spessore ad un lavoro appiattito.

 

E oggi mentre meditavo sulle varie faccende lavorative, mi è venuto l’orrido sospetto che l’appiattimento fosse molto più diffuso e trasversale.

 

Insomma come in Flatlandia ci si appiattisce,

ma da brava psicomotricista mi sono fatta il check up.

 

 

Seduta su sedia girevole, davanti al pc (seeeeeeeee  …. davanti al mac) gli occhi filtrano e selezionano cosa serve guardare,

e le dita sforiano tasti e il tavolo, freddino, di marmo.

Il naso non sente, o meglio sente di non sentire nemmeno più il profumo di scorza di arancia.

Le orecchie ascoltano il russare lento della gatta, ma lo lasciano sullo sfondo.

Bocca niente, e da un pò che non si mangia.

Che il corpo sia fermo immobile da un bel pò,  mi informano le cervicali  – c4/c5/c6  – dando bruschi segnali di agonia,

il sedere è inesorabilmente piatto.

 

 

Qui non restano che vaghi scintillii di neuroni, mentre trasmettono informazioni, attorno a me milioni di info,

eppure ne scelgo solo alcune.

 

E non solo perchè sono al pc, non è quelo che ti rinchiude nei circuiti chiusi

… c’è gente che si rilassa solo se cammina almeno più di 16 ore,  nei week end, e a quota 1300.

Ma dopo qualche anno il circuito è sempre quello,

Non se ne esce, si appiattisce lo stesso.

Repetita iuvant, ma anche no.

 

Ma siamo così, alla fine, spesso lasciamo perdere qualcosa, o abbiamo bisogno di filtrare informazioni, notizie e sensazioni.

Selezioniamo tantissimo, tutto ciò che non è immediatamente in uso resta sullo sfondo.

Eppure questo filtrare pò ci salvaguarda,

 

immagino l’effetto spesa – al – supermercato – a – natale, se non fosse per i filtri,

ne uscirei ululante, troppe cose, persone, stilo, facce, odori, sensazioni, emozioni.


Il corpo si appiattisce nelle abitudini di filtraggio, esattamente come il suo degno compagnuccio cervello, ‘chè  …si sa vanno a due a due come le ciliegie. O le mani.

 

 

Allora prima o poi io andrò a rimpolpare qualche professionalità appiattita, sempre che non mi dimentichi della mia piattezza ….

 

 

e 10 minuti per caso trovo questo su Pedagogika di P. Mottana

 

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