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AUSMERZEN, Paolini, l’abisso, e ciò che resta – Senza tregua I

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27 Gennaio 2011

Giornata della Memoria.

Ieri sera.

Marco Paolini ci ha portato sull’orlo dell’abisso.
Per guardare e ricordare .

In tanti momenti guardavo l’uomo e l’attore, e speravo,

alla ricerca di lacrime, nei suoi occhi,

in una commozione che (mi) avrebbe permesso di commuovermi. O muovermi, sfuggire alla presa.

Oggi sento, con forza, che commuoversi è come sciacquare con le lacrime un dolore, un turbamento, facendolo scorrere inevitabilmente via.

Perdendolo.

No. Non si può.

Noi eravamo incollati lì, con Paolini che ci teneva stetti per mano, con gli occhi fissi negli occhi,

con la voce che accompagna, indica, e mostra, con fermezza implacabile … morbida .. l’abisso. E non ti lascia tregua.

 

C’è abisso dalla buona scienza, dell’eugenetica, della medicina che impara a guarire,

su chi testano le medicine?

è il tempo della scienza e de la Belle Epoque, della scoperta, non è ancora visibile l’abisso del “mostro nazista”.

Eppure è qualcosa che gli è presistito e che gli resiste, non più in Germania … in ogni altrove dove il diverso vale meno, o non vale.

 

E appare evidente e perfino orgoglioso poi un popolo che ha sterminato s-t-e-r-m-i-n-a-t-o i suoi figli,

sangue del proprio sangue,

i bambini

geneticamente imperfetti,

anni prima di cominciare prima di scalzare l’alterità ebrei, zingari, omosessuali

ha scalzato (sradicato-ausmerzen) la propria diversità, facendosi aiutare da medici e ostetriche.

Altre storie, altri popoli, altri sterminii del diverso … anche oggi?

 

Non si può raccontare qui tutto quello che ha mostrato Paolini, troppo complesso, troppo difficile darne conto sino all’ultimo dettaglio, sarebbe ingiusto.

Perché lo spettacolo va visto, e per una volta teatro e tv, fanno insieme davvero un ottimo “lavoro”, narrando, insegnando, usando luci, voce, sguardo, scenari per evocare con potenza una Storia Indimenticabile (=che non si può dimenticare).

 

Ma dopo averlo visto non si può lasciare l’abisso, non si può. La narrazione svela i mille legami dall’eugenetica, del razzismo, della tecnica, del calcolo e dell’innocente colpa di troppi. Troppo simile alle nostre, al nostro non vedere, a volte sciocco ed ingenuo.

Troppo simile al callo che ci si fa,a fuori di abituarsi a non vedere.

Qualcuno diceva che la medicina studia per anni la scienza e per altrettanti anni deve studiare per la coscienza.

Se no si diventa ciechi ….

Ma il callo del non vedere va scalzato, di nuovo, e di nuovo.

Per continuare a guardare l’abisso dentro di noi, per evitare che ci roda dal nostro interno.

 

si tratta dell’operazione Aktion T4 (detta anche “programma eutanasia”), dal nome dell’iniziale della via berlinese, la Tiergartestrasse, al civico 4, dov’era insediato l’Ente pubblico per la Salute e l’Assistenza sociale, e l’organizzazione (una specie di società a partecipazione statale) che studiò e attuò il programma nazista di eugenetica, cioè la soppressione di massa di bambini e adulti malati di mente o affetti da malattie genetiche, considerati inutili, appunto “vite indegne di essere vissute”.

Ma già nel 1933, in coerenza con l’ideologia dell’”igiene razziale”, la legge “sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie” diede il via alla campagna di sterilizzazione di massa di questi pazienti. Si calcola che  in soli sei anni furono non meno di 200 mila le persone affette da malattie mentali a essere sterilizzate.
Dal 1939 si passò alle cosiddette “uccisioni pietose” dei bambini al di sotto dei tre anni. Le segnalazioni dei casi sospetti al Dipartimento di Sanità del Ministero degli interni  dovevano essere effettuate da ostetriche e pediatri. Per tranquillizzare i genitori dei bambini si spiegava loro che i figli malati venivano spostati in speciali sezioni pediatriche dove ricevevano cure innovative. Ma una volta internati in questi centri intermedi, dopo poche settimane, venivano trasferiti in altre sedi. E in esse, lontano da occhi indiscreti,  venivano uccisi tramite iniezioni letali. Nei certificati di morte tutto veniva coperto con un “decesso per polmonite” o “per arresto cardiaco”.  Quasi subito il programma di eliminazione si estese anche agli adulti. Dal 1940 le camere a gas sostituirono le iniezioni. Dal 1941, chiusa Aktion T4, i malati psichici continuarono ad essere sterminati, facendoli morire per inedia direttamente nei manicomi, risparmiando gas e farmaci-killer. “

Link:

1. Sito delteatro

2.il blog di GadLerner

3. Anticipazioni di Marco Paolini (video di La7)

4. un grande articolo lungo complesso e capace di rendere il segno dello spettacolo su  un giornale peculiare “il foglio”

5. Famiglia cristiana

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