PONTITIBETANI

Zone Temporaneamente Autonome

13 Febbraio 2011 – in Manifestazione a Milano – comunicato stampa

16 commenti

Donne di tutta Italia scendono in Piazza per dire BASTA alla pornocrazia a cui questo governo (e le sue televisioni) ci hanno abituato e lo fanno mobilitandosi attraverso la rete e la partecipazione sociale attiva.

Accogliendo l’invito di Concita De Gregorio “Esistono anche altre donne”, un gruppo di Donne, non appartenenti a sigle partitiche, scendono in piazza non solo per dire che “un’altra storia italiana è possibile” ma anche per provare ad indicare una strada differente a quella tracciata.

Attraverso una provocazione e usando materiali che abbiano la capacità di creare “legami” e collegamenti, o di delimitare zone di confine, ci collocheremo spazialmente nella piazza in due gruppi:

Un gruppo stenderà uno spago robusto e forte con delle mollette, materiali pratici ed indispensabile sul quale verranno stesi non vestiti , calze e mutande (smarcarsi dal ruolo femminile), ma pezzi di cultura, poesie, immagini, storie. Lo spago diviene così la metafora proprio dello stendere, rendere stesi, spiegare, e quindi chiari e leggibili i nostri pensieri non solo a casa nostra, ma visibili e PRESENTI a tutta la società affinché i bisogni delle donne vengano realizzati da un punto di vista politico.

Un patchwork itinerante, un fil rouge che tiene insieme la molteplicità umana, e femminile, l’interezza non reificata da un momento storico impegnato ad erodere alcune conquiste e dignità femminili.

Un altro gruppo delimiterà una zona utilizzando del nastro da cantiere per rappresentare simbolicamente IL CONFINE. Si tratta del confine necessario, da interporre tra sé stesse e il mondo perché questa politica economica di mercato cessi di accanirsi in maniera predatoria sulle vite di ciascuna. Si sta parlando del limite INVALICABILE oltre il quale non sarà più concesso passare.

Non si tratta di una logica di conflitto ma al contrario di DIFESA E DI PROPOSIZIONE insieme: la proposizione che le facce e i corpi delle donne diventino finalmente le facce e i corpi della politica, IN politica, e non più oggetti e immagini ad uso e consumo della  struttura con cui gli uomini intrecciano così facilmente sesso-denaro-potere.

Stiamo parlando di un cambiamento culturale radicale, che implichi la RESPONSABILITA INDIVIDUALE DI CIASCUNO, donne e uomini, che non si riconoscono in questo bordello politico.

Irene Auletta, Katia Cazzolaro, Alice Tentori, Monica Cristina Massola, Monica Simionato, Stefania Cavallo, Nadia Ferrari, Luigina Marone, Alessandra di Minno

 

 

Appuntamento alle ore 14.00 davanti all’entrata del Castello Sforzesco (luogo preciso: fontana)

Ognun* può portare foto, immagini, poesie, frasi, riflessioni, pensieri, stampati/sctitti su fogli a 4 – spago e mollette – per stendere al sole ciò che ci sembra importante “mostrare”  e render pubblico…

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16 thoughts on “13 Febbraio 2011 – in Manifestazione a Milano – comunicato stampa

  1. Non era vero tutto quello che in molti dicevano: le donne non capiscono, non sanno, è inutile dargli il voto, faranno quello che decidono i mariti. Le donne votarono in un numero maggiore. Partecipavano, sentivano, andavano ad ascoltare e poi usavano la loro testa.
    Tina Anselmi

  2. Sono una donna pericolosa di Joan Canavgh
    (traduzione di Maddalene Crippa)

    Sono una donna pericolosa
    Non porto bombe nè bambini in grembo
    Non porto fiori nè miscugli incendiari
    Porto scompiglio nella tua ragione, nelle tue teorie,
    nel tuo realismo
    Perchè non giacerò nelle tue trincee
    Nè scaverò trincee per te
    Nè mi unirò alla tua lotta armata
    Per trincee più belle e più grandi
    Non camminerò con te nè per te,
    Non vivrò con te, nè morirò per te
    Ma neppure cercherò di negarti
    Il tuo diritto a vivere e morire
    Non dividerò con te neppure un centimetro di
    questa terra
    Finchè tu sei maledettamente proteso verso la distruzione
    Ma neppure negherò che siamo fatti della stessa terra
    nati dalla stessa Madre
    non ti permetterò di legare la mia vita alla tua
    Ma ti dirò che le nostre vite sono legate insieme
    E esigerò che tu viva per comprendere
    Questa cosa importante
    […]
    Che sono una donna pericolosa
    Perchè devi sapere, signore, che
    Sono una donna pericolosa
    Perchè non tacerò niente di tutto questo
    Non colluderò con te
    Non avrò fiducia in te nè ti disprezzerò
    Sono pericolosa perchè non rinuncerò, non tacerò
    Nè mi adatterò alla tua versione della realtà
    Tu hai congiurato per svendere la mia vita
    E io sono molto pericolosa
    Perchè non potrò perdonare nè dimenticare
    Nè mai congiurerò per svendere la tua
    in cambio.

  3. http://wp.me/PABGm-UP >>> qui trovate altri materiali che colleghe/amiche hanno già preparato e sono disponibili per la condivisione, la stampa e da usare il 13 in piazza. ogni vostro contributo sarà bene accetto e molto gradito. link o inserimenti di frasi o pensieri …

  4. condivido tutto, tranne “smarcarsi dal ruolo femminile”…a me piace la mia femminilità…non è solo stendere calze e mutande ma ANCHE…
    un saluto

    • è vero forse era più preciso scrivere smarcarsi da un certo stereotipo femminile, ma il documento è una sintesi di un lunghissimo dibattito via facebook … l’importante è che riesca a sollecitare le varie appartenenze femminili (o maschili) diverse ad una manifestazione che rimetta al centro la complessità, i diritti, la dignità …

  5. condivido tutto tranne “smaecarsi dal ruolo femminile”…a me la mia femminilità piace….
    un saluto

  6. Condivido e parteciperò a Bologna. Lo scritto di Joan Canavgh è bellissimo

  7. …ho postato il commento due volte…per insepreienza…(pensavo non fosse pubblicato)

  8. Non è che ci sono romani di passaggio che hanno voglia di rubarvi le idee? 🙂
    Brave.
    (E bravi: spero che siate in tanti anche lì)

  9. cosa ho pensato:
    – gigantografie della tua ballerina: in questi giorni non faccio che pensare a quell’immagine, che siamo tutte noi.
    – foto delle mani di donne impegnate in mille e una cosa
    – volti di donne vere, con le rughe di espressione, di quando siamo felici, di quando siamo assorte, concentrate, arrabbiate
    – le foto delle nostre nonne, mamme zie
    probabile che tuto questo richieda tempo, ma butto là delle idee, perchè siamo solo all’inizio

  10. Pingback: E dopo …. ritorniamo a Flatlandia? «

  11. Pingback: Ma la faccenda “quote rosa” non era risolta? « PONTITIBETANI

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