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.. comunicazione (non verbale) e le e-mail

2 commenti

Inizio d’anno e di progettazioni.
Ci si vede, ci si dicono alcune cose poi, come sempre più spesso accade, ci si scrive.

Ieri, ossia in uno stesso giorno mi capitano ben due inghippi comunicativi, via mail.
(con esiti emotivi e giramenti vari)
Ma, anche se, cambiano i contenuti, il problema comunicativo mi è parso il medesimo.

Come dice il simpatico dottor Watzlawick non si può non comunicare, e quando lo fai via email continui a comunicare mantenendo sotto traccia quella stramba forma – non verbale – che “resiste” oltre ai refusi, alla grammatica, al saper scrivere in italiano fluente e corretto, al sapere comunicare i pensieri in forma scritta. E già non è facile.

Le email comunicano, anche sottotraccia, una parte non verbale, ma la faccenda si fa disfunzionale e inefficace quando non ci si pone il problema. Un sacco di persone sembrano credere che la email e il web, passando dalla tecnologia, disperdano nei bit le tracce di umanità che si collocano nella comunicazione

Spesso (ma non sempre) la comunicazione non verbale extra web, fatti salvi lapalissiani errori, ci tutela da un pò di figure orrende e aiuta a capire meglio la vera intenzione dell’altro. Insomma se il signor pincopallino è furioso, non sarà il suo sorriso sgranato ad ingannarci, e nemmeno il tono di voce flautato. Ma nel faccia a faccia ci sforziamo di leggere tra le righe, e ancor meglio ci capita con la telefonata con un amico/figlio/amore che è in lontananza.

Non mi del tutto chiaro ma talvolta alcune email danno la sensazione che chi le scrive o il contesto in cui prendono forma, si siano dimenticati che si tratta di forme di comunicazione complessa, che richiedono di tener conto di fattori complessi; le dimenticanze generano intoppi comunicativi.

Restano un pò di domande accessorie in crescita, forse legate alla mole di contatti web (e quindi non solo email) cui mi sto/stiamo abituando …

Perché si comunica così bene con un* blogger che vive nell’extramondo virtuale? O con chi sta usando sempre più spesso i vari modi comunicativi tipici del web, le velocità diverse, i luoghi che supportano stili differenti di narrazione, e di interazione? Sono forme di interazione complesse e che ogni volta chiedono tempo di e per imparare? (Ci ho messo un anno prima di capire il senso e l’uso di twitter).

E, il discrimine, la distanza e a volte la frattura sta nella frequentazione del web che ci sta insegnando  – nostro malgrado – a comunicare in modo,  sempre più, informativo via email, facebook, twitter, skype (etc).

Stiamo imparando a comunicare, mettendo nel modo in cui scriviamo tutta la parte non verbale (che è possibile mettere)? E facciamo fatica a comunicare con chii usa ancora una comunicazione in ambienti digitali come se fosse un ambiente analogico.

Se così è il digital divide è anche questo.

In ogni caso la buona educazione e le emoticoon servono.

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2 thoughts on “.. comunicazione (non verbale) e le e-mail

  1. Hey…non è della mia mail che parli, vero? 😉 (scherzo!!!)

    Sai come la penso dei “cortocircuiti” comunicativi…anche io penso che la comunicazione digitale e quella analogica abbiano delle cose in comune (evviva la buona educazione e, anche, a volte, “contare fino a dieci” prima di cliccare) ma anche delle specificità.

    Non mi considero per niente un’esperta delle specificità di quella virtuale, ma da buona curiosa-digitale mi considero in viaggio.

    Magari partire già da assumere questa differenza (che forse c’entra col “sapere di non sapere”) non sarebbe male!

    • Noooo! non la tua! Oppure si! Scherzi a parte e ora che mi ci fai pensare, anche quello è un inghippo mail o web, la moltiplicazione delle comunicazioni, la velocizzazione dei tempi, la necessità di dare priorità, e il web che continua a mostrare (seduttivamente) un intero mondo – possibile – pronto – sempre disponiibile. Tocca giocarsi anche l’opportunità di imparare a selezionare, di pensare, e della fatica di fare fatica.
      Insomma sono parte di un universo che si rispecchia costantemente, ma in modo prismatico. Si vedon altre facce, altre prospettive.
      Occorre starci “dentro” … bagnarsi, contaminarsi, non capire e provare ad imparare.
      Il mio problema o la domanda è se cominci a dare una differenza in tempi e modi comunicativi tra i più digitali e i meno, di cui occorre(rà) prendersi cura e farsene carico …?

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