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I figli di chi sono?

5 commenti

Ogni volta quando leggo le notizie sulle contese di figli tra un Tribunale dei Minorenni e i genitori, dopo un allontanamento, mi viene in mente il lavoro che ho fatto, la conoscenza dei servizi, le modalità operative, e se mi capita di commentare in qualche blog in genere lo faccio per dire che non ho mai assistito a lapalissiani errori nei casi di allontanamento o affidamento.
Ho in mente il lavoro difficile di chi deve capire se una famiglia è dannosa o peggio per un bimbo, e so che spesso gli interventi lungheggiano perchè è difficile decidere.

Ma la questione dei due genitori anziani, cui è stata tolta la bimba di 15 mesi, mi ha turbato davvero.
Non so esattamente perché, ed ha risvegliato un sacco di domande fastidiose con cui combatto da anni.

Anche se, e lo so bene, che in questi casi la “cronaca” stia sempre con i genitori, e che la refertazione originale sulle difficoltà delle famiglie prese in carico dai servizi sociali e dai tribunali dei minorenni sia vincolata dalla privacy (e per fortuna direi) Dando come esito di dare voce ad una sola parte. Con il risultato che genitori, che sono decisamente in grave difficoltà, nella cura e nella gestione dei figli,  appaiono come vittime di un sistema giudiziario crudele ed insensato.

E la macchina dell’informazione rimescola, pasticcia e stritola il tutto nel tritarifiuti mediatico, lasciandoci più perplessi di prima.

Restano delle domande sparpagliate e sgangherate, perché è vero: genitori di 58 e 70 sono dei vecchi, con un futuro davvero a breve termine. Ma alle volte i tribunali affidano i bimbi di genitori non più viventi ai nonni, che sono comunque dei vecchi. E mi ricordo il plauso, che da bimba mi stupiva tantissimo,  attribuito dagli al neo padre Charlie Chaplin  – 70 enne.

Sull’egoismo genitoriale potremmo scriverci trattati, perchè il discrimine tra egoismo nel fare un figlio e generosità è decisamente sottile. L’abnegazione può essere una forma squallida di dominio, e la non chalanche un modo smart di accudire.

Sull’episodio di trascuratezza si potrebbe ben dire, se confrontato con altri, che sembra ben poca cosa, se calcoliamo la stanchezza, il  sonno, e la fatica così pesanti per ogni genitore, figuriamoci per genitori agée. Se fossero stati una coppia di trentenni lo stesso episodio sarebbe stato causa di un medesimo allontanamento?

Ed in genere per allontanare e dare in affido un minore, ci vuole ben altro e anni ed anni di relazioni, documenti, etc etc… Qui dopo un mese (se le info sparse dalla stampa sono esatte) hanno fatto la relazione e allontanato la bimba di un mese …

Poi con buona probabilità non si tratta di un errore del Tribunale dei minorenni, e la decisione è quella giusta, in fondo so che spesso i professionisti chiamati ad operare sono davvero seri …

Ma resta la sgradevole sensazione l’età l’abbia fatta da padrone, nella decisione del tribunale, così come la velleità di avere un figlio ad ogni costo, infrangendo il muro della natura, e dell’età che impedirebbe la procreazione naturale, sia stata quasi punita. Colpa dei soliti media?

O sembra ed è un paradosso di una società che si concede tutto, dalle procreazioni assistite, ai trapianti di organi sempre più estremi e fantascientifici, gli artifici più perturbanti nell’alchimia tra vita e morte, tra natura e cultura.

Molte donne hanno plaudito il coraggio e la gravidanza della cantante Gianna Nannini (56 anni e in assenza di un padre/marito ufficiale e riconoscibile). E nessun tribunale ne ha sancito aspetti patologici, che forse qui non ci sono e nell’altro caso si.

E concludo chiedendo(mi)ora i figli sono solo di chi se li può permettere, di chi riesce a star fuori dalle maglie di un sistema di controllo sociale che tende a colpire, pure in un ottica di cura e tutela dei soggetti minorenni, soprattutto le famiglie meno abbienti, economicamente svantaggiate, culturalmente meno preparate. Anche se le forme di disagio sono traversali ed espresse diversamente, e colpiscono anche “i ricchi”, ma la azione di tutela è statisticamente più diretta ai ceti bassi?

E’ il controllo sociale, baby.

Resta la domanda di fondo, inesaurita per ogni madre ed ogni padre, sui figli: ma di chi sono?

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5 thoughts on “I figli di chi sono?

  1. Credo di non poter rispondere in maniera esaustiva a nessuna delle tue domande. Sono state in fondo anche le mie quando ho letto la notizia.
    A livello emozionale la prima cosa che mi sono deta è stato “no, non è possibile, e se accadesse a me? non ne hanno diritto per così poco, il figlio E’ MIO”
    Ma ho imparato a dubitare, perchè in mancanza di fatti precisi il mezzo mediatico tende a farti fare proprio questo scatto emotivo per farti “prendere le parti”, per tenerti sulla notizia.

    Mettere al mondo dei figli è un atto egoistico di per sè, lo è per natura secondo me. La difesa della specie, il tuo prolungamento attraverso il tempo… Ed è veramente difficile in questo caso giudicare quanto sano egoismo e quanta invece maniacale ossessione ci sia dietro la decisione di mettere al mondo un figlio così tardi.

    I figli quindi di chi sono? Non so… potrei dirti che sono un nostro bisogno, ma non nostra proprietà.

  2. Io non so proprio cosa pensare di questo episodio. Invece alla tua domanda rispondo con un brano di Gibran a cui penso ogni giorno da quando il test di gravidanza è risultato positivo:
    http://www.paroledisaggezza.altervista.org/gibran-figli.htm

  3. ti avrei citato anche io le parole di Gibran, ma mammaeconomia ha già provveduto 😉
    i figli sono di loro stessi. sono individui e quindi non possono appartenere a nessuno.
    ma questo poco c’entra con il caso di cronaca e con la responsabilità legale dell’accudimento di un minore.

  4. Io non so dirti di chi siano i figli! Mi verrebbe da rispondere che, la notte quando si svegliano, sono miei e di mio marito e nessun “controllo sociale” è mai venuto in casa mia a cantare ninne nanne infinite o a passeggiare su e giù per il corridoio!
    Ma questa è solo una battutta. Quello che mi fa letteralmente paura, quando vengo a conoscenza di queste storie, sono i tempi lunghissimi in cui vengono prese queste decisioni. Ho affrontato il mio terzo inserimento all’asilo ed ho “”sofferto”” insieme a mia figlia nell’affrontare questo distacco (ragionato, motivato, brevissimo). Mi domando se questi professionisti, seri (la tua parola -spesso- già mi inquieta) abbiano idea del valore TEMPO in relazione ad un allontanamento. Se mi avessero portato via mia figli di un mese e me l’avessero riportata dopo 15 mesi, anch’io avrei avuto serissimi problemi nel “recupero delle funzioni genitoriali”. Ma sono altri casi che mi inquietano. Il caso di Miriam Schillaci, 3 anni (lui mio professore di matematica) allontanata, sofferente, dai genitori per dieci giorni… Un altro caso, quello dei disegni “strani” trovati sotto il banco, chiaritosi quasi subito, in cui la bambina è stata tenuta lontana dalla famiglia per =questioni burocratiche= per diversi mesi. Ora io spero a questo punto che tante cose siano opera della “macchina rimescolatrice e pasticciona dell’informazione” perchè al pensiero che esistano queste realtà, rabbrividisco. Perdonatemi!

  5. Bertoldt Brecht ne “Il cerchio di gesso del Caucaso” diceva, molto salomonicamente, che la vera madre è quella che alleva un figlio, non quella che lo partorisce. E io, in un certo senso, sono d’accordo con lui.

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