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Due è meno di uno – storiellina moral-natalizia

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Curlo aveva trovato una scarpa.

Rossa, nuova, lucida, bellissima.

Era il “suo” regalo di natale, un caso fortuito gli aveva messo la scarpa sotto il naso, tra lo sportello di una macchina, e l’abete della scuola di Cirillo, il suo piccino. L’aria pungente e frizzantina, diceva che il freddo era giunto, con il suo carico di case calde, pacchetti, festeggiamenti.

Ohhh … ma quella magnifica scarpa era proprio il suo regalo.

Così aveva cominciato ad immaginare una infinita possibilità di cose che avrebbe potuto fare con quella scarpa, una volta accompagnata dalla compagna, da quella sorella spaiata e scomparsa. Una passeggiata tra tante altre scarpe, di colori meno appariscenti. Una corsetta allegra sui gradini della scala mobile. Un leggero passo di danza (che bello sentirsi un pò un Fred Astaire o Gene Kelly). Arrivare a casa di Elsa, scalpicciare davanti alla porta, curioso di guardare sorridente la sua faccia davanti ad un enorme pacco, avvolto in carta rossa e lucida.

Con quella scarpa, Curlo, sarebbe andato ovunque, certo dopo l’arrivo di quella sorella scomparsa, chissà dove… Quella scarpa solitaria gli aveva aperto un mondo di sogni, di progetti, un immaginario infinito di possibilità.

Così si era fatto incartare il regalo di Elsa, in una bella carta rossa. E aveva comprerato un trenino, rosso per Cirillo, e un paio di scarpette rosse anche per lui. Sarebbero andati, insieme, a correre sui gradini della metropolitana. Lui e il piccolo, padre e figlio, con quelle belle scarpe rosse vive e vivaci, allegramente irriverenti, tra le mille scarpe di color marron polvere, colore spento che le città regalano anche alle scarpe più belle.

Di colpo, vide la scarpa rossa, la sorella, lustra e splendente. Ecco per Curlo i sogni si fanno, finalmente, a portata di mano. Si fanno presente e futuro.

Il signor Dementrio afferra la scarpa nuova che gli è appena caduta, dal sacchetto. Scarpe nuove, eccentriche come piacciono a lui. Le indosserà alla cena di Natale, con i colleghi, certo di fare colpo su tutti. Si immagina l’abito da ufficio, impeccabile, imprevedibilmente accompagnato da quelle scarpe impossibili, per il colore.

Rosse e di vernice. Arrossisce di piacere.

Poi di rabbia: la scarpa sorella è scomparsa.

Anzi no, sta nelle mani di uno sconosciuto che sorride inebetito, perso nei suoi pensieri. Urla “E’ MIAAAAA” da un lato all’altro della strada.

I sogni di Curlo e del Signor Demetrio sono interrotti, dalla strada, dal possesso spaiato di quella scarpa.

Curlo, per un attimo immagina di poter fare con quello sconosciuto, tutto rosso di rabbia, un patto; potrebbe dirgli facciamo una settimana a testa, un pò per uno, potrebbe intrigarlo, non perdiamo i sogni, i progetti, tieniamoci a turno le scarpe, le pagherei anche l’affitto della scarpa.

Il signor Dementrio attraversa la strada di corsa, ansioso di riportare il suo sogno nei binari del prevedibile, della sua vita, di quel coup de di theatre che vuole offrirsi a natale…

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