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La mala educazione

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E’ sabato, giorno universalmente riconosciuto per contenere il relax e le attività gratificanti. A volte familiari.
Pare.

La piscina, luogo ameno dove i migliori genitori amorosi portano i loro piccoli e teneri cuccioli, nel corso del week end, per esplorare il reciproco piacere dell’acqua.
Pare.

In realta’ in alcuni remoti anfratti e’ un covo di iene e una fucina di “male educazioni”.

A partire dalle gentili signore che ti passano davanti, mentre attendi in fila davanti al bagno, non lo fanno con malignita’ … Semplicemnte non hanno visto “nessuno” che si frapponesse tra loro e il bisogno fisiologico. Ma in fondo è bello, ed utile, scoprirsi il dono dell’invisibilità.

Ma la scena si replica e viralizza nella fase delle docce, madri alle prese con lo shampoo di pargoli, che viaggiano nella fascia neo – piccolissimi – piccoli – mediani, insomma dai 6 ai 6 anni. La doccia è pura guerriglia urbana.

Lanciano a terra dell’asciugamento della altra madre, o si attaccano nel tentativo di scacciar per prima il pulsante della doccia, si va di spallate e gomitate. E sguardi terribili e corrucciati. Madri tigri allo stato liquido. Non sia mai che i cuccioli abbiamo a “patire” l’attesa, e tantomeno la pazienza, … la  buona educazione, la civiltà, il rispetto. Robccia che mal si adatta al sabato mattina.

Si vede che le mamme si sostengono solo sui blog. Perché in quello spogliatoio mi sento in un percorso di guerra. Non sia mai che una altra donna, un altro bimbo passi prima. Deve esser immorale. Tutte pensano e agiscono il loro” arrivo prima io”. Non un sorriso, non una cortesia, non un atto di cura reciproca.

Stessa scena (penosissima) nella zona scarpiere … madri ipertaccate che villeggiano chiacchierando con uno smartphone, o fanno crocchio raccontandosi la vita, ignare del lavorio altrui: metti le scarpe, togli le scarpe, allaccia le scarpe, slaccia le scarpe, metti la felpa togli la felpa. Nell’urlio generale arrivano all’attacco i bimbi più grandicelli, che ti saltano sulla borsa o sulla bambina (tanto deve esser la stessa cosa = morbida e colorata) pur di accaparrasi un posto per togliersi le scarpe.

Pare che lo spogliatoio (maschile) dei padri si invece un luogo ameno e quieto, dove gli stessi resi più teneri dalla reciproca esposizione della propria paternità solidarizzino con gentilezza e pazienza reciproca.

Poi però alla prossima non lamentiamoci della maleducazione dei figlioli altrui …quando per prime siamo mamme “soavi” solo sul sul web,  ma non nella realtà.

I nostri pargoli imparano prima dalla nostra “mala educazione” in piscina, dal nostro metterci sempre prima e non guardare l’umanità con pazienza e gentilezza.

Le letture ragionevoli, contestualizzate, analitiche, educative più serie me le riservo al blog pedagogico.

Qui lascio tutta la mia amarezza materna. E la piccola verrà certo meglio accudita, e trascorrerà un momento  assai meno stressato,  nello spogliatoio maschile. Come deve essere al sabato mattina.

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One thought on “La mala educazione

  1. Ciao è una descrizione molto eloquente del modo di comportarsi di molte donne portate naturalmente ad ignorare l’esistenza degli altri perchè è una “naturale fottersene degli altri ed insegnarlo sregolatamente ai propri figli..La prossima generazione sarà composta da parecchi nuclei familiari,per fortuna non tutti,in cui la relazione sociale sarà caratterizzata da prepotenza invadenza ,quindi conflittualità.Quest’ultima non potrà mancare perchè coesisteranno i segni opposti.

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