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disambiguare: selfie

Anche questi sono selfie (con buona pace delle ricerche psicologiche sulla fragilità, sul narcisismo, e insicurezza del mondo globalizzato a causa della rete)

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In caso, questo è il mio preferito:

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Noblesse oblige e creative commons …

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Ecco qui, nero su bianco, un tweet ripubblicato su facebook, a ennesima riprova di qualcuno che che si fa bello con quello che gli altri producono.

Roba tristissima in rete, dove è possibile tracciare e scoprire dove una cosa è stata copiata, insomma ladro e scemo.

Roba tristissima quando a farlo sono proprio quelli che non ne avrebbero neppure bisogno. Ma forse c’è una dipendenza dalla fama, o dal bisogno di apparire sempre capaci di buone idee innovative, o colpacci geniali, che non si placa, e trasforma in individui grotteschi … ranocchi travestiti da principi, in attesa del bacio.

Roba tristissima in rete, ma credo di averlo già scritto, perché la rete si alimenta (anche) di disponibilità a condividere, del sapere farsi snodi versi saperi altrui ma interessanti, verso siti e blog, verso link, pensieri, libri e luoghi social. Rete contiene anche lo spazio della generosità. Virtù interessante, quando affianca l’umiltà, il genio e la creatività. Un mix incendiario se lo si colloca in rete.

Roba tristissima anche per quelli che accettano il furto altrui, conviti di parteciparne alla gloria indiretta.

La bellezza del sapere, della rete, dei progetti è la possibilità di condividerli, creando nuovi saperi, nuovi spazi.

Le idee si alimentano con il contagio e lo scambio, l’offerta.

L’abilità sta nel farli saper parlare insieme, anche senza il bisogno di fingere di esserne genitori….

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su NO TAV

N.d.a.

Pubblico, come da cortese richiesta:

Segnalo che abbiamo pubblicato gli atti del convegno scientifico del 26 Aprile 2012 al Politecnico di Torino: “TAV Torino-Lione: quali opportunità e criticità“, promosso da esperti e docenti di varie Università.
Sono disponibili gli interventi di tutti i relatori in formato audio-video, così come i documenti utilizzati (presentazioni PowePoint, documenti pdf…)
Trovate tutto qui: http://www.notavtorino.org/documenti-02/poli-26-04-2012/

Ad inizio 2012, oltre 360 tecnici e docenti universitari avevano inviato un appello al Presidente del Consiglio chiedendo un ripensamento sulla questione della linea Torino-Lione.
Attraverso dati oggettivi e criteri di valutazione verificabili con metodo scientifico, il convegno ha esaminato la reale consistenza tecnica degli argomenti indicati a sostegno della costruzione di una nuova linea ferroviaria in aggiunta a quella già in esercizio tra Torino e Lione, e le sue criticità.

Invito a dare la massima visibilità a questo materiale nei diversi siti, nelle mailing list ecc. 
Crediamo sia importante che chi non ha partecipato al convegno, soprattutto chi vive lontano dalla Val di Susa e da Torino, possa conoscere cosa è stato detto in quella sede: se dimostrare di avere ragione non è certo sufficiente per indurre governo e soci (in affari) a fare retromarcia non è da sottovalutare l’importanza di iniziative come questa che puntano a far crescere il consenso sulle ragioni no-tav. Pubblicizzare ciò che è stato detto al convegno è uno dei tanti modi per tentare di far terra bruciata intorno agli irriducibili che non vogliono sentir ragione.

Ezio Bertok


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Chi è Rossella e perchè si parla di lei? (Blogging day per Rossella)

Rossella Urru, viene ricordata nei blog e nel web perchè la richiesta della sua liberazione assuma una forma e una forza mediatica che oggi non ha ancora.

E accade che nel web ci sia chi si vuole  assumere la responsabilità di provare a rilanciare la notizia, facendola gonfiare sino a che tv, giornali e media comincino a chiedere con forza di liberarla.

Solo questo.

E non è poco.

29 Febbraio 2012 Blogging day per Rossella Urru.

Inviate il link  del vostro blog a Sabrina Ancarola

su twitter #freerossella

Saperne di più

Info su Donne Viola

Il blog creato dai familiari di Rossella Urru

L’appello su Lettera 21

Il post Chi è Rossella Urru

Rai 3 Non dimentichiamo Rossella Urru

Il fatto quotidiano Accendiamo la luce su Rossella Urru


3 commenti

dei veri saggi, sapienti, soloni e presuntuosi storici (e le donne)

I vecchi son saggi. Non tutti, però. E non dovrei dirlo visto che mi avvicino progressivamente alla categoria…

La deriva storica che viviamo è quella di un mondo fatto di presuntosi storici (da anni presumono di dover insegnare agli altri), di tronfi “soloni” della ultima ora grevi e pedanti, e di qualche raro e sporadico saggio. Questi ultimi sono devvaro radi e preziosi, nel loro illuminare la strada con azioni e parole. Uno per tutti buono anche per noi laici: Don Andrea Gallo. Saggi son quella strana gente che si limita a offrire luce, laddove ognuno possa percorrer strade diverse con maggiore leggerezza, sapendo che quella luce permetterà di vedere un pò più lontano; qualcuno che fa luce senza arrogarsi alcun merito, con gentilezza e forza, passione e intelligenza. Merce rara, preziosa ma che si riconosce subito.

Per contro la rete, navigata di giorno in giorno, ci mostra un altro mondo possibile con meno presuntosi e più persone capaci di costruire, di offrire, regalare, insegnare senza pretesa (ma la rete non è Italia, si capisce). Laddove ci son pochi saggi, molto squali, e una marea di persone che provano a fare cose, tra rete e tempo quotidiano, tra idee e azioni, consapevoli che si può fare a patto di “star giù di dosso”, smontando i panni fastidiosi dei maestrini, dei finti vecchi saggi, mostrando la voglia di ascoltare e capire la divergenza, perchè la rete non è età, non è maschio, non è donna; un luogo dove si è e si può essere solo in base al valore che si riesce ad esprimere.

Insomma dove non ci sono i veri saggi, sarebbe più interessante, fuori dalla rete emergesse la pluralità delle voci, degli scambi, della condivisione, dell’ascolto, di una prassi nuova che fa posto ai giovani, in cui le donne osano prendere voce, in cui le intelligenze prevalgono sui saperi stantii e arroganti.

Ne sto facendo scuola in questi ultimi giorni, una realtà di “rete” (non web) dove mancano i giovani, e le donne son poco capaci di prendere voce, ed emerge in tutta la sua potenza la vecchia politica, la vecchia cultura, della presunzione, della verticalità, dell’ordine di beccata, la solita Italia stantia, dei vecchi asfittici e senza giovani, senza donne, senza prospettive.

Vorrei potermi prendere solo il meglio, oggi e in questo nuovo anno: più giovani, più rete, più donne, e qua e la la voce di qualche vero saggio e magari anche di qualche saggia.