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Zone Temporaneamente Autonome


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Parita’

La casa e’ confusa. C’e’ il profumo caramelloso e fresco delle marmellate che sobbollono, ormai perennemente, sui fornelli: albicocche, melone, pesche, prugne, al naturale o profumate di spezie. E la chimica pesante di vernici, smalti, fondo per legno, solventi.

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Una dura lotta tra l’alchimia della cucina, e la magia della trasformazione di vecchie sedie, e dei materiali che denunciano il tempo.

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E mentre la torre delle marmellate cresce, i davanzali vengono scrostati e dipinti, sedie riverniciate, vecchie prese elettriche sostituite.

Lui e io.
Il cuoco e la “magutt“.* Ma se lui non smorza il ritmo produttivo, dovro’ andare a riverniciare qualcosa anche a casa dei vicini!

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Pochezze da spiaggia

Si potrebbe applicare, anche alla vita di spiaggia, la pedagogia del
“parchetto” sotto casa, come da usanza di osservazione e analisi delle bizzarrie genitoriali, ormai
innescata da alcuni colleghi.
“Ma anche no” … dice la voce, in retroguardia, nel cervello in stand by.

Eppure …. La varia umanita’ colpisce, e qualche domandina sul fine ultimo ci scappa.

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The italians do it worse … cronachina dalla Puglia

La vacanza soddisfa la aspettative, suggerite dalla premessa, ossia il viaggio di andata.
(a parte un inghippo iniziale che svelerei quando e se sara’ risolto).

Spiaggia pulite e sabbia finissima, persone sempre gentili e cordiali, che come spesso accade mettono in crisi il mio randagismo abitativo, che finisce per assopirsi sempre nei buchi neri del mondo, mai in luoghi ameni e accoglienti.

Umanità di qualità, voglia di stare bene, cura dei luoghi e delle relazioni, di quella cura leggera e disponibile che stride con le chiusure e spigolature nordiche. Come scrivevo su twitter possiamo provare ad importare il modello, forse su al nord qualcosa sta cambiando, forse c’e una corrente sotterranea di gente che ha voglia di altro.
Speriamo.

Ma siamo in vacanza, e le cicale friniscono, e il rumore delle chiome dei pini smosse da un vento costante, fanno da sottofondo.
Anche gli animatori, insistenti come da manuale, sono carini e piacevoli.

E il peggio dove sta?

Eccoli li, la allegra famigliola di italiani spocchiosi e ipergriffati, che tronfeggiano (non trionfeggiano) in giro, spargendo un aura di superiorità qui davvero inopportuna, e importuna.
Sembrano cercare di diffondere il loro status symbol, come l’incenso in chiesa …
Ridessero almeno ogni tanto, sarebbero persin umani. Niente. Veleggiano negli spazi comuni dell’ameno luogo di vacanza.

E la cosa poteva anche risultare irrilevante se non fosse che il capo tribù “griffati&contenti” sta iniziando una campagna di delegittimazione verso il luogo che ci ospita, dopo aver smarronato lo chef, e i camerieri (per una coca fredda di frigo ..troppo fredda ..) ….
L’omino, mignon come pare sia di moda oggi, quando si vuole tronfieggiare tra gli umani, ferma gli altri ospiti spigando come la struttura sia al di sotto delle aspettative, e dello standard promesso, e che … (mah!!)

Va be’ … Se lo dice lui.
Quello che irrita irrimediabilmente e’ il bisogno di fare il capopopolo, di creare una élite di scontenti, che … Protesteranno?

Resta la faccenda di un bisogno di condividere la responsabilità, per non assumersela davvero sino in fondo. Uno si puo’ lamentare legittimamente se ritiene che gli manchino le lenzuola di platino. E’ un Fatto personale. Insinuare e tentare di creare una base di consenso su un problema individuale, peraltro basato su una certa spocchia e una bella dose di provincialismo mi pare davvero brutto.

Il cibo e’ ottimo, la disponibilità e la cortesia dei camerieri e del cuoco (siamo vegetariani e la figlia piccola e’ un delizioso terremoto) indiscutibile, la struttura e’ bella, nuova, ben tenuta.
Le pulizie delle camere adeguata. La natura attorno splendida. E gli altri gadget di un posto simile (animazione, navetta per la spiaggia, piscina, bagnino, wifi etc ci sono tutti).

Ecco mancherebbe qualche Marchionne, qualche politico anche indagato, una piccola serie di attricette belle e di grido, gioielli in profusione, signore firmatissime …

Il fatto e’ che la gente attorno a noi, come noi, e’ venuta in vacanza; deve esser questo che dis-turba la tribù stilosa, nessuno sembra interessata a mostrare con pervicacia alcuno status symbol.

Note a margine:
l’incenso arriva da una splendida pianta, un cespuglietto basso, che profuma se la sfiori passandole accanto.
Il post e’ acidulo, ma divertito. 😉

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Ballare in Puglia

Mille e passa km di guida notturna, per facilitare il primo lungo viaggio della piccola.
Un breve sonno in autogrill e ci accoglie il sole pugliese.
Fosse solo quello!

Intanto mai visti tanti olivi, e lo splendore di un parco di soli olivi centenari.
Annodati su se stessi, tutti splendidamente contorti.
Soprattutto ovunque, lasciati (forse in segno di rispetto?) anche sui piazzali di alcune aziende, a condividere pigramente lo spazio con i macchinari.

Strade belle e ben tenute.

E poi parchi eolici.
Anche qui si deve esser ridondanti … Sono collocati ovuque, ora sparuti drappelli, ora in lunghe file, a ronzare pigramente nel loro roteare di pale.

Dove non c’e’ l’eolico spunta il fotovoltaico, ora a sostituire un campo, ora a fare da tettoia alle auto di una grande concessionaria.

Una diffusione disinvolta, quasi ovvia e scontata. Che ha dello stupefacente per una ex milanese, che vive nella “piattura” padana, tra monoculture intensive e raffinerie che sembran astronavi.

E poi la terra. Una terra meraviglisamente policroma, ora grigia, ora rosso fuoco, ora quasi bianca, che accoglie olivi, alberi da frutta, frumento, viti, oleandri, pini marittimi, eucalipti, fichi d’india.

Ma dove siamo?
La terra sembra parlare di cura e attenzione, le autostrade strade sono bellissime e organizzate. Mi scuotono,con un brivido, via dal sonno le pensiline fotovoltaiche, che mi sono apparse gia’ di notte, dalle marche in poi.
Gli autogrill puliti e accoglienti.
Insomma tutto parla di cura dei luoghi e degli spazi, dove convivono uomini e natura.

Adesso ci godiamo la vacanza, ma la puglia ha semplicemente scosso alle basi l’idea che noi “del nord” ci facciamo di innovazione, dei temi ambientali, della cura del territorio.

Laddove vivo io, tra risaie, zanzare, (sempre meno), e ranocchie ..
la terra ha sempre un unico colore, e vive di enormi sacchi di fertilizzanti che la tengono produttiva.

Mi sa che abbiamo ancora qualcosa da capire, e poi da agire.

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Prima di andare a ballare in puglia ….

Ecco a cosa ho lavorato, lascinado il blog a traccheggiare ….

Manifestare storie per raccogliere pensieri

Un blog collettivo, strutturato come un sito, che nasce dall’esprerienza del “Se Non Ora, Quando?” , che mostro con fierezza, perquanto e per fortuna mi impegna soprattutto il coordinamento grafico … altre cose bollono in pentola.

Ma dopo la Puglia, si intende!

Stuzzichini di lettura:

hanno fatto Miss Liceo e a qualcuno la cosa è rimasta impigliata nel gargarozzo.

Chissà come mai?

Ma nel dubbio possiamo pur sempre attrezzarci meglio .. E il prossimo giro faremo la miss scuola primaria e poi la miss scuola dell’infanzia, poi la miss asilo nido per giungere finalmente a miss ecografia morfologica.

i nostri corpi sentitamente ringraziano …


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Vacanze I: Luoghi ameni e luoghi a-meno

Toscana – Zona Marina di Bibbona – Campeggio (il luogo ameno merita un post a parte) e Liguria – Zona 5 terre – Casa di amici di amici

Due zone molto belle di Italia, ammettiamolo.

La Toscana dopo i declivii, assolutamente poetici della Colle Salvetti, si apre alle pinete e ad un mare – decisamente – più bello di quello versilese (almeno nelle mie esperienze e gusti).
Gli spazi ampi e i campeggi accolti dalle pinete ombrose, dal profumo dei pini e dalla precisa presenza (di sottofondo) delle cicale, danno ampio respiro alla sosta…
Le persone sono placide e sorridenti, persino ben disposte.

(Altrettanta piacevolezza umana e ambientale non la abbiamo vissuta, lo scorso anno, in zona Marina di Massa, dove la calca umana ansiosa e astiosa si radicava in poco spazio, iperaffolato e sgradevole).

Mi chiedo oziosamente se tra spazi ampi, bellezza dell’ ambiente, umanità gradevole vi sia un nesso… (mah?)

La Liguria delle 5 terre e’ aspra, ma bella a vedersi.

Qui poi,diventa una pittura, in questo paesetto incastrato tra le rocce; le case dai mille colori, le piazzette e un mare un po’ sempre riottoso e rissoso.
I liguri sembrano infastiditi dalla folla dei residenti vacanzieri, orsuti e irritati gestiscono, con un certo nemmeno malcelato malgarbo,la vendita di frutta e focacce, caffè e gelati.
I residenti locali debbono esser stati fagocitati dal falso understatement dei villeggianti.
In fondo la “location” e’ famosa e irraggiungibile (30 min di curve e nausea per me), e qui ci vengono solo i proprietari delle belle case ristrutturate, oppure i turisti giornalieri e lo fanno in treno.

Ci si guarda in cagnesco, anche al perchetto giochi, tra genitori di bimbini; mi chiedo se sia una dote del ricco/benestante camuffato da falso “normale”, affaticato dal fingersi diverso, e timoroso di incontrar un vero povero.
In teoria basterebbe il luogo esclusivo a dire “chi sei” e “cosa puoi”, e cio’ dovrebbe rassicurare tutti a sufficenza sul fatto che le relazioni saranno all’altezza del censo…

Spiace dirlo ma in Italia, l’arroganza del soldo si fa notare, ed e’ francamente inguardabile, antiestetica, anche perché esprime quel “voglio/posso” che male si adatta alla vacanza, al lasciarsi andare, al vivere civile.

Ci siam detti che forse vorremmo/dovremmo vivere in certi posti del nord europa, dove si vocifera che l’understatement sia più consistente e l’umana progenie meno “provincial borghese” ossia meno interessata a mostrar mostrarsi … Sara’ vero?

In ogni caso il luogo resta pur bello e aspro, la natura si esprime nelle roccie e nel poco spazio vivibile, ma allora torna la domanda lo spazio e’ così determinante per la qualità di vita?

Foto uno Toscana – spiaggia
Foto due Liguria – spiaggia