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Pat-riots

Mai pensato di fare la festa dei 150 anni di Italia.

Ricordo una allergia perniciosa alle esagerazioni patriottiche, ‘chè se sono nata in Italia è frutto del caso e non è un merito. Quindi niente fiocchi, gale, bandiere. Sono sempre stata scevra da quell’orgoglio nazionale “alla francese” o a quello in stile “born in USA” … eppure mi è sempre andato bene il posto in cui son nata. Lieta di aver studiato un certo Cesare Beccaria, di aver ammirato le opere di Leonardo da Vinci,  o di aver subito e poi amato un certo Dante Alighieri, sono stata sempre contenta del rinascimento, dell’arte, della poesia, della cultura che mi ha formata. Mi sono compiaciuta anche della storia di Roma, e quei buffi sette re, per quanto da bimba avrei preferito, di gran lunga, una nascita all’ombra delle piramidi egizie per fare l’archeologa …. E vabbè sogni innocenti di gioventù.

 

Eppure una lunga serie di fatti mi invogliano a riprendermi il paese che ho sempre creduto fosse il mio paese:

Uno e non sminuzzato dalla lega.

Uno non offeso dalle parole di un primo ministro, spesso uso ad offendere chi non la pensa come lui ( a partire dai famosi “coglioni “) e tralascerei volentieri le foto ricordo con le corna e le notti bianche.

Uno non uso a rimandare in mare profughi in fuga da una guerra.

Uno e capace di non svendere la scuola, la cultura, le istituzioni, e lo stato stesso.

Uno civile, unitario e  democratico.

Uno capace di intelligenze e di accoglienze.

decori home made dalle pargole vista la difficoltà di trovare bandiere 🙂

 

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