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#commuoviamocicorreggiamoci e le buone prassi (Ancora #donnexdonne)

Stavolta siamo partite dal gruppo facebook, da una chiacchiera qui e una lì. Sembra che così nascano le idee. Decisioni veloci, snelle, si, no, va bene.

Ci si prova tra i mille impegni della vita, più intorcinati dalla pressione delle feste.

Ma comunque, volenti o nolenti, siamo alla seconda edizione di #buoneprassi, lo sottolinea un tweet di Panzallaria. Le buone prassi stanno sottotraccia, ma il dialogo ci offre un paio di ottimi spunti:

‎”se non ora quando” e “mai più senza le donne”: manca una frase che parli di quello che c’è e abbiamo, mi sembra sembra di partire dal via. e così non è.

Idea: sapete quanto tenga all’inclusione degli uomini nelle buone prassi riguardanti le donne. Ecco pensando al “commuoviti ma correggimi” di Monti alla Fornero, e al post della Zanardo su Fiorello e le donne in TV, che ne dite di cercare questo tipo di buone prassi?

Bellissime idee, che ne dite di: commuoviamoci e correggiamoci? In modo da chiedere info e commenti o un guest post anche agli uomini della nostra vita privata, sociale o lavorativa. Io pensavo anche a donne che fanno mestieri “da uomo” o viceversa, per esempio. Quindi i maestri dei nostri figli, per me ci sarebbe da dire e fare per le donne nel vino. Insomma chi ha tempo, voglia e materiale potrebbe fare un post individuale e per il resto darci di volta in volta dei temi qui sopra, come dice M. uno sulle trasmissioni, con tutti che aggiungono un loro esempio e chi l’ ha lanciato le mette insieme sul suo o altri blog, ecc., Un altro su quello che c’ è e abbiamo. …

Così abbiamo tempo e modo per sviluppare una riflessione comunque (magari rimbalzandola sulla nostra bacheca privata e chiedere ai nostri amici) e alla fine buttiamo fuori tutto.

I temi ci sono, il titolo pure (e ci piace molto), c’è anche la grafica.

Si parte.

Ora.

INFO Mammamsterdam

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#donnexdonne e #buoneprassi

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C’è rete e rete e rete

UNO
DUE
TRE

Sabato scorso ero ad una riunione per la formazione di una rete di comitati, così ho potuto osservare lo snodarsi di una serie di concetti di rete, che mi hanno incuriosito. O meglio, nessuno dei partecipanti e dei promotori ha realmente concettualizzato la sua idea di rete, ma tutti l’hanno agita, indiscutibilmente, mentre ragionavano di rete, di riunioni, di temi e di rapporti con altre reti.

La prima immagine (UNO) è assai simile quella della visione di rete che è “uscita”dalla riunione: la rete da pesca che raccoglie tutti, pesci piccoli o grandi, con un pescatore che si trascina dietro il pescato. Si rappresenta come è una struttura contenitiva e regolare, geometricamente prevedibile.

La seconda immagine (DUE) è quella della ragnatela, una struttura ancora regolare, mossa da un pensiero unitario (il ragno) i cui fili, nei loro snodi, vibrano ancora all’unisono. Anche questa immagine è pertinente allo sviluppo della riunione, c’è un coordinatore, delle teste pensanti, che tessono e tirano i fili.

Quello che invece non ho visto accadere – per ora – e’ la terza possibile rappresentazione di rete (TRE), quella che sta in analogia con il web. A me pare più probabile che la rete umana (costruenda) possa essere pensata come la rete web, dove gli snodi non sono geometricamente prevedibili, dove probabilmente si costruiscono e sviluppano, talvolta, anche indipendemente dalla volontà di coordinarla. Una rete che è più episodica, più complessa, strutturata su una pluralità di livelli e connessioni che si attivano, alle volte su un bisogno, una necessità, altre volte in modo capzioso. Una rete necessariamente più fluida, meno contenitiva, ma più snella e pronta ad attivarsi (o disperdersi in nessi poco efficaci).

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un #hashtag pieno di rifiuti … #nodiscaricamianto

Una  bella mattina la Lomellina si è risvegliata piena di rifiuti. E noi cominciamo a raccontarla anche via twitter.

Abbiamo scelto di cominciare a dare ad ogni evento che proponiamo, la massima visibilità territoriale, così come quella mediatica, nell’ottica di fermare la discarica di Amianto che vogliono costruire vicino a noi.

Nel primo caso lo facciamo, e lo faremo, coinvolgendo le cittadine e i cittadini, e tessendo la rete con i comitati già attivi o che si stanno attivando, costruendo insieme a chi c’è già, a chi si sta “svegliando ora” e a chi si aggiungerà, la piattaforma della partacipazione, dell’informazione, degli incontri per progettare nuove iniziative. Continua a leggere