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Indignazione light

(un post brutto e cattivo)

Ci sono state cose dette/scritte che sono completamente inascoltabili, afferibili alla solita imbecillità e alla sua sorella maggiore (non più intelligenza) – la generalizzazione. I giornali non hanno fatto nulla di meglio, e non hanno detto nulla di meglio.

Non si tratta di dire che la violenza è buona o cattiva, ma guardare lo scenario complessivo.

Chi sono le anime nere dei black blok? Che cosa incarnano, che forma incorporano?

Non la nostra, non quella dei manifestanti, tutti pacificati e soddisfatti dall’idea di manifestare la loro indignazione tardiva. Mi correggo, non loro ma noi, la nostra indignazione italiana è tardiva, lenta e banale. Si è aspettata l’organizzazione, e che qualcuno ci dicesse indignatevi, che si indignassero anche a Wall Street. Prima tutti stesi sui divani (una allegoria che ritorna ricorsivamente nelle riflessioni del nostro gruppo #donnexdonne) a smanettare tra i link e gli “i like” … e poi? Poi  … in piazza.

Ma le manifestazioni sono come feste, come pronuncia, come aggregazione che non sembrano sortire alcun esito, se non quello di vedere/vedersi  massa, sentirsi uniti ed aggregati, capaci di identificarsi in un numero massiccio di corpi. Alla politica, è evidente, che questo incontro di corpi numerosi e rumoreggianti non interessa (più). Ma nemmeno credo interessi la violenza delle schegge, se non per potersi permettere i ridondanti atteggiamenti di indignazione e la roboante promessa di azioni restrittive e che garantiscano la sicurezza. Fingendo che quello sia il problema e non la crisi. Ad esempio.

Chi sono (o meglio cosa è) la parte nera, a parte l’evidenza violenta e concreta degli scontri, cioè le persone fisiche che hanno violentato la manifestazione? La parte nera non è la nostra? Non è metaforicamente una nostra parte con cui dobbiamo fare i conti, perché il divano perda attrattiva, e anche l'”I like” diventi solo una forma, ma che poi ci “sbatta” fuori di casa, lontano dalla rete di indignazione virtuale, dalla manifestazione grandiosa e ci tenga ancorati nella vita di ogni giorno, a fare da sbarramento alla incongruenze della nostra società, a smantellarne a partire dal piccolo, gli sprechi, i diritti inevasi, le ingiustizie reali, le politiche faziose e scorrette, i piccoli ladrocinii quotidiani?

Indignati per gli uomini e le donne di serie b se migranti, indignati con noi stessi quando vediamo la fila sempre più lunga davanti alla mensa dei poveri, quando ci impegniamo per la difesa dei diritti più facili da dire, quando la raccolta differenziata si fa pigramente, quando i supermercati ci garantiscono il caldo tropicale a febbraio, e ad agosto l’aria condizionata del cinema ci obbliga alla giacca di lana (chi paga questi sprechi?).

Che altre forme di lotta ci possono impegnare capillarmente, essere diffuse e condivise, anche attraverso la rete che come in molti sappiamo può essere un ottimo veicolo di informazione e condivisione. Chi si preoccupa di insegnarlo ai figli nostri ed altrui? (allora si che saranno buone prassi, esempi efficaci da imitare, buone idee per dimostrare che la casta non sono io, non siamo noi).

Come imbrogliamo noi stessi, le nostre parti buie, che diventano davvero black, se non le sveliamo e le sbugiadiamo a noi stessi, e fingiamo che solo i 100 o 1000 black blok in caso nero e felpa con cappuccio siano il vero problema?

Linkografia ragionata o ragionabile 

Bomba o non Bomba #15o di Giuliana Laurita

Sul #15o di Marina Petrillo AlaskaRP

Cul de sac di Yeni Belqis  

l’opinione di un black blok di Informare per resistere 


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La notte della rete: sarà in diretta streaming

Qui la diretta streaming .. a seguire le info per fare la stessa cosa sul vostro blog.

http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf

Online video chat by Ustream

Di nuovo e’ Metilparaben mi da il la per procedere:

“Una delibera che li metterebbe nelle condizioni di rimuovere contenuti dai siti internet a loro piacimento.
Per evitare che ciò accada un nutrito gruppo di cittadini, associazioni in difesa del web, blogger, politici, giornalisti, artisti ed esperti si è dato appuntamento oggi, alle 17:30, a Roma, per manifestare il proprio dissenso e spiegare a tutti che razza di scempio sta per essere perpetrato.
Chiunque abbia un blog o un sito web potrà trasmettere l’evento in diretta streaming, semplicemente copiando e incollando il codice qua sotto:

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Istruzioni:
Blogger: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta “Modifica Html” e incollare il codice copiato.

WordPress: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta “HTML” e incollare il codice copiato.


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Blogger in agonia

No, non sono io, s’intenda.

Ma mi appoggio alla riflessione di Metilparaben, e mi attivo anche io.

Aggiungendo che me questo governo ora fa davvero spavento, non tanto per le leggi che potrebbe fare, ma per la confusione che ha in testa, per ciò che controlla quando non dovrebbe, per ciò che non controlla quando dovrebbe, per la poca capacità prospettiva e liberale (popolo della libertà si chiama), la ridotta capacità di innovare, il grande conflitto di interessi, e quando si muove qualcosa di non governato il governo manca ….

E questo è un altro pasticcio non governato.

Insomma confusione alla finee mi pare un eufemismo sin troppo discreto.

Cito:

“IN estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.

Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.

Cosa puoi fare:

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete“: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.

A me la prospettiva non piace per niente.

E a voi?”

Nemmeno a me si intende …

Link aggiuntivi (grazie agli amici di twitter)

http://www.valigiablu.it/doc/419/agcom-e-la-censura-del-web-10-domande-a-calabr.htm

http://www.libertiamo.it/2011/07/01/agcom-delibera-illiberle-dagli-esiti-grotteschi-intervista-a-fulvio-sarzana/

http://attivissimo.blogspot.com/2011/06/bavaglio-italiano-al-web-dal-6-luglio.html

per fair play

http://Www.Agcom.it/


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Inequivocabilmente, il web

Frammenti (con-fusi) su web e incidenza sul reale.

INTRO

Per la prima volta, da elettrice, mi commuovo.

Che è strano. E non è da me.

Ho partecipato tantissimo virtualmente, ma entro un precisa comunità di persone, di parole e di dialoghi, e azioni.

Azioni fatte digitando su una tastiera.

In assenza di corpo fisico, introducendo solo il corpo digitale.

Il corpo, come vado leggendo e inseguendo, non smette di essere in-formato dal cervello, dal pensiero, dalle azioni mentali, e viceversa.

E’ questo un dialogo che inizia già nel ventre materno. E’ una forma di intelligenza che si nutre di azioni reali e azioni pensate, verificate e riprogettate. Mente-corpo- mente: astrattamente suddivisi per la nostra difficoltà di definire una gestalt perennemente in azione, in dialogo, in divenire.

Dove due e uno in realtà sono uno, o meglio dove la realtà/identità restano molteplice e unitarie al tempo stesso.

La bizzarria comunque si colloca negli esiti dell’uso di un terzo: il mezzo (web) che crea e permette.

Si parte dalla relazione tra se e un oggetto che ci proietta verso persone che non si conoscono, con cui dialoghiamo, agiamo, facciamo massa critica, lasciando un segno. Dal virtuale al reale.

Il pensiero concretamente genera una azione in assenza di corpo ….

E’ quello che leggevo qualche tempo fa? C’è una modificazione legata al fatto che gli strumenti che usiamo, dai tempi della clava, si modificano e ci modificano; siamo animali tecnologici, siamo una accezione della parola Cyborg?

In questa occasione il concetto sembra meno minaccioso rispetto al sentire comune e alla propria integrità corporea; nonostante la forza di attrazione della connessione web, della iperconessione tecnologica. Insomma non sento/penso che questo rapporto corpo strumento genera una frattura tra il percepito corporeo e quello mentale. Se non altro perché la dimensione comunicativa tiene alta l’allerta.

Oppure perché l’esperienza, l’età, la vita e la professione (psicomotricista) mi hanno fornito un buon grounding iniziale?

Qualcosa che (mi) impedisce di perder(mi)si davvero nel web?

Una azione del tutto cognitiva, attraverso una tastiera, ha poi generato una emozione precisa, conseguenza di una azione digitale.

(il pensiero è ancora da sistematizzare, mi pare grezzo e impreciso, ma interpretazioni varie saranno benvenute)

citando gloriabevil
Oggi esperimenti di apprendimento: provare cose nuove ci fa sperimentare confini diversi. Nostri. A volte più piacevoli dei limiti abituali.