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Yoga time

Dopo ben 17 anni … è tornata l’ora dello yoga.

La leggenda vuole che allora lo yoga fosse decisamente intenso e faticoso …

2 ore di lavoro senza quisquilie e pinzillacchere. Hatha yoga duro e puro. No incensi, no chicchere, non spiegazioni. Provi, ci riprovi e ancora ci ritenti e magari impari.

Sarà l’età, sarà la forma fisica di una polpetta, la fatica pare triplicata e poi moltiplicata per quattro. Perché alla mia età ovviamente ci si va ad infilare nello yoga dinamico.

Brava.

C’è una unica e buona notizia, il corpo ha una saggezza niente male e si ricorda, si ritrova nella pratica.

Chiudo con un salto mortale triplo e carpiato e salcosa … Il blog è nato in una fase della mia vita  in cui il corpo stava cambiando (nascita figlia due detta minina), e ieri sera mentre sudavo respirando, e respiravo sudando ho avuto una illuminazione, la scrittura come estensione della corporeità e dell’esperienza. Ci devo studiare, mi sa. O meglio in altri luoghi e per lavoro ci stiamo già studiando. Suggerimenti e idee????

Il web come espressione della corporeità: si ? no? come? perché? quando??

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Corpi genitoriali

A vederli riuniti tutti in piscina, i nuovi genitori, che portano i pargoli ai corsi di acquaticita’ per microbi (avranno una manciata di mesi o anche meno) denunciano una comune forma fisica: simile per padri e madri. Continua a leggere


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Olimpiadi, Pellegrini, e la vita, in fondo.

I pellegrini, ebbene si, io non sono quelli che vanno in pellegrinaggio a quel sacrario dello sport che e’ in questi giorni Londra. Al massimo si pellegrina davanti ai dispistivi tecnologici atti alla visione di detto spettacolo ….

Pellegrini, del titolo, sta invece proprio ad indicare l’atleta Pellegrini. Di cui si sa che non ha vinto il dovuto, e che l’universo modo mediatico e web ci ha leggermente frantumato  con i retroscena, le retroanalisi, i pettegolezzi, e icommenti da bar, da parrucchiera, da fattucchiera, da zittella inacidita, da misogino rinsecchito. Continua a leggere


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Il giorno della sparizione delle donne

Lo spunto al titolo lo offre un progetto di una amica – collega.

GIOVANI SGUARDI AL FEMMINILE a Pessano con Bornago (MI). Una serata che nasce attorno al tema del femminile (discusso argomentato osservato) nell’incontrare ragazze e ragazzi nel centro d’aggregazione giovanile “il camaleonte” e nel servizio Educativa Territoriale.
La serata si incentra su tre focus tematici….
1. sulla differenza di genere (differenze tra uomini e donne nel ruolo – ragazza e ragazzo, madre e padre, volontaria e volontario delle associazioni sportive)
2.cosa cambierebbe se scomparissero le donne da….il centro giovani, dallì’oratorio, dall’amministrazioen comunale, dal paese (pessano con bornago)
3. cosa vorrei che gli altri dicessero di me come donna (una ragazza, una volontaria, uan donna di cultura)

A cosa penso se immagino un mondo senza donne?

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tre corpi attorno al cor ….

Milano.

Ore 11.00 circa – ore 11,05

Primo cartello pubblicitario – pensilina del tram:

foto di giovane uomo, bello, aitante, muscoloso, evidentemente nudo ma in posa seduta (e con discrezione non si vede la nudità ma la si evince benissimo). Indossa solo occhiali. Chiude il cartello il nome dello stilista. (chissa cosa voleva vendere?)

Secondo cartello pubblicitario – lampione accanto a rotaie del tram:

foto di giovane donna, bella, sexy, indossa abiti come se si dovesse spogliare. Nome della marca di abbigliamento.

Terzo cartello pubblicitario – lampione su marciapiede:

foto di giovane donna, bella, sexy, indossa biancheria intima come se si dovesse spogliare. Nome della marca della biancheria.

 

Terzo cartello pubblicitario – lampione su marciapiede:

foto di giovane donna, bella, sexy, indossa biancheria intima come se si dovesse spogliare. E’ il cartellone del MIsex! 

Alla buonora: una pubblicità che pubblicizza solo il suo prodotto, con coerenza.


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Comunicazione senza genere

Un quadro in cui la sfida della cultura della complessità ha giocato un ruolo naturalmete centrale, prima di tutto proponendosi come area di convergenza, più che interdisciplinare, transdisciplinare, di cooperazione si ma “de-generativa” nel senso di superamento tra i generi, e di creazione tra generi nuovi, tra scienziati dei territori più differenti: ingegneri, matematici, filosofi, antropologi, linguisti, informatici, biologi, economisti, sociologi, ecc.

Da La COMUNICAZIONE GENERATIVA di Luca Toschi –  Apogeo ed. – pg. 15

il Wordle di questo articolo

Sto leggendo questo libro: bella lettura,  piuttosto impegnativa.

Arrivata a questo brano mi è venuta in mente una delle riflessioni che avevo condiviso (chissà dove) in questi giorni in cui abbiamo scritto tanto di e per #donnexdonne.

Il pensiero, se riesco a dargli una soddisfacemente forma chiara, è questo:

l’uso dei nuovi media, della comunicazione testuale, sta permettendo una nuova forma di conoscenza/consapevolezza del “femminile”.

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questione di numeri ..

#quasi50 smetti di atteggiarti e fai quello che sai e che sei.

E’ l’hashtag che mi sono pensata l’altro giorno. 

Perchè qui i quasi cinquanta (anni e ne mancano poco più di due), mi sollecitano troppe cose, molte piacevoli, altre meno. In ogni caso i conti non tornano mai.

Non importa, anche se fa piacere, che ancora chi mi conosce si stupisca per l’età. E’ un atto di micro vanità e di soddisfazione (immeritata): la genetica comanda, in questi casi. Ma è anche un dato irrilevante. I numeri hanno sempre un certo peso nella vita, qualche volta sono oppressivi.

E da un pò il #quasi50 è irritante, perchè quando il gioco comincia a farsi davvero divertente, hai imparato qualche regola, smorzato gli spigoli che ti porti in giro; insomma quando proprio stai comoda nella tua testa, nel corpo, nel cuore … bussa qual cavolo di numeretto.

Irrilevante, ma intanto quel  “mezzo del cammin di nostra vita” è stato oltrepassato, eppure la vita pare proprio una meraviglia, anche nelle profonde screpolature che propone, negli uragani e nelle varie sfighe che la costellano.

Mille cose, adesso lo sai, che puoi modificare. Non il tempo che corre avanti.

Ci tocca imparare ad amare anche le rughe, le senzazioni e i nanosecondi.