PONTITIBETANI

Zone Temporaneamente Autonome


2 commenti

I pezzi spezzati

Questi giorni straniati mi interrogano sulla funzione terapeutica del blog.

E intanto capitano necessita’ pressanti di buttare fuori tutto, tutto cio’ che ci annoda lo stomaco e la vita (famiglia, problemi, lavoro, quotidianita’ o le “strane storie” che annebbiano i pensieri)

Ma la narrazione e il ‘gioco’ che ho scelto, nel blog, non prevede l’outing compulsivo. Ma al limite mi consente di tracciare sottili metafore e pallide icone di cio’ che davvero da fastidio.

I pezzi spezzati, del titolo, nascono da questo fastidio, e da alcune storie “di famiglia” mai raccontate davvero e mai fino in fondo.

Storie antiche e comuni, di guerre e figli rubati. Figli tolti e deprivati sentimentalmente, degli affetti dei genitori. Storie di figli barattati per compensare altri figli perduti, morti, o che hanno scelto altre strade.

Le guerre, si vede, tracciano piu’ ampiamente il confine tra bene e male, tra affetto ed odio. Tra figli/ figli estranei, genitori. Generazioni interrotte dalla guerra, e che dimenticano il continuum in cui stanno inserite. E dimenticano, tragicamente, il compito di narrare queste piccole epopee familiari.

Cosa che affatica le generazioni future, l’assenza di una narrazione, di un qualche tentativo di ritessere quelle trame, lascia buchi e frammenti, strappi che creano estraneazione.
La nostra storia, le nostre radici, belle o brutte sono l’anima delle nostre vite. Fingere che non esistano o che non vadano raccontare svuota di senso la strada comune.


1 Commento

Un anno, due anni .. E il terzo??

Tenendo conto che la casa nuova non e’ enorme, ed e’ già strapiena, cosa me ne faccio di questi?
L’oggetto uno, di legno e’ del Natale scorso della minina, il mega pony in peluches e’ arrivato quest’anno.
E il terzo anno consecutivamente i nonni continueranno a regalar cavalli, sempre più grandi… E perché no un bel cavallo vivo??!!!
In fondo basti pensare che … alla piccola i cavalli piacciono …

Alle volte anche i nonni migliori creano sovraffolamento… 🙂


Lascia un commento

Un signor …. Pane

Dopo un anno esatto dalla sua scomparsa, siamo riusciti a riordinare la paletta impastatrice per la macchina del pane.

Non era chiaro ne il “come” della sua scomparsa ne il “perché” fosse l’unica paletta in riordino dal 13 gennaio 2010. E con le spese di trasporto mi e’ costata quasi come una intera macchina, del pane, nuova.
Da qui e’ partito un delirio familiare in tema di autoproduzione alimentare e di autarchia consumistica (di mio prefeteirei parlare di anarchia e di disingaggio dalla gdo).

Come già detto per il riscaldamento si va a stufa, almeno per ora, e la legna la procura il nonno della creaturina. Quindi siamo a costo zero e a km zero, lui come un vero boscaiolo del Arkansas si procura enormi tronchi, li taglia e riduce in pezzetti atti alla stufa!

Le farine sono macrobiotiche e comprerate dai macrobiotici che hanno il puntovendita, qui, al paesello. Anche qui siamo a basso impatto ambientale e kilometrico.

L’uomo di casa pressa anche per la macchina del tofu e quella per fare la pasta, così da disincentivare l’uso di latte vaccino, e avere pasta e biscotti casalinghi.

Poi vorrebbe anche passare alla produzione marmellatiera.

Detto ciò non so se riuscirò a sopportare cotanta autonomia dal mondo dei consumi, o forse si, basta che non mi comperi un telaio per farne lenzuola e camicie…

La riflessione invece che mi piace tenere qui e’:

la possibilità come la tecnologia riesce a permetterci alcune piccole scelte, che ci migliorano la vita, qui nella casa nuova e  in un paesello tutto sommato (per i miei standard milanesi) lontano e disperso nella “piattura” padana.
Ovvero Internet, il mac e il ponteradio a 2 mega per i contatti con il Mondo, per il lavoro di entrambe, per una serie di acquisti (libri, tecnologia di piccole dimensioni, libri, alimenti bio conservabili, detersivi e co.)
Il wireless.
Le attrezzature tecnologiche per la produzione di cibo, dalla macchina del pane in poi…
Insomma la possibilità di smacchinare meno ma soprattutto per il cibo, pe riuscire a raggiungere una migliore qualità degli alimenti,

… che quaggiù anche il pane riesce ad essere una roba asciutta, secca, sbriciolosa, pallida, incolore e mediamente insapore. Sara’ la nebbia o la ‘piattura” della pianura.


2 commenti

Una signora … Stufa

E’ questa.
Troneggia a centro casa, scalda 5 stanze e si permette di render inutili (per ora) i caloriferi.
E sono soddisfazioni.
Ma io auspico un futuro anche un poco fotovoltaico o robe simili…
Mi immagino il gusto di vender energia a Enel …
Ok la foto non le rende onore. In realtà e’ più glamour ed e’ una tipa molto calda!!


4 commenti

Tristi ribelli in casa…

 

Casa fredda e spoglia. Nel semiazzuro autunnale, fuori casa, l’acero splende di foglie arrossate, e l’altalena, i giochi della minina attendono.
Le stanze sono oramai quai vuote, una lampadina, qui c’è, ma ne mancano su un altro soffitto. Ci si vede ben poco, ammetto.
E’ tutto spalmato di tristezza, restano le ultime cose, le meno necessarie, le meno curate, senza nemmeno una scatola attorno che ne motivi l’esistenza.

Ci sono delle scatole in cantina, tutte fiere e ben sigillate,  recanti scritte – chiare – relative al contenuto. Saranno le ultime ad esser portate via, ma sono sicure della loro identità.

Mentre i mucchi sparsi delle cose, le meno utili, sostano penosi.
Alla fine devo portare via anche “quel” maledetto groviglio di abiti, ieri gli uomini di casa hanno portato via gli armadi. E i vestiti, sulle grucce, sono stati “posati” su un teli.
Si devono esser risentiti della trascuratezza, così le grucce si sono tutte avvinghiate le una alle altre, e il Mucchio riottoso e’ oramai ingovernabile!

I maglioni insieme agli abitini estivi, metalli e stoffe delicate, si impigliano e impicciano.
Raccolgo l’ammasso, ormai informe e indefinibile, e mi avvio fuori dalla stanza. Le grucce si inerpiano, nervose, agli stipiti, alle ringhiere della scala, alla porta di casa, e si incastrano nell’entrare in macchina.
Offese per la mancanza di cura o maldisposte davanti al trasloco, comunque sia dimostrano anima e ribellione.
Alla fine la malinconia del trasloco mi ha raggiunta…


3 commenti

Cambio casa: sadismi estetici ed architettonici…

La casa che sto lasciando: e’ “solo” una di una lunga serie di abitazioni, nove per la cronaca, ma e’ quella che non sono riuscita ad amare. Non provo alcun rammarico o gratitudine nel lasciarla. Per 4 anni mi e’ stata antipaticissima e non lo sapevo, colpita una irritazione endemica&epidermica&motivazionale, che non comprendevo.

Adesso mi posso permettere di capire il perché di tanto fastidio.

E’ troppo “marron”, sa-l-cavolo quale delirio ha afflitto i padroni nel volere tanto “marron” spiaccicato in giro (e non dico marrone ma ” marron” nome antiquato per colori vecchi). Infissi, porte, pavimenti tutti si esprimono nelle infinite varietà di questo colore.

In cucina, sul pavimento, impera un beige color cervello, che vi lascio immaginare. In due camere le piastrelle simulano, malamente, un parquet di legno. La sala e’ piastrellata da un delirio di fiori marron ocra su sfondo cervello: una vergogna per gli occhi. Anche la terza camera si espone nel suo delirio floreale, ma almeno non comprende il famigerato color cervello.

Ingresso, scala, primo piano sono circonfuse di marron-marron-marroncino-nocciola-castagna-testa di moro=marron di una boiserie che pretende di assomigliare alle venature del legno, ma, in rilevo.
Stante la scarsità di luce, argutamente, pensata nella zona ingressso, l’entrata fa molto catacomba o antro di Dracula.

La bizzarria locale (ne faro’ un post ad hoc) vuole che le porte delle abitazioni sfocino direttamente sulla strada. Quindi anche qui, la casa – unifamiliare su due piani – possiede un uscio che immette direttamente sulla strada, senza interfacce come cancelli o simili. Tale uscio non e’ illuminato la sera e non possiede un tettuccio protettivo, in modo da assicurarti una doccia integrale quando piove – la sera- mentre puoi “comodamente” tentare di centrare, per minuti, il buco della serratura senza vederlo. Meglio se hai un bimbo piccolo in braccio.
E’ ovvio che la porta che da sul giardino e’ illuminata e dotata di una tettoia adeguata alla bisogna.
Ma forse era una casa di lego che, in mancanza di istruzioni, hanno montato al contrario??? Saperlo….

Poi…Essendo stata progettata per accogliere i genitori anziani dei proprietari…e’ stata dotata di innumerevoli barriere architettoniche: scalini alti e scivolosi, porte strette per gente magrissima ….
Cosi si trovano sono scale e scalini in ogni dove, per entrare, uscire, andare in camera, in bagno.
Ovviamente il terreno limitrofo avrebbe reso possibile la costruzione di una casa su meno livelli., ovviamente.
Comunque tale “comodita’ “, fatta a scale, risulta impagabile anche se siete in possesso di bimbi piccoli (aiuta la neo madre a recuperare il peso forma in tempi brevissimi: con una media di 20/30 salite al gg .. Se ne consiglia l’uso assiduo prima – durante e dopo i pasti).
La faccenda si risolve così porta bimba, recupera bimba, metti pannolino, togli pannolino, lava e stendi body, stira body, fai letti, scendi a cucinare, torna su a cercare il ciuccio, il libro della figlia grande, torna a dare il cibo alle gatte, sali in bagno, corri giu’ in cucina, vai a vedre perchela bimba a nanna si lamenta …. Etc etc

Ecco poi, nessuno sconto alla vostra pazienza, c’è la faccenda cucina… !!!
Potendo fruire un locale di 6,60 mt per 3,50 circa e’ stato ricavato un “angolocottura” (!!!) microscopico e scomodo, molto scomodo, persino scomodissimo.
Dove non si riesce a preparare il cibo e cuocerlo richiede doti da fachiro. Il sadismo architettonico si sfoga in zona lavello dove in 116 cm stanno: 60 cm di mobile lavandino e il calorifero: chi lava i piatti deve essere giovane, atletico, non soffrire di lombalgie, per incastrarsi con eleganza nei 36 cm residui. La cosa esita bene .. patto di non essere sovrappeso, anziano, gravida o con pupi in braccio. Appunto!

Mi si e’ accusata di mancata gratitudine verso la casa. Manno’ ce l’ho solamente con il geometra che l’ha progettata priva di grazia e di cura, senza pensare “a chi” era destinata (e ai bisogni di gente anziana, come se uno avesse 25 anni a vita) e poi mi dovevo liberare dell’orrore davanti al senso estetico malvagio …. del marron!!!


2 commenti

L’omo e’ ‘na beeestia….

Lavori di ristrutturazione casa:
Sto verniciando gli infissi di porte varie, sul pavimento sono disposti scotch di carta e fogli di giornale… Ovviamente macchiati di vernice fresca… (se vernicio e sono li’ presente con un pennello infilato nel barattolo e poi lo passo sul legno e’ evidente che sto VERNICIANDO)

Passano tre uomini, un compagno (mio), un suocero e un amico di famiglia, a vedere i lavori di casa; e restano del tutto inconsapevoli della vernice fresca, del secchiello e del pennello, e quindi passano sulla vernice, macchiando il pavimento limitrofo.

Non ho parole. 🙂
Pero’ un po’ me lo chiedo…..