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Donne, buone prassi, socialnetwork: l’esempio di Donne Pensanti e di Working Mothers Italy

Come è successo con l’intervista doppia a Flavia Rubino e Giuliana Laurita di The Talking Village e come era nelle mie intenzioni dopo il 21 luglio 2011, procedo con la mia ricerca di buone prassi, e di come alcune siano riuscite a bucare la rete entrando in una realtà che crede e che cerca di costruire alternative, innovazione e possibilità.

In questo senso avevo chiesto una intervista doppia alle ideatrici e conduttrici di due socialnetwork – su piattaforma ning – che potessero aprire le danze. Ma la gestione del tempo non sono mai così precise, e le interviste arrivano oggi.

Francesca Sanzo per Donne Pensanti

Maria Cimarelli per Working Mothers Italy

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prove tecniche di trasmissione – da #donnexdonne a “le nuove professioni delle donne” …. e poi?

da #donnexdonne, passando per il mom camp …  fino “le nuove professioni delle donne” e poi?

UNO

E’ una domanda cui sono stata condotta e dallo sviluppo del gruppo, e da quel suo ostinato non cessare, dal suo continuare a produrre idee e progetti … ma arriva anche da alcune questioni dubbiose, impertinenti, ostinate che “insistono” a sottolineare come la questione femminile non rischia di non andare da alcuna parte se non diventa questione di genere,  abbattimento degli stereotipi, siano quelli si più pelesemente offensivi del corpo delle donne, come quelli altrettanto svilenti dell’intelligenza o dell’indentiità maschile, (cosa che avviene in modo più delicato o subdolo).

Il problema si fa tanto più evidente ragionando in termini educativi, e io lo faccio. Un pò anche solo perché mi “tocca” come operatore, e come madre o perché il mio compagno – maschio – me lo fa notare!

E quindi come si può continuare a dire che i modelli femminili sono sviliti e svuotati di senso, reificati e insipiditi senza – prima o poi – arrivare a riflettere sul fatto che avviene lo stesso per quelli maschili?

Mi sembra che certa comunicazione televisiva, pubblicitaria, politica, lo mostri esponenzialmente, dove l’appiattimento genera “mostri” esattamente come succede il vuoto della ragione. Uomini – diventano – bamboccioni (belli, sexi, scemi), politici – diventano – facilmente corruttibili, latinlover restano annegati nei profumi ma innamorati di un auto. Diventa poi difficile andare oltre, vedere altro, cercare ancora.

Non è inevitabile pensare a cosa succederà con i bambini (maschi), gli adolescenti, i ragazzi, cioè con i maschi che staranno di fianco alle nostre figlie femmine, che magari saranno state sensibilizzate o educate alla dignità di genere?

Come facciamo se il dialogo tra i generi non inizia oggi guardando un oggetto comune, seppure da visuali diverse che possono anche – in alcuni punti o in molto intenti -corrispondere?

DUE

Allora che ne è del senso di donnexdonne .. se l’oggetto sono i generi (per non dire delle buone prassi)?

Forse il bello, e bello lo è per me, del movimento web (siano essi i blog, i social etc) è osservare l’uscita delle donne dalla privatezza di alcune questioni, cercando una possibilità di incontri allargati, un contagio di idee, una capacità (in via di maturazione) nel riconoscere quei bisogni sempre più comuni, e che impongono la ricerca di risposte.

Trovo stimolante l’allenamento alla discussione, che risponde ad una pluralità di possibilità: impegno civile per alcune, politico per altre, più riflessivo per altre ancora. Insomma web come “buona” prassi per allenarsi ad una comunicazione che non è privata, ma pubblica, che non è figlia del parchetto sotto casa, che non è la lamentazione tormentosa di genere.

Ma questo solo è un passo, le varie primavere arabe hanno mostrato in modo davvero potente l’impatto comunicativo di uno strumento mediatico “debole”, (twitter/fecebook etc) anche se usato da soggetti apparentemente deboli, senza voce, o con una voce economicamente meno potente.

La domanda successiva che resta è: e poi, cosa fare poi, dove guardare, verso quali orizzonti?

TRE

Allora andremo a Bologna (con Stefania Boleso), come voce del gruppo #donnexdonne, e forse racconteremo della possibilità comunicativa dei socialnetwork che abbiamo sperimentato, delle donne, delle buone prassi che si cercano, ed è faticoso trovare.

Qualche riflesso di questi pensieri credo sia stato collocati anche nell’intervista che Mara Cinquepalmi ci ha fatto.


1 Commento

Cosa fatta … capo ha!

I lavori estivi e molto zen della casa stanno terminando ma intanto la scrittura si è esternata qui e la, soprattutto le avorativamente parlando.

Faticacce indubbie, ma son soddisfazioni.

Donne Pensanti: il magazine e il mio primo articolo

Ho messo mano anche a questo 

Mamme Acrobate: pensieri scolastici

Per finire c’è un altra idea un pò folle ma merita un articolo a parte.


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Tra SNOQ e #donnexdonne

A Siena c’erano twittamiche vecchie e nuove conoscenze. L’evento l’ho seguito così, ritwittando come potevo, tra le incombenze del week end, tra una occhiata saltuaria alla Timeline e  le faccende della mia allegra famigliola in giardino.

Poi ieri in rete ho trovato qualche retropensiero interessante che provo, in breve ad intrecciare qui, con le mie sensazioni.

E link quindi :

Giovanna Cosenza

Francesca Sanzo

Ipazia(è)vviva

Voci diverse, è indubbio. Inoltre aspetto altre riflessioni che arriveranno da altre amiche, che troverete già forse oggi o nei prossimi giorni (gruppo facebook #donnexdonne) …

La mia sensazione, che corrisponde anche ad una restituzione che spesso mi arriva dalla compagine maschile persone stimate per intelligenza e capacità di analisi critica, è quella che spesso vede le donne a raccontarsi della rete che stanno facendo, ma non riuscire a delineare le prassi che emergono nel costruire rete. E invece è proprio questo lo snodo, raccontare come si progetta, cosa si progetta, quando lo si agisce, lo si verifica .. rende questo modo di fare le cose la possibilità di mostrarla, di proporla, e implementarla anche in altre realtà. Se è vero, e non ho dubbio, che le donne fanno (e non solo sanno fare) è ora che si cimentino anche nel mostrare e insegnare come si fa.

Per questo la rete è sostanziale, tanto per il potenziale di diffusione che rappresenta, quanto per essere un luogo di possibile co-progettazione, di condivisione di informazioni/saperi/progetti.

Ho saputo, via twitter, da due amici: “una direttrice di banca che ha raccontato che le agenzie dirette da donne siano statisticamente più attive/ricche”, e non appena riesco cerco di pubblicare i dati (che uno dei due forse riuscirà a estrapolare e fornire); questo è un modi di capire qual’è lo stile femminile che determina alcuni modi diversi di agire, e diversi esiti. Quali culture soggiaciono, nei luoghi, in cui le donne riescono a portare un diverso contributo al lavoro, alle politiche, alla cultura, agli stili familiari.

Mi sento di condividere una riflessione con Giovanna Cosenza, come nel post citato, “Che molti discorsi – troppi, per i miei gusti – contenessero tante dichiarazioni di principio, slogan, racconti personali e collettivi, ma tutto sommato poche proposte concrete, liste di cose da fare, obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine. Negli anni Settanta il movimento femminista italiano vinse – non da solo, assieme ai partiti e agli uomini – su obiettivi concreti come l’aborto e il divorzio. Poi svaporò. Per non fare la stessa fine ci vuole un’agenda di obiettivi precisi e concreti, subito.”

Quindi pensieri e prassi, e condivisione, sono il primo passo.

Aggiungo solo due/tre altre considerazioni, davvero a pelle, sul SNOQSiena mentre seguivo la giornata via twitter ho sentito fastidio quando sono apparse le solite voci della politica (pure apprezzando le singole voci di destra e di sinistra, e l’organizzazione che ha saputo contenere tutti gli interventi entro i 3 minuti; scelta che sento come molto democratica). Ma resta il (mio) bisogno che a raccontare siano ora altre voci, non le stesse, non le solite, che le voci siano più polifoniche; sarà che oramai la rete mi ha abituato/insegnato che il valore delle persone è molto più diffuso, e non sempre corrisponde con i centri di potere.

Infine resta, grazie anche agli articoli citati, la sensazione di una pluralità di voci, che sembra concentrarsi su un punto: occorre passare ad azioni plurali, piccole e grandi, condivise (se non nelle logiche nella capacità di accogliere in un comune orizzonte di senso), in rete e nella propria vita, in piccoli gesti, o nelle manifestazioni, nel lavoro. Qualcosa che non è sempre necessariamente figlio di una regia dall’alto, ma sembra comunque funzionare in modo coordinato, auto organizzato.

E questo “occorre” non indica più qualcosa che si farà, ma qualcosa che è già in azione.

Almeno questo è il mio pensiero.


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V come vanità, visibilità, vergogna, valore, vicinanza @DonnePensanti

Ecco, me ne ero dimenticata, invece le cose si ripresentano alla porta e bussano!

Toc Toc…. siamo le storie, le cose che hai detto e siamo tornate.

Porc, acc …..

Ecco è uscito il pdf di questo:

Volume autoprodotto

Svegliatevi bambine: voci dal pluriverso femminile.

C’è dentro una “cosa” che ho scritto, e che è stata anche letta in uno spettacolo teatrale a tema.

E’ frutto di un lavoro collettivo di scrittura e del lavoro concretissimo di Francesca Sanzo, Silvia Cavalieri (editing), Stefania Prestopino e Marcella Mastrorocco (grafica e stampa).

E’ figlio della voglia di “fare testo” delle donne.

E’ un opera collettiva, corale, piena di luci e ombre. Luci accecanti ed ombre che permettono di riposare.

 

Sono felice di essere lì, tra quelle voci, vorrei godermela. Eppure sento la spinta contraria che sfotte la mia vanità. Che palle!

Ma quando si fa pace con la propria visibilità e amicizia con il pudore, e si tiene a bada la parte esibizionista di se, e la si usa senza menate e senza eccesso?  (e non è una domanda retorica)

Acc!

acc!

acc!




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Amiche di tastiera, sodali, cose da leggere, dubbi e politica. Ovvero colto in rete!

LGO spiega con leggerezza pesante, o pesante leggerezza il futuro della scuola:

15 settembre 2010
Primo giorno di scuola.
Il Prof entra nell’aula con passo deciso, si dirige in fretta verso la cattedra e alza le braccia in segno di saluto. Abbassa il sinistro, tende il destro.
Chiede silenzio ai primini intimiditi ed eccitati.
– E’ un grande onore per me darvi il benvenuto in questo liceo, il più grande della città. In questi pochi anni da che sono qui abbiamo ottenuto grandi successi.
Il tono sale.
– Abbiamo lucidato lo scalone all’entrata dell’edificio.
Mormorii di approvazione
– Abbiamo selezionato dieci ragazze per il reality La scuola perfetta.” Segue qui

Extra mamma sta per pubblicare un libro

Donne Pensanti e Genitori Crescono si propongono di rivoluzionare Il curriculum vitae, pensando che anche il diventare madri e padri incentivi le competenze, che portiamo sul lavoro. Per me in particolare la sfida riguarda le donne, già molto discriminate nelle possibilità di lavoro e ancora di più dopo la gravidanza.

Ancora del morire, ma detto con tanta leggerezza ed ironia (e amore per la vita e i vivi) che quasi quasi ci faccio un pensierino:

Ho superato i quaranta, ho marito, figli e mutuo, e non è mai troppo presto per decidere di un paio di cose fondamentali nella vita. No, non mi metto a fare testamento, che è una vita che ci diciamo che dovremmo e prima o poi ci tocca.

E so che gli italiani per scaramanzia a queste cose preferiscono non pensarci finché non è tardi e tocca agli eredi scannarsi per 20 anni.

Oggi però vorrei comunicare un paio di cose che mi piacerebbero o non mi piacerebbero per il mio funerale. Così, tanto per capire quello che voglio dalla vita. Poi se nulla di tutto ciò accadrà, non è che a quel punto possa importarmene molto, ma magari per pura tigna mando i mazzamurielli a tirare i piedi ha chi ha disavvenut …” Il resto lo leggete da mammaamsterdam

ED infine qualcosa di curioso trovato su faccialibro (facebook):

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201003articoli/53641girata.asp = Pessimismo della ragione?
C’è l’ottimismo della scienza

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/03/30/repubblica-e-i-colori-dell-ipocondria = siamo tutte ipocondriache!!?

e buona giornata a voi!