PONTITIBETANI

Zone Temporaneamente Autonome


Lascia un commento

L’eredità di zia Pina

Tutti dovremmo avere una zia Pina. Una lontana parente, magari nemmeno mai conosciuta, in tal modo che alla sua dipartita non se ne abbia a soffrire. Vecchia zitella, acida e ricchissima, che avendo vissuto una vita in micragnaggine totale, ci lasci eredi di una immensa fortuna.

Così che espletate le esequie, esvolte le incombenze ereditarie da noiosi e annoiati notai  … si passi rapidamente alla consumazione veloce del patrimonio.

Perchè così deve essere. Come direbbe mia figlia, si va allo sciallo totale. Si va a fare shopping e si sistema un pò la casa. Tanto non sono soldi guadagnati, ma ereditati. Frutto di una fatica altrui.

Ecco la listina della spesa …

  • un ascensore ultratecnologico che viaggia alla velocità di sette metri al secondo
  • tre pouff con struttura portante in acciaio cromato lucido, i due divani con rivestimento sfoderabile in ecopelle (12mila euro)
  • comodino del letto, con struttura in legno massello di rovere e le nove sedie per la sala da pranzo (seimila euro) Continua a leggere


3 commenti

imperativi e allergie …

premetto che l’idea del

Fa’ la cosa giusta!

mi piace davvero e spero di riuscire a farci un salto, quest’anno.

Ma proprio quel “fà”  appiccicato a “giusta” …  mi sta dando noia.

Lo sento troppo imperativo, troppo impegnativo quel:” tu fai”, ma chi io? ma non faccio abbastanza, non faccio “giusto” ?…

Perchè quest’anno (crisi economica docet) quel fare non è sempre così facile, e molto relativo a possibilità limitate e vincolate.

Vale a dire non ci si permette più l’intera spesa al supermercato del biologico, per esempio.

Ma poi ci si dice che quaggiù al paesello la (non) connessione tra mezzi pubblici trasforma pochi  km in una epopea da far west se non ci si muove in auto. Vi fugurate arrivare a Milano?

Così usi l’auto e non fai la cosa giusta.

Le verdure bio ce le dà la suocera. Faccio la cosa giusta.

Uso l’auto a gpl, mezzo punto scarso per il gpl e 10 punti meno per l’auto. Faccio una cosa quasi giusta.

Siamo vegetariani, 2 punti a favore. Faccio una cosa giusta.

Compero gli abiti ai centri commerciali (costano meno), 2 o tre punti meno. Non è la cosa giusta.

(non proseguo a fare lo scanning della mia vita ma si capisce subito che qui la coerenza assoluta fatica a uscirne sana).

Siamo un pò ciatroni, noi, non facciamo la cosa giusta!!

‘azz.

E’ una vita che tento di capire cosa sia questo aggettivo “giusto” che mi perseguita.

In ogni caso perchè non dire “facciamo la cosa giusta”, collettivizzando questo impegno, rendendolo un dovere collettivo, un imperativo collettivo.


10 commenti

cambio casa .. strategie di crisi.

stupefacente.

non nel senso di sostanza chimica atta al generare stati di coscienza alterati.

niente affatto.

solo che la crisi economica si sente anche qui e genera un sacco di downshiftig (qui c’è da leggere come se ne ragiona su donne pensanti e qui)

ma la crisi affonda le sue dita gelate e sgradevoli, offrendo esiti imprevisti.

cambieremo casa, andando a vivere nella casa dei nonni del mio compagno, cioè ad una parete di distanza  (10/15 cm) dai suoi genitori, che nell’iconografia ufficiale sono anche i miei suoceri e i nonni della minina.

essendo io e l’uomo di casa due proverbiali teste dure (mi astengo per decenza dal nominare meglio il nostro stile di teste di rapa), più abituate all’anarchia nella sua deteriore definizione, alla completa indipendenza, alla assoluta autonomia, al totale monopensiero che la cosa sembrava non solo strana ma anche improbabile.

la crisi, un lutto e qualche altro principio alchemico intangibile ci ha messo in testa qualcosa di nuovo, la possibilità di contare sulla rete, sugli affetti, sulla solidarietà, su un immediato risparmio e che contiene anche una prospettiva futura di sostegno verso i suoceri, che prima o poi invecchieranno.

rinunciando, certo, a quella indipendenza totale che vorrebbe essere la priorità necessità di una relativamente giovane famiglia …

l’esito immediato è stato un senso di liberazione e di maggiore stabilizzazione  a livello di coppia. come se ammettere che non siamo così del tutto indipendenti avesse attivato un circuito di affetto e sostegno più efficace.

ci aspetta la prova dei fatti, ma l’esito immediato è buono.

se la crisi ci permette di ri-sitematizzare i valori che danno forma alla nostra vita e stare paradossalmente meglio forse non va rigettata in toto, ma accolta (non subita) per quel che comporta.


Lascia un commento

crociate e testimoni

oggi in radio si parlava delle conferenza clima di copenhagen.

molti (ma non tutti) gli interventi degli ascoltatori sembravano caratterizzati dal fervore evangelico di certi testimoni di geova, si andava dalla forme aulica della poesia dedicata all’inquinamento climatico, a certe ansie da fine del mondo, a certe propensioni moralizzatrici di vegetariani incalliti o ex fumatori (categorie alle quali – queste due ultime  – mi vanto di appartenere).

dunque parliamo di clima? parliamo del proprio impegno necessario per contribuire al miglioramento globale?

si? ma allora cosa serve l’apocalisse, il delirio e il fervore?

non sarebbe meglio partire dal pensiero e dalla diffusione delle informazioni sulle buone prassi che potremmo imitare o pretendere dei politici e dai nostri amministratori, o da noi stessi?

perchè l’apocalisse non mi sembra il modo migliore di attivare il pensiero. o forse si ….

(buone prassi http://www.comuneditorraca.it/start.html http://www.p41.it/5557/esempi-di-comuni-virtuosi-al-comune-di-torraca/ comune a basso impatto ambientale)