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un (altro) blog …

fatto solo  di immagini e foto: eccolo 

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Ascoltando le conchiglie – img

Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.

Giovanni Verga

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tre corpi attorno al cor ….

Milano.

Ore 11.00 circa – ore 11,05

Primo cartello pubblicitario – pensilina del tram:

foto di giovane uomo, bello, aitante, muscoloso, evidentemente nudo ma in posa seduta (e con discrezione non si vede la nudità ma la si evince benissimo). Indossa solo occhiali. Chiude il cartello il nome dello stilista. (chissa cosa voleva vendere?)

Secondo cartello pubblicitario – lampione accanto a rotaie del tram:

foto di giovane donna, bella, sexy, indossa abiti come se si dovesse spogliare. Nome della marca di abbigliamento.

Terzo cartello pubblicitario – lampione su marciapiede:

foto di giovane donna, bella, sexy, indossa biancheria intima come se si dovesse spogliare. Nome della marca della biancheria.

 

Terzo cartello pubblicitario – lampione su marciapiede:

foto di giovane donna, bella, sexy, indossa biancheria intima come se si dovesse spogliare. E’ il cartellone del MIsex! 

Alla buonora: una pubblicità che pubblicizza solo il suo prodotto, con coerenza.


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Fotografia, arte, creatività, disabilità, immagin-azione e storie personali

Domenica 17 aprile 2011 sarò qui a festeggiare il Circolo Fotografico Cizanum; fondato 4o anni fa, insieme ad un manipolo di amici, da mio padre.

E’ una storia di fierezza, amore filiale e di apprendimento, apprendimento che mio padre non sapeva di regalarmi.

Il fatto è che la fotografia ha costellato il mio sapere, inconsapevolmente e indelebilmente orientando il mio sguardo; da piccina, aspettavo il sabato mattina, per guardare le riviste di fotografia comperate da mio padre, che stavano lì lasciate sul divano, e non ancora sfogliate … Anche nella libreria di casa erano raccolti molti libri che sfogliavo e ho risfogliato per anni.

Curiosa e attratta dalle immagini.

Una magia infinita.

Viva ancora oggi.

La fotografia, le immagini fanno oggi parte del linguaggio che uso e scelgo per i miei blog, immagine e sguardo rappresentano la mia comunicazione, fa parte della ricchezza espressiva che cerco ovunque.

 

Una altra parte della mia fierezza filiale va anche al fatto che mio padre ha portato, altra innovazione molto “social” della sua vita, la fotografia in un luogo atipico (allora) ovvero in mezzo agli abitanti di una vera e propria cittadella della disabilità, città nella città dove vivevamo.

Ha “persino” messo le sue Olympus in mano ai disabili, li ha portati in giro a fotografare, li ha messi davanti a pinze e bacinelle in camera oscura.

Mi ha insegnato a meticciare i saperi e non avere paura delle mescolanze.

 

Oggi io lavoro, spesso, nei luoghi e nei servizi della disabilità.

Ho imparato anche quello, mettendoci di mio l’educazione, la corporeità e la meraviglia dello sguardo.

Sono sempre stupita della potenza espressiva dei corpi, della loro ricchezza inesausta mai davvero fermata dalla disabilità. Basta imparare a guardarla.

In uno dei luoghi dove lavoro mi affascina ogni volta per la bellezza espressa dai quadri che vengono prodotti nell’Atelier di pittura, per la ricerca espressiva non banale, e la ricchezza cromatica.

Ho scoperto che anche loro fotografano, e non solo fanno un laboratorio interno che si chiama “Kalòs” .. ma organizzano da 4 anni una mostra di fotografia. Un meticciamento interessante, almeno per me, dove i disabili e il loro centro diventati esperti di sguardi, colore, immagini e bellezza diventano promotori di mostre e concorsi fotografici, come questo.

(ma di raccontare questa storia di fotografia e apprendimenti non ho finito …)

 

 

 


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Micro post 3: egocentrismo

La foto e’ una botta di egocentrismo, che peraltro educo a non fare/farmi troppi danni!! Ma e’ una concessione ai miei quasi 47 anni, e’ una foto che mi piace tantissimo anche se a 24 anni in realtà non ero così glamour.
E’ una foto bella perché ben fatta tecnicamente e ben stampata in bn, ma soprattutto capace di cogliere una parte bella della persona fotografata. Un istante, l’attimo, l’anima e/o la bellezza che tutti hanno ma non sempre parla da una immagine.

P.s. Sono riuscita a pubblicare la foto con una apps di iPhone che mi rende il blog in versione mobile, certo mancano tutte le mie “cose” e le foto devono essere leggerine ma la soddisfazione e’ la vera botta di egocentrismo!!

Come disse kiriku’: “ce l’ho fatta!!!”