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La notte della rete: sarà in diretta streaming

Qui la diretta streaming .. a seguire le info per fare la stessa cosa sul vostro blog.

http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf

Online video chat by Ustream

Di nuovo e’ Metilparaben mi da il la per procedere:

“Una delibera che li metterebbe nelle condizioni di rimuovere contenuti dai siti internet a loro piacimento.
Per evitare che ciò accada un nutrito gruppo di cittadini, associazioni in difesa del web, blogger, politici, giornalisti, artisti ed esperti si è dato appuntamento oggi, alle 17:30, a Roma, per manifestare il proprio dissenso e spiegare a tutti che razza di scempio sta per essere perpetrato.
Chiunque abbia un blog o un sito web potrà trasmettere l’evento in diretta streaming, semplicemente copiando e incollando il codice qua sotto:

<object width=”480″ height=”296″ classid=”clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000″>  <param name=”flashvars” value=”cid=5753450&autoplay=false&style=ub5D1719:lcCD311B:ocffffff:ucffffff”/>  <param name=”allowfullscreen” value=”true”/>  <param name=”allowscriptaccess” value=”always”/>  <param name=”src” value=”http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf”/>  <embed flashvars=”cid=5753450&autoplay=false&style=ub5D1719:lcCD311B:ocffffff:ucffffff” width=”480″ height=”296″ allowfullscreen=”true” allowscriptaccess=”always” src=”http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf&#8221; type=”application/x-shockwave-flash”></embed></object><br /><a href=”http://www.ustream.tv/&#8221; style=”padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #ffffff; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;” target=”_blank”>Online video chat by Ustream</a>

Istruzioni:
Blogger: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta “Modifica Html” e incollare il codice copiato.

WordPress: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta “HTML” e incollare il codice copiato.

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Tra carta e blog: ciò che un blogger deve sapere

Copio e incollo un interessante articolo di Silvio Giustizia (Fonte Comunità Digitali) che nella fonte originale contiene anche una ricerca decisamente intrigante …

“I blog hanno superato igiornali di carta per numero di lettori. Lo rivela una ricerca commissionata da LiquidaHuman Highway: i lettori abituali (4 volte alla settimana) di blog sono5.990.000 contro i 5.610.000 dei quotidiani cartacei. Tanto per capirci: un internauta su quattro legge abitualmente almeno un blog, una persona su dieci un giornale.

Un dato interessante alla luce del fatto che un anno fa i numeri erano esattamente invertiti. Tienti presente che a completare questo quadro ci sono i numeri delle persone che s’informano on line: i lettori di quotidiani on line sono 11.010.000 (+10% circa rispetto a un anno fa), mentre in generale sono 13.700.000 le persone che cercano informazione on line sui 25.500.000 di internauti italiani.

In pratica ci sono due milioni di persone che cercano informazione on line senza più affidarsi ai quotidiani. Al contempo, per quanto riguarda i blog, c’è da notare il calo d’interesse per quelli che si occupano di attualità, che oggi registrano 1.560.000 di lettori contro i 2.240.000 di due anni fa.

Cosa piace dei blog? Innanzitutto gli autori sono conderati più liberi (70% del campione) e secondo il 40% dei lettori offrono contenuti di alta qualità e utilità oltre a essere più affidabili quando parlano di politica. Anche se sei su dieci vogliono sapere chi sono gli autori dei blog che leggono prima di fidarsi.

Un ultimo dato interessante: alla domanda E’ successo qualcosa di importante, dove corri a cercare notizie? il 9.3% ha risposto su Facebook. Il 2,3% accenderebbe invece la tv. Allo stesso modo i motori di ricerca (53,4%) surclassano i quotidiani on line (28,6%)Tv, radio e quotidiani restano però la prima fonte di informazione (58%), mentre per l’approfondimento sono superati da motori di ricerca e siti d’informazione (63%).”

Altre cose che si muovono:

Associazione Blogger: un manifesto

Ogni altra aggiunta di lettura tematica sarà benvenuta …

Grazie

 

 


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Reti, acquisti, servizi, consapevolezza, marketing virali, mamme blogger e altre quisquilie non secondarie…

Vabbè .. è un post da smarronamento.

Imho.

Abbiate pazienza.

Anche per il titolo in stile Wertmuller !!

 

Il tutto parte dal fatto che … un signore cortese (un redattore), incaricato da una rete televisiva maggiore, mi invia una mail per il blog famiglia a strati chiededomi se ho fra le mani qualche famigliola ricostituita ma simpatica allegra e senza problemi, in perfetto stile cesaroni, che possa partecipare ad una trasmissione tv sulle famiglie ricostituite. Cortesemente gli spiego che non è cosa, e lui altrettanto cortese si scusa, spiegandomi che gli autori delle trasmissioni TV gli chiedon le più ben strane cose.

Per me la tv è troppo spesso un tritacarne emotivo e fatico a pensarmi in relazione con essa, quindi il mio diniego è ovvio. E poi non ne conosco molte (via blog), mentre ne conosco bene le fatiche connesse.

Ma la questione non è semplicemente la TV, media maggiore e decisamente ormai virato allo splatter emotivo.

La questione o una delle questioni “necessarie” per ragionare in modo consapevole, e lo dico come blogger un pò più consolidata non nella fama 🙂 ma nel numero di blog personali o collettivi gestiti e siamo a quota otto (mica pastina eh….!), insomma il nucleo è proprio la relazione che intercorre tra rete web, web 2:0, media e pubblicità.

In particolare guardo alle strategie che il mondo dei consumi (anche la tv è un mondo/modo/veicolo di consumo) e delle vendite/marketing.

Trovo, ovviamente legittimo che ognuno pubblicizzi e tenti di vendere i propri prodotti, lo fa il mondo dell’equo e solidale, lo fa il mondo del biologico, lo fa il mondo dei servizi sociali, la sanità. Magari cambieranno i modi e gli stili, ma credo che lo scambio delle merci e dei servizi, sia una attività umana sostanziale, e caratterizzata da una logica di scambio anche di relazioni umane.

Si tratta di capirne i dosaggi.

Ci sono una serie di progetti per i quali vendere prodotti e servizi è una attività umana, imperniata sullo scambio e la comunicazione, che veicolano uno scambio di saperi, oltre che di beni o servizi. In altri casi si finge che la comunicazione, e la relazione sia uno strumento per “ingabolare” l’altro e vendergli qualcosa anche in assenza di un bisogno vero e proprio.  Ma se capisco bene è “roba” diversa.

Capirete che leggere una cosa così lascia perplessi “

2.       sviluppiamo l’equilibrio fra valore aggiunto e offerte commerciali dedicate
3.       creiamo meccanismi promozionali capaci di toccare le corde emotive dei network
4.       adottiamo dinamiche di diffusione virale costruite sulle relazioni"

Aoè! Volete toccare le corde emotive dei network? Io sono in netwok e alle mie corde emotive ci guardo bene, e anche alla viralità ci guardo con grande e attenta curiosità e altrettanta istintiva diffidenza.

Mi piace che c’è chi dice che i mercati sono conversazioni, perchè la conversazione è un arte, uno scambio, una possibilità paritaria di ragionare sulla qualità, e trovo che sia un modo diverso dalla sollecitazione brutale dell’emotività (vi ricordate lo splatter tv su Avetrana, c’est la meme chose!).

Trovo che il web 2.0 vada usato per quello che è, possiamo anche fare finta che i network siano consumatori passivi (e lo siamo??) come quelli tv, ma a contro prova di questo io ho letto quell’articolo, io leggo e seguo le discussioni sulle mamme blogger “usate” come tester di prodotti*.

* Si, la famosa casa delle caramelle mi ha invitato a parlare delle sue caramelle.  Ho dato un altro diniego, sia perchè odio le caramelle che non siano la Golia (ehhehe), e perchè decido io su cosa ho voglia di parlare bene o male. L’ho fatto e lo farò. Non per virtù ma perchè sono una testaccia dura!

Breve lista link a discussioni interessanti o luoghi interessanti

Etichettati-ti ne parlano come mamme non ads, cioè che non vogliono la pubblicità ..

da Vere mamme se ne parla sia come “esperti” in materia ma anche no, è un esempio innovativo e ibrido di un contenitori sia di riflessioni sul “marketing”, ma anche sulla maternità e molto altro ancora … (non si puù sintetizzare questo “luogo”)

 

P.s.

Sto lavorando per un progetto nelle scuole, e i nostri consulenti alla “progettazione”, almeno per una piccola parte, sono i genitori. I quali sono stati coinvolto per aiutarci a capire se quello che vogliamo offrire (in questo caso si tratta del materiale informativo sulla scuola che i figli frequentano) è chiaro e comprensibile. Insomma la logica 2.0 comincia ad essere qualcosa che permea la nostra cultura, la possibilità e la volontà di scambio, comunicazione, interazione diventa un passaggio necessario. Spesso anche nei servizi (scuola, minori, disabilità) gli enti gestori si sono sensibilizzati all’incontro con le richieste dei fruitori, a volte chiamati in partnership a dare voce ai loro bisogni, per progettare in modo più efficace e rispettoso.


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Ecco perchè abbiamo bisogno della scuola pubblica

da una intervista fatta ad Umberto Eco – fonte WikiNotizie – c’è l’integrale dell’articolo

“Io ho fatto una volta una distinzione fra le cose che fan bene ai poveri e le cose che fan bene ai ricchi, dove poveri e ricchi non ha una immediata connotazione in termini di danaro, ma in termini, diciamo, di evoluzione culturale… Diciamo, un laureato è un ricco, un analfabeta è un povero. Ci può essere ovviamente un costruttore edile che è un povero e un impiegatuccio che è un ricco.

Allora, la televisione fa bene ai poveri e fa male ai ricchi: ai poveri ha insegnato a parlare italiano, fa bene alle vecchiette che son sole in casa. E fa male ai ricchi perché gli impedisce di andare fuori a vedere altre cose più belle al cinema, gli restringe le idee.

Il computer in generale, e Internet, fa bene ai ricchi e fa male ai poveri. Cioè, a me Wikipedia fa bene, perché trovo le informazioni che mi sono necessarie, ma siccome non mi fido, perché si sa benissimo che, come cresce Wikipedia, crescono anche gli errori. Io ho trovato su di me delle follie inesistenti, e se qualcuno non me le segnalava, avrebbero continuato a restare lì.

I ricchi sono coltivati, sanno confrontare le notizie. Io vado a vedere la Wikipedia in italiano, non sono sicuro che la notizia sia giusta, poi vado a controllare quella in inglese, poi un’altra fonte, e se tutte e tre mi dicono che quel signore è morto nel 371 d.C. comincio a crederci.

Il povero invece becca la prima notizia che gli arriva, e buonasera. Quindi c’è per Wikipedia, come per tutto Internet, il problema del filtraggio della notizia. Siccome conserva tutto, sia le notizie false che le notizie vere, mentre i ricchi hanno delle tecniche di filtraggio almeno per i settori che sanno controllare. Se io devo fare una ricerca su Platone, individuo immediatamente i siti scritti da un pazzo, ma se devo fare una ricerca sulle cellule staminali, non è sicuro che possa individuare il sito sbagliato.”

Ecco io vorrei che i miei e i nostri figli fossero “ricchi” e non “poveri”