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Cosa fatta … capo ha!

I lavori estivi e molto zen della casa stanno terminando ma intanto la scrittura si è esternata qui e la, soprattutto le avorativamente parlando.

Faticacce indubbie, ma son soddisfazioni.

Donne Pensanti: il magazine e il mio primo articolo

Ho messo mano anche a questo 

Mamme Acrobate: pensieri scolastici

Per finire c’è un altra idea un pò folle ma merita un articolo a parte.

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Sessant’anni di strati

Strati di vernice, intendo! Sessant’anni – più o meno – sono quelli che indossa questa nostra questa casa.

Da una settimana vado di sverniciatore, pennello, raschietto, paglia di acciaio, cartavetrata (significativa la presenza di olio di gomito). Oggi finalmente ho aggiunto la prima mano di cementite, su una porta restituita alla sua prima natura, il legno.

I lavori manuali son così: viaggi nelle storie delle cose, degli oggetti, e nella vita.

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gli ultimi bagliori, polvere e saluti – 1

Ultimo giorno di trasloco.

Ho selezionato le carte degli ultimi 14 anni di lavoro, squadernato quaderni, strappato fogli, svuotato raccoglitori. In cantina, tra cumuli di polvere e sacchi neri.

Ho fotografato lo splendore dell’acacia, lì nel giardino della casa vecchia, dove lasceremo anche il prugno piantato alla nascita della piccolina, la lavanda, una enorme ortensia, e il cespuglio di natale del mio compagno. Il suo primo approccio amichevole al natale.

La piccina è stata concepita lì, ed è lì la sua prima casa. La grande si dispiace nel lasciarla, ma non so quali legami abbia intessuto con quella casa, forse c’è la fatica di cambiare case, di temere i mutamenti; ci starebbe.

 

Stamattina l’emicrania feroce ha accolto la giornata dei morti. Alle volte il caso è bizzarro, sarà la sincronicità.

Piove, piove, piove, le foglie cadono, è il giorno dei morti, è l’ultimo giorno per lasciare la vecchia casa ….

Il malditesta che picchia mi ha fatto sentire una paura, stupida, umana, normale ” … e se morissi” … con tutte queste cose da fare, con una figlia troppo piccola, con una casa troppo nuova, con una figlia troppo adolescente, con una nuova vita tutta da mettere insieme con m. il mio compagno. Sarà il giorno, sarà che buttare via anni di lavoro sotto forma di carta, parole, pensieri, documentazioni, mette in luce ciò che resta: i ricordi ….


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Micro post 6 – metti la cera, togli la cera..

Il maledetto muro resiste, con la sua pittura trentennale alla plastica, a spatole, cannello, phon, 100 gradi, sverinciatori vari .. E anche l’olio di gomito esita ben poco!
Così e comunque si deve grattare, grattare, grattare..
Ottimo esercizio di pazienza, e’ indubbio.
Sara’ anche il cambio di casa che induce a fare qualche riflessione di sistema… Oppure sara’ la crisi di mezza eta’ (intravedo la quota 47 anni) … Oppure qualche acciacchetto e malessere che non mi spiego e che insinua …

Insomma pezzi di vita nuovi, e luccicanti, e malesseri atavici si mescolano, mentre grattugio quel vecchio muro, paure e gioie, vengono giu’ con l’intonaco che appartiene a vite altrui.

Non vedo l’ora che una nuova pittura definisca i muri e sancisca la ripulitura della mia anima…

P.s. Grazie a Monica S. per gli spunti sui lavori di casa quali ripulitura dell’anima e a Graz per quelli sulla paura dell’invidia degli dei ….. Appena posso linko…