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Twitter and so on

Fonte #Mai:)Content

Una riflessione piuttosto significativa, a mio avviso, anche per chi si occupa di educazione. Twitter fa parte di una una modalità comunicativa che fonde testo e oralità, e fa parte di un mutamento culturale, che si esplica anche  nelle modalità di trasmissione e  di insegnamento del sapere. Nonchè di co-costruzione del sapere.

Dicesi interazionale.

Posting in progress … (si può dire?)

Le vostre eventuali aggiunte saranno benvenute

Altre simpatiche digressioni su Twitter e socialnetwork le trovate qui e sebbene introducano altri sguardi, permettono di vedere  l’uso dei socialnetwork  e le modificazioni ad esso connesse. Web Conoscenza: Social Media Strategy – le slides e le infografiche sono sempre interessanti

E poi da Niemen Juournalism LaB e qui trovate l’intero articolo 

“The dissonance here could be chalked up to the fact that Twitter is simply a medium like any other medium, and, in that, will make of itself (conversation-enabler, LOLCat passer-onner, rebellion-facilitator) whatever we, its users, make of it. But that doesn’t fully account for Twitter’s capacity to inspire so much angst (“Is Twitter making us ____?”), or, for that matter, to inspire so much joy. The McLuhany mindset toward Twitter — the assumption of a medium that is not only the message to, but the molder of, its users — seems to be rooted in a notion of what Twitter should be as much as what it is.

Which begs the question: What is Twitter, actually? (No, seriously!) And what type of communication is it, finally? If we’re wondering why heated debates about Twitter’s effect on information/politics/us tend to be at once so ubiquitous and so generally unsatisfying…the answer may be that, collectively, we have yet to come to consensus on a much more basic question: Is Twitter writing, or is it speech? “

(uno speciale ringraziamento ai tweet e ai post di facebook di #Mai:)Content che lascia tracce interessanti, queste, che seguo)

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