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8 marzo 2010 non è la festa della donna!

è la giornata internazionale della donna.

un distinguo sostanziale.

e una provocazione: allo spogliarello maschile andateci per la festa della mamma, l’addio al nubilato di mariuccia, o in uno sfottò per la festa del papà, o per curiosità; ci sta.

l’otto marzo invece ricordatevi che è una data importante, se non seria, e la parità non è guardare un uomo seminudo.

l’otto marzo riguarda opportunità di lavoro, libertà di scelta, garanzie relative alla maternità, possibiltà di essere se stesse, di partecipazione, responsabilità.


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PROPOSTE DA 8 Marzo in rete

Rilancio volentieri una idea buttata lì, quasi per casi (quasi??) da LGO … “Allora, festeggiamo tra noi in rete?”  in un commento al post di ieri ….

allora mi vien da dire “dai facciamolo!!!”

facciamolo si!… in rete sui blog, sui socialnetwork, nelle mail inviate, sms facebook …

un piccolo accenno all’otto marzo, una parola, un colore, una immagine e la data … azioni minime minimaliste, capillari, ma sentite. nessuno sforzo, nessuna sovrastruttura pesante e ridoondante, nessuna noia, ironia, leggerezza, velocità, sintesi, nessun proclama … solo una lunga marea pervasiva a ricordare qualcosa: la stessa cosa ovunque.

io il burqua … al silcone non lo metto!!

io penso di mettere questa foto … in fondo un velo nero che lascia scoperti anche solo gli occhi è una rivoluzione per donne che indossano il burqua … ma ci sono tanti modi di portare il burqua, il burqua non è solo un oggetto è uno stato mentale, come lo sono tacchi a spillo e labbra al silicone.

la variabile di spessore è la scelta.

come diceva unamammasullaluna, in una riflessione che mi ha fulminato … illuminandomi a proposito dell’etichetta appiccicata alla figlia grande :

“Falle capire che non è così importante quanto le sembra ora, che non deve lasciarsi ferire o condizionare, che la libertà è la cosa più importante, non la popolarità…”

io credo che queste evidenziate in neretto … saranno le mie parole d’ordine …

e le vostre???


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è arrivato l’otto marzo … è arrivata la bufera (l’otto marzo e lo spogliarello)

ok. oramai sono sempre più impelagata con le donne pensanti, in 3/4 progetti pensanti, nei blog e nella opera di condivisione in rete di un sacco di cose…

ma condividere qui questo mi sembrava importante, il blog è il mio orticello, casa mia, il mio io più struttrato e complesso nella sua dimensione digitale …

perciò:

fino ai 20 anni ho “festeggiato” l’otto marzo in manifestazione, poi portando una mimosa tra le mani, e successivamente regalandola alle mie colleghe del lavoro.

non ho mai fatto le uscite tra donne, la serata o la nottata di festeggiamenti.

mi è sempre sembrata fuori luogo l’uscita a veder lo spogliarello maschile.

(l’eros mi interessa ma non espresso al maschile, non usando lo stesso linguaggio comunicativo= spogliarello, porno, prostituzione, pagamento di una prestazione, osservare il sesso altrui etc )

non ho mai pensato che la parità fosse di essere come un uomo, fare le stesse cose, imitare e copiare, scimmiottare uno stile che non mi appartiene.

volevo e vorrei solo poter accedere alle stesse possibilità che ha un uomo e solo se queste mi interessano, soprattutto in ambito lavorativo, nello studio, nell’autonomia, nella valorizzazione e nel presidio di saperi femminili, nella parità di trattamento economico, nella libertà di azione, pensiero e scelta.

eppure proliferano i locali che pubblicizzano  l’otto marzo come serata in cui andare con le amiche a vedere uno spogliarello maschile.

questo ci dovrebbe far sentire meglio?