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Scuola e perplessità: pubblicità progresso

La figlia grande porta a casa un diario – libretto con funzione educativa per insegnare/spiegare ai ragazzini i principi alimentari, utili alla prevenzione dei tumori.

Oggi un esperto esterno è andato a scuola per spiegare e promuovere questa iniziativa.

La figlia grande mi dice anche che dovrebbe portare a scuola 11 euro circa per l’iniziativa e che un foglietto le è stato consegnato, a titolo esplicativo. Si sente in imbarazzo davanti alla mia perplessità, ma come fare – sembra pensare – se ha già quel diarietto in mano, non lo deve pagare (???)

In sintesi  l’Associazione WKH ha preso un accordo, con le scuole della provincia di XYZ per promuovere l’iniziativa nelle scuole, lasciando il libretto/diario insieme alla libertà di dare o meno il contributo.

Un pò come quando siete al bar e passa un/a ragazzo/a che vi lascia due o tre mini gadget sul tavolino insieme ad un biglietto stropicciato; che recita trattarsi di  una offerta per una associazione di persone sorde e che lui/lei/stesso/a è persona affetta da sordità. Siete fregati ed impacciati nel rifiutare l’acquisto di qualcosa che è già quasi in mano vostra, è o sarebbe una azione generosa da parte vostra, non sapete come comunicare il vostro eventuale rifiuto ad una persona non udente.

La cosa si presenta ancora di più ambigua quando avviene a scuola.

Perchè allora non passa anche qualche addetto della Lila, di Emergency,  di Mani Tese, di Medecin sans Frontière, dell’Unicef, o di qualsiasi altra ONG o Fondazione che raccoglie  fondi per altri e altrettanto nobili obiettivi, più o meno contigui a noi, ma accomunati dalla volontà di fare del bene agli altri. E questo che forse si vorrebbe insegnare, insieme ai principi di una alimentazione sana e corretta?

Beh, in effetti il dubbio ritorna insidioso: i proventi dell’iniziativa andranno a beneficio della ricerca e della cura dei tumori, ma limitatamente alla nostra bella provincia di XYZ.

Adesso vorrei esprimere la mia grande perplessità davanti a questa iniziativa, di cui vedo certo meglio le criticità che i benefici, e anche le derive pedagogiche che essa assume essendo promossa in una scuola media statale e quindi pubblica:

1 mi resta l’amaro in bocca per una forma di pubblicità scorretta nei modi e nella destinazione dei fondi, e l’incitazione educativa allo sviluppo della Carità Pelosa! E direi che la qual cosa  … n questo momento storico è quello che meno ci occorre e che occorre ai nostri figli.

2. mi sembra scorretto usare i bambini per fare fund rising, e per raggiungere capziosamente il portafoglio di mamme e papà, approfittando di una necessità educativa di cui nessuno si occupa, l’educazione alimentare.

3. non mi piace che venga usata la scuola, mi puzza di una apertura a realtà esterne che non è stata pensata e presidiata, mi induce a temere il rischio che possa dare spazio ad ulteriori sviluppi di marketing scolastico …

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