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la censura attiva sui canali di stato

6 commenti

Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l’ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo

La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
“E’ un film che critica il governo”

di MARIA PIA FUSCO

 

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html

adesso però non venitemi a dire che pagare il canone può avere ancora senso.
pagare un canone per notizie censurate così platealmente? 
grazie a graz per l’allerta ..
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6 thoughts on “la censura attiva sui canali di stato

  1. Ora sarà un po' più chiaro a tutti che viviamo in una sottospecie di monarchia dove esiste la censura di stato?

  2. E' il senso del dovere che mi fa ancora pagare il canone.
    Io odio il senso del dovere…

  3. Io per fortuna non ci ho il televisore (si vede da come scrivo nè) e quindi non ci pago il canone. Scherzi a parte, sono uno dei pochi che ha presentato un "interpello" (si dice proprio così) all'agenzia per le entrate di Milano perché, pur non possedendo un televisore, venivo tormentato dall'ufficio abbonamenti della rai, che pretendeva di farmi pagare il canone, avendo stupidamente (per pura cortesia) spiegato loro che io i telegiornali li guardavo in streaming.
    L'agenzia delle entrate mi ha risposto (in 30 giorni) che no, io il canone non devo pagarlo, ma la materia è controversa e il legislatore deve ancora decidere. Ai posteri l'ardua sentenza.

  4. @orma già… e pensare che nonostante in molti vedano che il re è nudo (e non solo metaforicamente) bellamente se ne infischiano.

    @lgo il mio senso del dovere mi fa abbonare a radiopopolare milano e a sky …

    @ilgrigio
    temo che sia per quella vecchia faccenda per cui ogni apparecchio che potrebbe essere adatto alla riproduzione di programmi tv (dal telefonino al monitor) è passibile di abbonamento….

    alla tv di stato????

  5. Sì, la roba è quella. Io mi sono rivolto direttamente alla fonte, al ministero delle finanze, che di fatto mi ha risposto (tramite l'agenzia delle entrate) che esiste un vuoto legislativo relativamente alla ricezione delle trasmissioni radio e televisive tramite computer. Poi c'è il problema tecnico che lo streaming non è la stessa cosa della ricezione diretta delle onde radio. Per lo streaming io pago già il gestore della mia connessione e non ricevo onde radio, ma segnali digitali. Come vedi un casino in cui nessuno vuole mettere ordine, se non per introdurre la censura ai blog. Un saluto.

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