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elaborare il mondo …

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Ma chissà perché “l’espressione sessuale” a scuola, in ogni sua forma, è ignorata, espulsa e scissa. Oppure punita. Non nella singola scuola, che di certo ogni scuola si sente dotata delle più raffinate competenze, o in quella si attiva seriamente – mettendosi in discussione, o infine in quella che si salva grazie a resistenze di portata mondiale (io non non sapevo, non c’ero, non c’entro).

Fingere che certi temi non esistano, o somministrare blandi palliativi è un ottimo modo per sentirsi a posto e puliti.

E’ difficile però poi ignorare la differenza tra una prof. che si vanta di essere una donna attraente e piena di ammiratori, e la punizione data ad un alunno esibizionista. Non che la seconda non vada ripresa, ma della prima che ce ne facciamo? Il problema, visto da lontano,  è che la scuola ignora che la vita emotiva e sessuale, relazionale è nella scuola stessa e che provare a trattarla in qualche modo, dota quella scuola di una grande opportunità pedagogica.

Assieme a questa, si colloca un’altra bizzarria, quando i docenti spiegano agli alunni, che il mondo fuori può essere cattivo e minaccioso, che gli alunni son bamboccioni (ah già lo dicono anche i ministri) e non son pronti a quel mondo lì. Come se la scuola non fosse un elaboratore del mondo, un micromondo fatto di bene e male, gente bella e brutta, giustizie ed ingiustizie che i ragazzini provano, con i loro docenti ad affrontare. Non c’è un mondo fuori o un altro mondo possibile. Ci sono temi che attraversano le pareti permeabilissime della scuola, che si impongono, spesso senza controllo, e da lì occorre provare a partire. Senza fingere di stare in una bolla di vetro.

Nella fattispecie di cui al link

non si può fingere di non essere in Italia, un paese che su questo tema vanta una importante arretratezza culturale, e che esibisce una imbarazzante disparità di trattamenti tra maschi e femmine, in troppi campi; appunto per via di quella permeabilità tra scuola e mondo la decisione appare ancora più importante.

Per altre vie mi è capitato di sentire un certo disagio davanti alla sgridata di una docente che riprendeva una alunna che appellava con una parolaccia il compagno, che le aveva toccato il sedere. Insomma quel che pareva più grave era grave la parolaccia in bocca ad una delicata fanciullina, e non il fatto che il suo corpo non avesse confini per il compagno maschio, e che non si potesse “ribellarvisi”…

Due pesi e due misure. Cui prodest?

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4 thoughts on “elaborare il mondo …

  1. Qui potrei partire con uno dei miei pipponi, cerco di non farlo. È sconfortante per`ø pensare che la scuola, che nella vita degli alunni prende tanta parte del loro tempo, sia così desolatamente sprovveduta a dar loro una visione del mondo pedagogica.

  2. Non ho capito. Credi che sia sbagliata la punizione? Cosa avrebbe dovuto fare la scuola?

    • Uff mi sono persa il commento precedente scritto. Comunque non metto in discussione la decisione di punizione, ma lo sbilanciamento della punizione 1:4…. (l’ultima sospensione vista a scuola – come rapp. genitori – era 6:9 per il ragazzino che ripeteva il comportamento sanzionato). E poi o la ragazzina era già rea di atti sessuali a scuola (a allora andava capito prima) oppure la sessualità non è equiparabile a insultare i prof. o dare noia ai compagni, provocare etc. Cioè sembra una sanzione sbilanciata per la femmina.
      Va da se che sono illazioni visto che non siamo a scuola.
      Ma il fatto è che la scuola si mostra spesso sprovvista di strumenti educativi veri e propri, o d tempi e spazi di riflessione (equipes pedagogiche/psicopedagogiche .. supervisioni tipiche dei servizi educativi). Questa mancanza appare evidente dall’esterno, in questo sento importante dire che occorre uno stimolo affinchè la scuola (non la singola scuola) si prepari ad affrontare la complessità che si trova a trattare …
      solo questo.

  3. La punizione per la donna è sempre superiore, perché ha tradito il suo ruolo di vergine madre e si è fatta provocatrice come il serpente (ok sto semplificando molto).

    Questi meccanismi sono davvero pericolosi, perché poi portano a considerazioni del tipo: se l’è cercata, se aveva i jeans non è violenza eccetera…

    Io poi dico. Perché questo genere di punizione invece di un mea culpa generale ed una conseguente organizzazione di corsi di educazione sessuale/alla sessualità?

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